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Emissioni gas serra del settore energia, calo del 21,9%

    Presentato l’Inventario Ispra delle emissioni dei gas a effetto serraeffetto serra
    Fenomeno fisico per cui alcuni gas contenuti nell’atmosfera (anidride carbonica, vapore acqueo, metano, ecc..) intrappolano il calore proveniente dal sole facendo in modo che la temperatura media sulla Terra permetta la vita delle varie specie. Il meccanismo è simile a quello che avviene in una serra, da cui il nome. Tuttavia l’aumento e, dunque, la situazione di squilibrio della concentrazione di tali gas è causa di un eccessivo riscaldamento della superficie del pianeta con conseguenze anche pesanti sugli ecosistemi, su scala globale.
    in Italia dal 1990 al 2013.

    In generale si registra una riduzione complessiva di 84 milioni di tonnellate di CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

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    Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2013. National Inventory Report 2015

    Come si evince dall’Inventario Ispra, nel 2013, le emissioni nazionali totali di gas serra, espresse in CO2 equivalente, sono diminuite del 6,7% rispetto all’anno precedente e del 16,1% rispetto all’anno base (1990).

    Una riduzione complessiva di 84 milioni di tonnellate di CO2 (tra il 1990 e il 2013 le emissioni di tutti i gas serra sono passate infatti da 521 a 437 milioni), riscontrata in particolare dal 2008, sia per via della riduzione dei consumi energetici e delle produzioni industriali (a causa della crisi economica e della delocalizzazione di alcuni settori produttivi), che della crescita della produzione di energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    da fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    (idroelettrico ed eolico) e dell’incremento dell’efficienza energeticaefficienza energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
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    I dati preliminari 2014 mostrano inoltre un’ulteriore flessione rispetto al 2013, con un livello emissivo totale pari a 417 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

    Dati incoraggianti, soprattutto se si guarda ai nuovi obblighi di riduzione per gli anni 2013-2020 assunti dai Paesi, Italia inclusa, che hanno aderito al secondo periodo del Protocollo di KyotoProtocollo di Kyoto
    È un accordo internazionale sull’ambiente siglato nel 1997 da oltre 160 paesi per la riduzione delle emissioni climalteranti. Entrato in vigore a febbraio 2005, prevede entro il 2012 la riduzione complessiva delle emissioni di gas serra del 5,2% rispetto ai livelli del 1990 (considerato come anno di riferimento). Per i Pesi in via di sviluppo non sono stati previsti obiettivi di riduzione. Il protocollo di Kyoto ha introdotto dei meccanismi (i cosiddetti “meccanismi flessibili”) per l’adempimento degli obiettivi di ciascun Paese, favorendo la cooperazione internazionale. Essi sono il Clean developmenti Mechanism, il Joint Implementation e l’Emission TradingTrading
    Attività di acquisto e/o di vendita di prodotti (materie prime o commodities) sui mercati internazionali.
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    In particolare, per l’Unione Europea e l’Italia tali obblighi sono pari ad una riduzione del 20% rispetto al 1990.

    Nel 2013 le emissioni di gas serra del settore energia in calo del 21,9%, rispetto al 1990.

    Rispetto al 1990, nel 2013 le emissioni delle industrie energetiche sono diminuite del 21,9%, a fronte di un aumento della produzione di energia termoelettrica da 178,6 Terawattora (TWh) a 192,9 TWh, e dei consumi di energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    da 218,7 TWh a 297,3 TWh.

    Dall’analisi dell’andamento delle emissioni di CO2 per unità energetica totale, emerge che l’andamento delle emissioni di CO2 negli anni ’90 ha seguito sostanzialmente quello dei consumi energetici; solamente negli ultimi anni si delinea un disaccoppiamento delle curve, dovuto principalmente alla sostituzione di combustibili a più alto contenuto di carboniocarbonio
    Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell’atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante.
    con il gas naturalegas naturale
    Idrocarburo che ha un’origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un’alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S).
    nella produzione di energia elettrica e nell’industria e ad un incremento dell’utilizzo di fonti rinnovabili.

