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Energia: Dall’Unione per l’Energia un nuovo slancio per l’innovazione tecnologica

  • Autore: Marcello Capra

Marcello Capra, delegato set plan europeo e MISE, nel corso dell’articolo parla della necessità di innovare nel campo delle tecnologie energetiche per raggiungere gli obiettivi comunitari al 2020, 2030 e 2050.

Il ruolo del SET Plan

L’importanza delle tecnologie energetiche e dell’innovazione per conseguire gli obiettivi UE 2020 nel settore delle politiche energetiche e climatiche,  ma anche per realizzare gli obiettivi per il 2030 e il 2050, era stata già da tempo riconosciuta dall’Unione, a prescindere dall’implementazione dei vari Programmi Quadro della R&S. Nel 2008 è stato infatti lanciato lo Strategic Energy Technology (SET) Plan come strumento di “spinta della tecnologia” delle politiche energetiche e climatiche. Il SET Plan aveva definito come prioritarie le tecnologie più importanti per il conseguimento degli obiettivi della politica energetica e climatica per il 2020: vento, sole, reti elettriche, CCS, bioenergia, energia nucleareenergia nucleare
Energia derivante dalle trasformazioni che coinvolgono i nuclei atomici (fissione o fusione). Attualmente la produzione di energia elettrica con il nucleare si basa sulla fissione, dal momento che i processi di fusione nucleare sono ancora in fase di studio e ricerca. Il combustibile impiegato è l’uraniouranio
Elemento metallico radioattivo che si trova sottoforma di ossidi o sali nelle rocce, nel suolo, nell’aria e nell’acqua. L’uranio, così come si trova in natura, è costituito da tre isotopi: l’uranio 238 (per il 99.9 %), l’uranio 235 (l’uranio fissile impiegato come combustibile nelle centrali nucleari) e l’uranio 234, in piccolissime tracce.
 235, contenuto in piccola concentrazione nell’uranio naturale. Nelle centrali di questo tipo l’enorme quantitativo di energia che si libera dalle reazioni nucleari viene ceduto a un fluido che a sua volta la cede all’acqua che poi percorre un ciclo di potenza uguale a quello delle centrali a vapore convenzionali.
, celle a combustibile e idrogenoidrogeno
Primo elemento della tavola periodica, presente sulla Terra in forma combinata, soprattutto nell’acqua e nei composti organici. Esso è costituito da 3 isotopi: prozio (cioè l’idrogeno propriamente detto) per più del 99.9 %, il deuterio e il trizio. La forma molecolare dell’idrogeno (H2) dà origine ad un gas inodore, incolore, altamente infiammabile e molto più leggero dell’aria (ecco perché lo si trova in bassissime concentrazioni in atmosfera).
, efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
. Le iniziative industriali europee istituite per tutti questi settori hanno stabilito aree prioritarie di ricerca e innovazione mediante roadmap tecnologiche”, che hanno incentrato il loro campo d’azione su grandi progetti di valore europeo.

Sono stati messi a disposizione fondi europei, principalmente nell’ambito del Settimo programma quadro di ricerca (e poi di Horizon 2020) mediante la mobilitazione di varie aree tematiche, tra cui “EnergiaEnergia
Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
” e “Tecnologie abilitanti fondamentali” (come le ICT e i materiali). Un ulteriore finanziamento significativo è giunto dal Programma energetico europeo per la ripresa (EEPR) e dal programma “Riserva nuovi entranti (NER) 300”. Gli investimenti pubblici e privati a favore dello sviluppo tecnologico per i settori del SET Plan sono passati da 3,2 miliardi di euro nel 2007 a 7,1 miliardi nel 2011. L’industria è stata all’origine di circa il 70% degli investimenti totali di ricerca e sviluppo delle priorità del SET Plan mentre gli Stati membri partecipano per il 20% e la Commissione europea per il 10%.

 

Nuova strategia per il 2020 e oltre

L’Unione dell’Energia è stato un tema chiave nell’agenda dell’Unione Europea per il 2015, in stretta sinergia con l’attuazione del Pacchetto Clima-Energia al 2030 e la preparazione della Conferenza ONU sul clima (COP21 di Parigi).

