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Energia: Donne molto competenti ma con poco potere

Una ricerca ENEA ha evidenziato come nel settore energetico italiano nonostante le molte competenze, vi sia poco potere per le donne.

    Tante competenze ma poco potere decisionale per le donne nel settore energetico; lo afferma l’ENEA che ha coordinato il Technology Collaboration Programme della IEA (International Energy Agency). In Italia la forza lavoro femminile è ben rappresentata nella formazione scientifica con il 37% sul totale dei laureati, la percentuale massima (40%) è raggiunta dalla Svezia.

    Per quanto riguarda l’alta formazione femminile l’Italia guida la classica con il 52% a livello di dottorato di ricerca; la situazione non è rosea invece prendendo in esame le posizioni di vertice nel settore pubblico: la media di ministri donne in materia di Energia ha registrato una media del 13% nel periodo 1980-2017, contro il 31% della Svezia. Non migliora la situazione considerando le attuali commissioni parlamentari dove l’Italia è ultima per quanto riguarda le posizioni apicali, situazione di poco più positiva per la posizione di vice (25%) o per la composizione dei membri (25%).

    Per quanto riguarda le più importanti società private del settore, in Italia non vi sono amministratori delegati donne; tuttavia il numero di presidenti donna posiziona l’Italia al primo posto con il 40%, stessa sorte per i membri di Cda con il 35%.

    Nel settore della ricerca le donne italiane sono ai vertici per la carica di direttore generale, o equivalente, con il 22%. Nessuna donna però ricopre nel campo della ricerca la posizione di presidente, e ci posizioniamo all’ultimo posto anche nel management (23%).

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