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Efficienza energetica per la crescita e il miglioramento della competitività: presentato oggi l’Energy Effiency Report

    Presentato oggi – durante il workshop organizzato da The European HouseAmbrosetti in collaborazione con ABB – l’Energy Efficiency Report, il documento di riferimento di ABB sull’efficienza energeticaefficienza energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
    incentrato sulle tendenze nel settore industriale e delle utilityutility
    Azienda che si occupa della forniutura di beni o servizi di pubblica utilità come ad esempio energia elettrica, gas e acqua.
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    Nel suo intervento, Gian Francesco Imperiali, Presidente del Consiglio di Amministrazione di ABB Italia, ha illustrato la sezione riguardante il nostro paese dell’Energy Efficiency Report.

    “Per quanto riguarda l’Italia, i consumi energetici nell’industria sono cresciuti stabilmente a un tasso dell’1,2% all’anno tra il 1990 e il 2007, ma nel 2008 / 2009 la crisi economica globale ha portato ad una riduzione drastica nei consumi energetici. Il peso del consumo elettrico nell’industria è cresciuto sensibilmente, sino ad arrivare a rappresentare il 35% rispetto al totale” ha esordito Imperiali.

    L’uso dell’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    nell’industria, in Italia come in molte parti del mondo, è lontano dall’essere efficiente e ci sono ampi spazi per miglioramenti. Per questo l’efficienza energetica – così come espresso dai 350 senior executive intervistati – anche alla luce di un accesso ristretto all’energia e alle preoccupazioni legate ai cambiamenti climatici, non è più considerata una scelta opzionale, bensì un irrinunciabile pre-requisito per la crescita finanziaria a lungo termine e per il miglioramento della competitività, soprattutto in settori energy-intensive.

    “L’efficienza energetica è vista anche come uno stimolo all’innovazione tecnologica, pur nella consapevolezza che i principali miglioramenti arriveranno dall’ottimizzazione dei processi produttivi e soprattutto dall’introduzione di tecnologie già accessibili e testate (citando tra queste in particolare i motori ad alta efficienza e gli inverterinverter
    Dispositivi atti a modificare la velocità  di un motore elettrico modulandone la frequenza di alimentazione in base al carico richiesto, ovvero adattando il funzionamento del motore alle necessità  del momento evitando, quindi, sovradimensionamenti e sprechi.
    ). Un’analisi dell’impatto di queste tecnologie ha dimostrato ampiamente che l’efficienza energetica è un investimento che si ripaga da sé”, ha proseguito Imperiali.

    Sul fronte del ritorno finanziario degli investimenti in efficienza energetica, l’88% del campione intervistato riconosce l’efficienza energetica come fattore business critical, ma solo il 40% ha investito in questo ambito negli ultimi 3 anni, quota che scende al 34% nell’industrie a uso intensivo dell’energia. Solo la metà del campione ha messo a punto sistemi di gestione dell’energia e solo un terzo ha eseguito audit energetici sull’intera struttura produttiva e operativa. Meno della metà ha attivato un sistema per un monitoraggio continuo dei progressi in efficienza energetica.

    Secondo il Presidente di ABB Italia “Questo divario tra consapevolezza e azione è causato principalmente da una mancanza di informazione. Il 42% del campione denuncia una mancanza di chiarezza nel metodo per individuare il ritorno finanziario degli investimenti, soprattutto legata all’assenza di benchmark di riferimento per il settore industriale in cui operano. Solo il 27% cita la mancanza di fondi come una delle barriere all’investimento”.

    “Nuovi incentivi e nuove regolamentazioni possono ovviamente intensificare la pressione sull’industria. Tra queste, l’introduzione della normativa ISO 50001 che regola l’introduzione di sistemi per la gestione dell’energia e che rappresenterà un punto di riferimento per l’industria influenzando potenzialmente il 60% dell’uso mondiale dell’energia”, ha concluso Imperiali.

     

    Fonte: ABB, 21/09/2011

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