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Energia: consumatori contro Assoelettrica su eliminazione del mercato di maggior tutela

    Roma, 5 marzo 2014 – “La lentezza del passaggio dei clienti dal mercato tutelato a quello libero sembra dipendere più dalla scarsa attrattività delle offerte che le Società fanno sul mercato liberomercato libero
    Mercato in cui sia le imprese che producono sia le imprese che vendono energia elettrica operano in regime di concorrenza, stimolando una competizione che può portare benefici ai consumatori in termini di prezzi e qualità del servizio.
    , che da ipotetiche barriere, come d’altra parte dimostra una recente indagine dell’Autorità per l’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    ”. E’ questo il commento delle associazioni Adoc, Codici, Lega Consumatori e UNC, rispetto alla posizione di Assoelettrica, che emerge da un’intervista rilasciata ad una rivista di settore.

    Il Presidente di Assoelettrica Chicco Testa, infatti, afferma che vi è una distorsione del mercato elettricomercato elettrico
    Mercato dove si effettua l’acquisto e la vendita di energia elettrica attarverso un sistema di contratti bilaterali o attraverso la borsa elettrica. Il prezzo viene determinato dall’incontro tra la domanda e l’offerta di energia elettrica da parte dei vari operatori che vi partecipano.
    poiché
     “il 50% della produzione è fuori dal mercato, se poi anche nella vendita lo è un terzo dei clienti, competere diventa difficile” per cui, prosegue sulla rivista, “l’obiettivo debba essere un abbandono progressivo della maggior tutela”.

    Secondo le associazioni Adoc, Codici, Lega Consumatori e UNC invece, le cose non stanno così: “dire che un terzo del mercato è precluso per via dell’esistenza del mercato tutelato è quantomeno azzardato: al di là della facile considerazione per cui l’Acquirente Unico acquista, per i clienti del mercato tutelato, sia sul mercato a termine dell’energia che sul mercato del giorno primamercato del giorno prima
    Mercato in cui viene contrattata l’energia elettrica, tramite offerte di vendita e acquisto, per ogni ora del giorno successivo. Dall’incrocio tra la curva della domanda (stimata) e la curva di offerta si definiscono i prezzi, le quantità oggetto di scambio e i programmi di immissione/prelievo di energia per garantire costantemente l’equilibrio su tutta la rete.
    (quindi pienamente sul mercato), non bisogna dimenticare che circa 1 milione e mezzo di clienti all’anno passano dal mercato tutelato a quello libero. La vera domanda è: perché invece di essere un milione e mezzo non sono tre milioni o quattro o cinque? Ma, forse, la responsabilità è da ricercare altrove e specialmente nella poca convenienza del mercato libero”.

    Dichiarazione di Luigi Gabriele, Relazioni esterne Codici – abbiamo lanciato anche un Hashtag ( #chiccochehaiintesta ), rivolto a Chicco Testa, oggi capo di Assoelettrica, ma ex filosofo ambientalista del PCI già presidente di Enel e Acea, società che in gran parte hanno la responsabilità di aver reso la situazione così come la conosciamo.

    Secondo noi la vera distorsione del mercato non sono i numeri dati più o meno a caso da #chiccochehaiintesta, ma è sopratutto il fatto che da una parte ci sono aziende più o meno legate allo Stato e quindi alla politica che lavorano senza etica e logica (vedi le municipalizzate o le partecipate dallo Stato), con il rischio a carico dei contribuenti, e con un management autoreferenziale e completamente fuori dalle competenze globali, prevalentemente riciclati dalla politica, mentre dall’altra ci sono aziende che dovrebbero rischiare di loro, secondo logiche di mercato. E’ ovvio che non c’è competizione in questo modo!

    Insomma la nomenclatura politica che in questi anni ha messo le mani su tutte le società partecipate dello Stato, riducendo mercato e sistema a “Renditometri dei partiti”, oggi intende ancora far pagare ai consumatori il costo delle loro scalate personali, facendo anche fallire quella parte di mercato che almeno ci mette soldi propri e non quelli dello Stato o dei consumatori.

    Meno male che in tutto questo c’è la tutela che con GME ed AU ha operato secondo le regole del buon padre di famiglia, evitando di esporre i consumatori ai rischi di un mercato bazar, utile solo agli Energivori e far fare numeri ai distributori.

    Fonte: Codici – Associazione Consumatori

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