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Elettricità: “residui” del nucleare ancora in bolletta

    L’intera operazione di decommissioningdecommissioning
    Attività multidisciplinare che si applica agli impianti in fase di demolizione, rinnovamento o costruzione. L’obiettivo principale è la bonifica della zona di edificazione della centrale nucleare attraverso lo smaltimento del combustibile irraggiato e delle scorie di lavorazione e successivo stoccaggio.
    , cioè lo smantellamento delle ex-centrali nuclearenucleare
    Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
    di Caorso, di Latina, Garigliano ed in fine quello di Casaccia (centro ricerca ENEA) con la relativa bonifica delle aree e la messa a deposito delle scorie, avrebbe un costo totale di 1,760 miliardi di euro. Ingente somma che – come spesso avviene – non colpisce le società investitrici ma, anno dopo anno, ricadrà sugli utenti consumatori di elettricità. La ritroviamo tutti e puntualmente in bolletta sotto la voce “componente A2”: Per intenderci è la componente della tariffa elettrica che concorre a coprire i costi per l’abbandono del nucleare.

    Al costo di cui sopra, che tanto per capire ammonta a circa 195 milioni di euro nel 2011, si somma quello della componente MCT, che intende compensare economicamente i Comuni dove sono situati gli impianti.

    E’ curioso notare che una parte delle entrate delle due componenti confluisce ai comuni interessati e alla SOGIN, società deputata allo smantellamento e bonifica delle aree, mentre  il rimanente rimpingua le casse del Tesoro con altre finalità.

    Insomma, non abbiamo più il nucleare ma continuiamo a pagarlo.

    Orizzontenergia.it

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