Il 25 febbraio 2015 la Commissione europea ha adottato una Comunicazione, intitolata “A Framework Strategy for a Resilient Energy Union with a Forward-Looking Climate Change Policy”.  Nella Comunicazione sono individuate cinque dimensioni prioritarie per la realizzazione dell’Unione dell’energia: 1) sicurezza energetica; 2) un mercato interno dell’energia pienamente integrato; 3) efficienza energetica come contributo alla riduzione della domanda di energia; 4) de-carbonizzazionecarbonizzazione
Processo di trasformazione chimico-fisica che avviene ad alte temperature ed alte pressioni  e che porta alla trasformazione del materiale organico in carbone. La carbonizzazione definisce il rango del carbone, ovvero il suo grado di maturazione. Quanto più avanzata è la carbonizzazione, tanto maggiore è il “contenuto energetico” sfruttabile del carbone.
dell’economia
; 5) un’unione dell’energia per la ricerca, l’innovazione e la competitività.

Questi obiettivi rappresenteranno le priorità della politica energetica europea per i prossimi anni e ne dovranno essere ulteriormente sviluppate le sinergie con la politica estera e di sicurezza. I rischi per gli approvvigionamenti evidenziati dalle crisi recenti hanno fornito l’impulso iniziale per la riapertura del dibattito sulle politiche energetiche europee.

In merito alla futura governance, obiettivi e impegni degli Stati membri potranno essere adeguatamente valutati, anche nel quadro della revisione di medio-termine della Strategia Europa 2020. Le politiche ambientali e climatiche sono fondamentali per affrontare le sfide derivanti dalla  governance economica dell’Unione. La realizzazione dell’Unione dell’energia dovrà rafforzare i meccanismi di cooperazione e fiducia reciproca tra gli Stati membri, fornendo un modello utile anche per più ampi sviluppi del processo di integrazione.

In questo contesto in rapida evoluzione, di particolare importanza è il rinnovato impegno previsto dall’Unione per l’Energia per gli investimenti in ricerca e innovazione per lo sviluppo di tecnologie per la green economy. Il SET Plan rimane lo strumento fondamentale per affrontare le nuove sfide. Costituirà il punto di riferimento per gli investimenti a livello di UE, nazionale e regionale, ma anche per gli investimenti privati a favore della ricerca e dell’innovazione nel settore energetico. La leadership mondiale dell’UE nello sviluppo delle tecnologie per l’energia dovrà essere preservata e sviluppata,  al fine di valorizzare pienamente le opportunità offerte in termini di mitigazione e adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici, creazione di posti di lavoro e rafforzamento della competitività industriale.

Sistemi evoluti di sostegno alla ricerca applicata del tipo di Horizon 2020 oppure NER 300, ma anche un uso efficace e sinergico con Horizon dei Fondi Strutturali 2014-2020, devono essere in grado di sostenere lo sviluppo di nuove tecnologie sulle fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
– il sole
– il vento
– l’acqua
– la geotermia
– le biomasse
e sull’efficienza energetica (in particolare nel settore residenziale e urbano), con una governance delle attività sempre più efficace ed efficiente.

 

Le azioni-chiave del SET Plan

L’Unione per l’Energia prevede per l’innovazione dieci azioni-chiave sulle quali gli Stati membri e i principali stakeholder di settore presto si stanno confrontando per definire:

  • il livello di ambizione in termini di priorità e finanziamenti;
  • le modalità di implementazione per ciascuna azione-chiave;
  • i prodotti attesi dalle attività di Ricerca e sviluppo e i tempi necessari per il conseguimento dei risultati.

Come è emerso anche dalla Conferenza SET Plan svoltasi lo scorso anno in Lussemburgo, la ricerca e l’innovazione nel settore dell’energia devono essere impostate secondo un approccio olistico, con obiettivi orientati non solo sulle singole tecnologie ma anche sulla loro integrazione a livello di sistema. In questa prospettiva la roadmap integrata del SET Plan è la base ideale per sviluppare collaborazioni in grado di traguardare gli obiettivi posti dalle sfide del cambiamento climatico e della transizione energetica.

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