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Energia: Eni e MIT hanno rinnovato la collaborazione di ricerca

    Roma, 16 gennaio 2017 — A seguito dei notevoli successi della ricerca su tecnologie innovative nel campo dell’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    , il Presidente MIT, Rafael Reif e l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, si sono incontrati a Roma per consolidare la loro pluriennale collaborazione di ricerca, continuandola nei prossimi quattro anni. L’accordo prevede la partecipazione di Eni ad alcuni dei Low-Carbon Energy Center promossi dal MIT Energy Initiative, iniziativa di cui Eni è membro fondatore. In particolare Eni collaborerà allo sviluppo di alcune tecnologie chiave per contrastare il cambiamento climatico come l’energia solareenergia solare
    Energia radiante derivante dal Sole e che raggiunge la Terra sotto forma di radiazione elettromagnetica. Ad oggi esistono fondamentalmente due modi per sfruttare l’energia solare direttamente: attraverso i pannelli solari (per la produzione di energia termica ed elettrica), pannelli fotovoltaici (per la produzione di energia elettrica). L’energia dal Sole è fondamentale anche per lo sviluppo delle altre forme di energia rinnovabili (per esempio per la crescita della biomassa, per i moti dei venti, per il ciclo idrologico delle acque, ecc..).
    e la Carbon Capture Use and Sequestration. I LowCarbon Energy Center sono un elemento fondamentale del Plan for Action on Climate Change di MIT, e si integrano perfettamente con le strategie di Eni verso la transizione energetica e nella lotta al cambiamento climatico. Eni investirà in questa collaborazione 20 milioni di dollari.

    La lotta al cambiamento climatico e la ricerca di breakthrough tecnologici sono una priorità per Eni e la collaborazione con il MIT, così come con altre università europee e italiane, è di fondamentale importanza.” ha dichiarato Claudio Descalzi, “Eni è fortemente impegnata a perseguire una strategia di transizione energetica. Ne sono una dimostrazione gli sfidanti obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    che ci siamo posti. Dal 2008 abbiamo già ridotto le nostre emissioni dirette del 28% e puntiamo ad una riduzione delle emissioni per barilebarile
    Unità di misura in uso nei Paesi anglofoni per la misura volumetrica del petrolio e dei suoi derivati. Corrisponde a circa 159 litri.
    prodotto del 43% al 2025 rispetto al 2014
    . Il MIT, la
    principale istituzione accademica al mondo per l’innovazione tecnologica, è il partner ideale per ricercare queste tecnologie di frontiera che ci consentano di proiettarci verso un futuro fornendo energia sempre più pulita”. “Al MIT siamo determinati a creare un mondo migliore e lo sviluppo di nuove risposte energetiche a basse emissioni di carboniocarbonio
    Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell’atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante.
    è un passo importante in questa direzione
    ” ha dichiarato Rafael Reif. “I nostri ricercatori hanno le capacità per inventare nuovi materiali, tecnologie, processi e metodologie. Ma per far sì che il loro lavoro raggiunga il mercato e possa avere un impatto su scala globale, contiamo su partnership forti con aziende “visionarie” come Eni. Siamo motivati, e lieti che Eni abbia scelto di sostenere questa importante collaborazione”.

    Gran parte dei risultati ottenuti finora nel settore dell’energia solare provengono dalla ricerca condottacondotta
    Rete di tubazioni adibite al trasporto di combustibili (gas e petrolio) dai luoghi di produzione ai luoghi di stoccaggio, di imbarco, di trattamento e di consumo.
    nell’Eni-MIT Solar Frontiers Center, istituito nel 2010 al MIT per sviluppare tecnologie solari realmente competitive. Tra i risultati del Solar Frontiers Center ci sono le celle solari record per spessore e leggerezza, che possono essere stampate su superfici molto diverse, dal tessuto alla carta, e i nuovi materiali luminescenti per utilizzo in finestre solari intelligenti. Eni e MIT sviluppano anche forme di collaborazione con altre università, come ad esempio il Politecnico di Milano, con cui in passato hanno progettato e costruito un concentratore solare termico a basso costo, promettente per la commercializzazione su larga scala.

    La collaborazione Eni-MIT ha incluso anche lo sviluppo di elettronica integrabile nell’abbigliamento per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro, innovazioni nei metodi di caratterizzazione dei suoli in campo ambientale, e la modellazione avanzata di giacimenti e sistemi petroliferi.

    Per la continuazione di questa proficua alleanza, Eni e MIT hanno recentemente avviato programmi di ricerca ad alto potenziale, focalizzati sulla cattura e utilizzo della CO2, sull’immagazzinamento dell’energia e sulla valorizzazione del gas naturalegas naturale
    Idrocarburo che ha un’origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un’alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S).
    . L’obiettivo è quello di trovare soluzioni tecnologiche più economiche e facilmente applicabili su scala industriale.

     

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