    Nel periodo 1990-2013, le emissioni energetiche del settore residenziale e servizi sono aumentate del 9,4%. A questo proposito si può osservare che in Italia il consumo di metanometano
    Idrocarburo che rappresenta il costituente principale del gas naturale.
    nel settore civile era già diffuso nei primi anni ’90 e la crescita delle emissioni, in termini strutturali, è invece correlata all’aumento del numero delle abitazioni e dei relativi impianti di riscaldamento oltre che, in termini congiunturali, ai fattori climatici annuali.

    Le emissioni del settore dell’industria manifatturiera sono invece diminuite del 42% rispetto al 1990 prevalentemente in considerazione dell’incremento nell’utilizzo del gas naturale in sostituzione dell’olio combustibileolio combustibile
    Frazione pesante derivante dalla raffinazione del petrolio greggio, che trova impiego prevalentemente come combustibile per l’industria, nelle centrali termoelettriche o come carburante per le navi. L’olio combustibile è classificato secondo la viscosità (oli fluidissimi, fluidi, semifluidi, densi) e secondo il contenuto di zolfo.
    per produrre energia e calore e per gli ultimi anni a seguito del calo della produzione industriale.

    Per quel che riguarda il settore dei processi industriali, nel 2013 le emissioni sono diminuite del 24,1% rispetto al 1990. L’andamento delle emissioni è determinato prevalentemente dalla forte riduzione delle emissioni di N2O (-89,3%) nel settore chimico, grazie all’adozione di tecnologie di abbattimento delle emissioni nella produzione dell’acido nitrico e acido adipico. D’altro lato le emissioni dei gas fluorurati, in particolare di quelli utilizzati per la refrigerazione e per l’aria condizionata, sono notevolmente aumentate dal 1990.

    Le emissioni del settore dell’agricoltura sono diminuite del 14,9% tra il 1990 e il 2013. La riduzione principale si è ottenuta nelle emissioni dovute alla fermentazionefermentazione
    Insieme di processi chimici che consistono nella trasformazione dello zucchero contenuto nelle biomasse in etanolo, ad opera di particolari microrganismi.
    enterica (-12,0%) e alle deiezioni animali (-21,3%) poiché sono diminuiti i capi allevati, in particolare bovini e vacche da latte, e, grazie a un minor uso di fertilizzanti azotati, anche alle emissioni dai suoli agricoli (-16.3%).

    Negli ultimi anni si è registrato un incremento della produzione e raccolta di biogasbiogas
    Miscela di gas prodotti in seguito ad un processo di digestione anaerobica di materiale organico di origine vegetale e animale. Alcuni batteri provvedono a decomporre il materiale organico, in ambiente privo di ossigeno, producendo una miscela gassosa formata da metano (50÷70%), anidride carbonica (35÷40%) e tracce di altri gas. Le materie prime utilizzabili sono residui agricoli, zootecnici dell’industria agro-alimentare, acque e fanghi reflui.
    dalle deiezioni animali a fini energetici, evitando emissioni di metano dallo stoccaggiostoccaggio
    Attività di raccolta e deposito di una determinata risorsa. 
    delle stesse.

    Nella gestione e trattamento dei rifiuti, le emissioni sono diminuite del 20,5%, e sono destinate a ridursi nei prossimi anni, per la riduzione delle emissioni dallo smaltimento dei rifiuti solidi urbani in discarica, avvenuta attraverso il miglioramento dell’efficienza di captazionecaptazione
    In un impianto idroelettrico rappresenta l’insieme delle operazioni di prelievo e di accumulo dell’acqua.
    del biogas e la riduzione di materia organica biodegradabilebiodegradabile
    Aggettivo con cui viene definito un materiale soggetto alla decomposizione per opera di agenti biofisici naturali (batteri, luce solare, umidità ecc).
    in discarica grazie alla raccolta differenziataraccolta differenziata
    Raccolta di rifiuti raggruppati per tipologia (per esempio, carta, vetro, plastica) al fine di riciclarli rendendo più facile lo smaltimento e valorizzando il rifiuto stesso come materia prima. Ogni Comune stabilisce le modalità di raccolta.
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    Fonte: Ispra

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