Autore: Federico MusazziArticoli

Efficienza energetica: L’immissione di green gas nella rete distributiva ed impatto sugli apparecchi utilizzatori

Per il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica contenuti nel PNIEC è fondamentale agire sullo sviluppo dei green gas.

    Gli obiettivi in materia di efficienza energetica determinati dal PNIEC rendono molto importante focalizzarsi sul settore dell’edilizia. Nonostante lo sviluppo atteso dell’elettrificazione, si prevede che i green gas rivestiranno un ruolo molto importante anche per gli usi finali per il riscaldamento. Federico Musazzi (Responsabile Associativo Assotermica) ci parla dei benefici che i green gas potrebbero generare, anche grazie al costante impegno di Assotermica.

     

    Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, predisposto dal nostro Governo, è attualmente in fase di pubblicazione, dopo un iter di consultazioni che è durato diversi mesi. In questo periodo sono stati ascoltati pressoché tutti gli stakeholder ed anche la Commissione Europea, che ha rimarcato come sia sempre più prioritario agire sul settore dell’edilizia per centrare gli importanti obiettivi di efficienza energetica, incremento delle fonti rinnovabili e miglioramento della qualità dell’aria.

    In questo contesto si va delineando uno scenario energetico in cui l’uso del vettore gas, anziché ridursi, resterà affiancato a quello elettrico. Fermo restando infatti il forte impulso all’elettrificazione, ivi inclusa la crescita del mercato delle pompe di calore, molti operatori prevedono un ruolo altrettanto importante del green gas (biocombustibili e idrogeno) anche in un ambito come quello degli usi finali per riscaldamento.

    Questa sfida è anche legata alla necessità di accumulare, in futuro, grandi quantità di energia elettrica derivanti da sovrapproduzione da FER non rinnovabili, che sta spingendo lo sviluppo di sistemi P2G – power to gas per la produzione di idrogeno e metano da iniettare nelle reti di distribuzione.

    È inoltre prevista una rilevante produzione di biometano che si stima intorno ai circa 10 Gm3/anno, a fronte di un consumo nazionale di circa 70 Gm3/anno.

    Questa premessa non può che essere condivisa da Assotermica, l’associazione nazionale dei produttori di apparecchi e componenti per impianti termici, che da sempre promuove un approccio al settore di tipo “multi-technology”, ovvero di sistema, essendo fermamente convinta che non esista aprioristicamente un’unica soluzione impiantistica che sia in grado di soddisfare tutte le necessità del nostro eterogeneo patrimonio edilizio, con differenti morfologie, fabbisogni e destinazioni d’uso.

    Proprio per questo l’associazione sta attualmente lavorando per verificare le opportunità dell’immissione nella rete di distribuzione del gas naturale di biometano e idrogeno e altri eventuali combustibili di sintesi, ma soprattutto per analizzarne gli impatti sugli apparecchi utilizzatori.

    L’obiettivo è quello di accompagnare una completa transizione verso una nuova generazione di impianti gas adaptive, che siano in grado di funzionare con miscele aventi diverse caratteristiche dalle attuali; soprattutto si vogliono intercettare e risolvere eventuali problematiche sugli apparecchi già installati.

    Dobbiamo considerare, infatti, che oggi in Italia abbiamo un parco di 12 mln di caldaie a gas più vecchie di 15 anni ed oltre 2 milioni di caldaie a gasolio con un’età non inferiore ai 20 anni; si tratta dello zoccolo duro del nostro parco impiantistico nazionale – obsoleto ed energivoro – che con circa 28 Mtep/anno consumate rappresenta allo stato attuale l’80% dei consumi energetici totali delle abitazioni, oltre che una considerevole fonte di emissione di gas a effetto serra.

    Il potenziale risparmio annuale conseguibile, andando a sostituire tutti i prodotti scarsamente efficienti con tecnologie pari o superiori alla classe A, sarebbe di circa 8 Mtep, pari all’85% dell’obiettivo nazionale al 2030 di 9,3 Mtep.

    Bastano questi pochi numeri per capire come sia assolutamente necessario intervenire in questo ambito con ogni mezzo.

    Dal punto di vista delle opportunità per il settore, la presenza di idrogeno o biometano nel gas naturale potrebbe consentire al Legislatore di riconoscere una componente rinnovabile al gas naturale, modificandone  il PEF della tabella 1 all’allegato 1 del DM 26/06/2015 “requisiti minimi” e, di conseguenza, permettendo al progettista di poter rivalutare l’uso di tecnologie a gas, sia nel contesto degli attuali requisiti previsti dall’allegato 3 D.Lgs. 28/2011, sia con i prossimi recepimenti delle Direttive UE 2018/844 “EBPD recast” e  2018/2001 “RED2”.

    L’obiettivo non è poi così lontano e su queste basi Assotermica sta lavorando con la filiera del gas proprio per definire un protocollo di prove su apparecchi rappresentativi delle divere famiglie di prodotti presenti sul mercato.

    Per quanto riguarda l’idrogeno ad esempio, la sua presenza può modificare significativamente il processo di combustione del gas. Inoltre la composizione della miscela sarà variabile durante la giornata, seguendo verosimilmente la sovrapproduzione di energia elettrica da FER non programmabili. Tutto ciò rende necessario implementare analisi puntuali sugli apparecchi utilizzatori, sia a livello teorico, in base alla letteratura scientifica disponibili sui green gas, sia a livello di verifiche di laboratorio su apparecchi vecchi e nuovi.

    In particolare elementi di attenzione nelle prove di laboratorio sono la stabilità della fiamma, il corretto funzionamento nei transitori, le variazioni di emissioni, la variazione del punto di rugiada dei fumi e molto altro ancora.

    I lavori sono attualmente in corso e le aziende direttamente coinvolte sono molte nei vari comparti rappresentati da Assotermica, dai bruciatori alle caldaie e ai generatori d’aria calda fino a tutto il mondo delle componentistica.

    I prossimi mesi saranno importanti perché l’obiettivo di Assotermica è quello di far sì che nel 2020 – anno importante che segna già un passaggio dello scenario energetico del nostro Paese – si possano mettere importanti punti fermi anche sullo sviluppo dei green gas in Italia.

     

    Articolo realizzato da Federico Musazzi (Responsabile associativo Assotermica) per Orizzontenergia.

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