ArticoliEnergia e mercatoEolicoIntervistato: Simone Togni

Energia: Capitale umano e macchine intelligenti, integrazione o marginalizzazione?

Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando il settore elettrico

    Simone Togni (Presidente ANEV) ha discusso con noi delle trasformazioni che stanno avvenendo nel settore elettrico, a seguito delle sempre più numerose applicazioni di tecnologie appartenenti alla 4a rivoluzione industriale. Specialmente le figure professionali, nonchè le loro mansioni e competenze, sono in continuo sviluppo in un’ottica di integrazione delle funzioni con le macchine intelligenti. Non si assiste ad una marginalizzazione del lavoro umano bensì ad una crescente integrazione fra tecnici e linee operative.

     

    In che settori si sta manifestando maggiormente il passaggio “dagli elettroni ai bit”, per citare lo slogan del  convegno, organizzato anche da ANEV, tenutosi lo scorso 24 Settembre?

    Il cambio di paradigma che la digitalizzazione sta portando all’interno del settore elettrico si sposa maggiormente con le tecnologie innovative quali le fonti rinnovabili, la distribuzione in reti intelligenti e il consumo tramite mobilità sostenibile dell’energia elettrica prodotta.

    Questa trasformazione quindi si sposa perfettamente con il percorso di decarbonizzazione che il nostro paese è chiamato a fare nei prossimi anni.

     

     

    Il settore elettrico sta convergendo verso uno scenario in cui prodotti e servizi risultano sempre più integrati, rendendo necessario lo sviluppo di nuove competenze. Quali sono le nuove categorie professionali che si sono affacciate sul mercato e quali saranno le più richieste in un prossimo futuro? Che consiglio darebbe a giovani e neolaureati che si affacciano nel mondo del lavoro, in particolare nel settore elettrico, per trovare occupazione.

    L’integrazione nei servizi legati alla produzione al consumo dell’energia elettrica sempre più avranno un ruolo centrale nella diffusione del vettore elettrico per i consumi energetici del nostro paese la gestione di queste innovazioni passa tramite competenze professionali nuove che devono essere formate proprio per questo l’ANEV punta molto sulla formazione di personale che nel settore elettrico dovrà modificare le proprie competenze e sui neolaureati.

     

    Il settore elettrico, specialmente nel comparto della produzione e distribuzione, sta facendo ricorso all’ausilio di “macchine intelligenti” per snellire ed efficientare i processi lavorativi; come sono coinvolte queste macchine con la manodopera specializzata? L’orizzonte a cui si va incontro è d’integrazione o di suddivisione delle mansioni?

    L’utilizzo di macchine intelligenti facilita significativamente alcune attività quali la manutenzione delle reti e degli impianti di produzione elettrica consentendo da un lato la maggiore efficienza degli stessi e dall’altro l’aumento della sicurezza nel lavoro in quota. È ovvio che l’utilizzo di queste macchine deve essere sempre guidato da tecnici altamente specializzati e pertanto l’integrazione di queste attività non potrà prescindere dall’ elemento umano.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Quali sono i segni tangibili e le prospettive di questa trasformazione specificatamente nel settore eolico?

    L’efficienza che è stata portata dei processi innovativi e della gestione digitale degli impianti si ripercuote positivamente sia nella maggior disponibilità degli impianti sia nel miglior risultato ambientale che gli stessi producono. Nel settore eolico significativa è stata l’evoluzione garantita dai nuovi processi e legata all’analisi delle componenti e alla prevenzione delle rotture di quelli principali nonché nel miglioramento degli interventi di manutenzione ordinaria che vengono decisi in tempo reale sulla base del sito e della condizione atmosferica presente al momento di decidere l’intervento.

     

    Il paradigma “open innovation”, ovvero ricorrere ad idee esterne per accedere a nuovi mercati ed aggiornare le competenze tecnologiche interne, è sempre più un assunto a cui le aziende fanno riferimento. Nel settore elettrico qual è il grado di applicazione? Specialmente alla luce delle numerose partnership con le aziende appartenenti al settore “digital”.

    Nel settore eolico la competenza specifica e il know-how accumulato negli anni ha un valore importante rispetto alle specifiche tecnologie utilizzate. L’apertura a soluzioni esterne e comunque sempre utile a poter migliorare le procedure e ad introdurre nuove tecnologie nella gestione degli impianti esistenti.

    Per questo motivo è certamente utile il nuovo paradigma di Open Innovation e già sta portando ad applicazioni concrete funzionali al miglioramento dell’efficienza degli impianti esistenti.

     

    Un’innovazione tecnologica così rapida renderà il contesto del mercato elettrico più competitivo e probabilmente una maggiore pressione sui margini per i produttori? Quale modello di utility sopravvivrà? Alleanze con digital farms, aumento di dimensioni grazie a fusioni o altro?

    L’evoluzione del settore elettrico sta comportando un lento ma significativo percorso di aggregazione che tende ad ottimizzare i costi di gestione e manutenzione degli impianti. Dall’altro lato i produttori di Tecnologia sempre più cercano di spostare il loro interesse sull’attività di gestione e manutenzione degli impianti limitando la possibilità di concorrenza in questo settore. Esistono tuttavia soggetti terzi indipendenti che offrono in maniera sempre più strutturata ed efficiente servizi in tutte le aree di funzionamento degli impianti eolici. E’ ragionevole pensare che il nuovo percorso individuato dal governo, di crescita della potenza installata, porterà ulteriori aggregazioni ma anche la nascita e il consolidamento delle aziende di media dimensione.

     

    Intervista a Simone Togni (Presidente ANEV) a cura di Orizzontenergia

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