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Energia eolica: grande crescita registrata in UE nel 2015

    Nel corso del 2015 negli stati membri dell’Unione Europea sono stati installati 12.800 MW di energia eolicaenergia eolica
    Energia ricavata dal vento in virtù della velocità con cui soffia. Questa forma di energia viene prodotta grazie a macchine eoliche (dette anche aerogeneratori) che convertono l’energia cinetica del vento in energia meccanica di rotazione, e, successivamente, in energia elettrica utilizzabile per differenti scopi.
    ; rispetto al 2014 la percentuale di installazioni eoliche è aumentata del 6,3%. Rispetto al totale, 9.766 MW sono installazioni di tipo onshore mentre i restanti 3.034MW offshore (queste ultime sono raddoppiate rispetto al 2014).

    L’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    eolica è stata la tipologia che ha goduto della maggior percentuale (44,2%) di nuovi insediamenti nel 2015, rispetto a tutte le altre tipolgie di energia; considerando invece solo l’energia di tipo rinnovabile la percentuale aumenta considerevolmente: infatti il 77% è di origine eolica (22,3GW sul totale di 29GW). E’interessante far notare che le energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    per l’ottavo anno consecutivo hanno contribuito per più del 55% della capacità energetica supplementare dell’Unione Europea.

    La Germania si è confermata il mercato più importante tra gli stati membri dell’UE in termini di installazioni annuali, potendo contare su 6.013,4 MW di nuova capacità (di cui 2.282,4 offshore); al secondo posto di questa speciale graduatoria troviamo la Polonia con 1.266,4 MW installati nel 2015, più del doppio rispetto al 2014; la Francia invece con 1.073,1 MW installati si trova al 3° posto. Quasi la metà della nuova capacità installata nel 2015 proviene dai mercati pionieristici della Germania e della Danimarca; questo dato è dovuto alla stabilità delle regolamentazioni di questi paesi, che conferiscono visibilità e opportunità di investimento per la produzione di energia eolica. L’Italia invece rappresenta il 2,3% della capacità eolica totale aggiunta nel 2015, essendo stati installati 295MW.

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    Fig.1: Quota di mercatoQuota di mercato
    Percentuale del mercato servito da una determinata azienda, definita come il rapporto tra la quantità di prodotto venduto dall’impresa in un determinato mercato e quella venduta in totale (nello stesso mercato).
    dei paesi membri UE relativa alla capacità eolica installata nel 2015 (MW)

     

    Come accennato all’inizio del testo, l’energia eolica è stata la fonte energetica con il più alto tasso d’installazione nel 2015: le fonti eoliche installate coprono infatti il 44% delle nuove installazioni, le fonti solari con 8,5GW installati coprono il 29% del totale ed il carbonecarbone
    Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
    I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
    con 4,7GW si posiziona al 3° posto.

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    Fig.2: Quota delle nuove installazioni energetiche del 2015 in base alla fonte energetica (MW)

     

    Interessante notare anche i dati sulla capacità energetica disinstallata nel 2015 tra gli stati membri; sono stati eliminati 8GW di energia proveniente dal carbone, 4,3GW di fonti d’origine gassosa, 3,3GW di energia proveniente dal petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    e 1,8GW di energia nucleareenergia nucleare
    Energia derivante dalle trasformazioni che coinvolgono i nuclei atomici (fissione o fusione). Attualmente la produzione di energia elettrica con il nucleare si basa sulla fissione, dal momento che i processi di fusione nucleare sono ancora in fase di studio e ricerca. Il combustibile impiegato è l’uraniouranio
    Elemento metallico radioattivo che si trova sottoforma di ossidi o sali nelle rocce, nel suolo, nell’aria e nell’acqua. L’uranio, così come si trova in natura, è costituito da tre isotopi: l’uranio 238 (per il 99.9 %), l’uranio 235 (l’uranio fissile impiegato come combustibile nelle centrali nucleari) e l’uranio 234, in piccolissime tracce.
     235, contenuto in piccola concentrazione nell’uranio naturale. Nelle centrali di questo tipo l’enorme quantitativo di energia che si libera dalle reazioni nucleari viene ceduto a un fluido che a sua volta la cede all’acqua che poi percorre un ciclo di potenza uguale a quello delle centrali a vapore convenzionali.
    .

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    Fig.3: Capacità energetica installata e disinstallata nel 2015 in UE (MW) 

    Dal 1995 la crescita netta di energia eolica (137GW), gas (120GW), ed energia solareenergia solare
    Energia radiante derivante dal Sole e che raggiunge la Terra sotto forma di radiazione elettromagnetica. Ad oggi esistono fondamentalmente due modi per sfruttare l’energia solare direttamente: attraverso i pannelli solari (per la produzione di energia termica ed elettrica), pannelli fotovoltaici (per la produzione di energia elettrica). L’energia dal Sole è fondamentale anche per lo sviluppo delle altre forme di energia rinnovabili (per esempio per la crescita della biomassa, per i moti dei venti, per il ciclo idrologico delle acque, ecc..).
    (93GW) è coincisa con una riduzione netta di energia derivante dal petrolio (-39GW), dal carbone (-32GW) e dal nuclearenucleare
    Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
    (-2GW). Anche le rimanenti energie rinnovabili (biomassabiomassa
    In generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili. Come indicato nel decreto legislativo del 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende ” la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani “. Ciò che accomuna le diverse tipologie di biomassa è la presenza di carbonio che mette a disposizione un elevato potere calorifico eventualmente sfruttabile per fini energetici.
    , idrica, geotermica etc.) hanno visto aumentare la loro capacità installata durante la passata decade, nonostante la loro crescita sia risultata essere più lenta delle altre rinnovabili.

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    Fig.4: Installazioni di generazione elettrica in UE dal 1995 al 2015 (MW)

     

    Il 2015 ha mostrato significanti differenze tra i paesi membri relativamente alla capacità energetica aggiunta; La Germania ha installato più di 6GW addizionali, legittimando la propria tradizionale presenza e autorità nel mercato dell’energia eolica; sono tre i fattori che ne hanno facilitato la crescita: politiche efficaci, importanti investimenti offshore, e la determinazione dell’industria tedesca di completare le installazioni prima che la Germania si orienti del tutto verso un organizzazione market-based nel 2017. Similmente, gli industriali polacchi hanno fatto buon uso delle politiche esistenti e installato più di 1.200MW prima che venisse applicato il nuovo programma politico del 2016. Al contrario, la mancanza di visione politica e di converso la presenza di regolamenti inefficaci, hanno portato in alcuni paesi una percentuale di nuovi insediamenti eolici nel 2015 più bassa rispetto al 2014; è questo il caso della Spagna che negli ultimi anni si era distinta per ingenti investimenti eolici, ma a causa di politiche inefficaci la percentuale di installazioni aggiuntive nell’ultimo anno è stata pari a 0.

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    Fig.5: Quota di mercato degli stati membri relativa alla capacità eolica installata nel 2015 (MW)

     

    Volendo stilare una graduatoria di quali siano i paesi con il maggiore bacino eolico, al primo posto troviamo la Germania (44.9GW) seguita dalla Spagna (23GW); al terzo posto segue il Regno Unito con 13,6GW, quindi la Francia con 10,4 ed infine nella top 5 troviamo l’Italia con 9GW. Gli impianti di energia eolica attualmente installati nell’Unione Europea producono in media 315TWh all’anno; in termini pratici generano l’11,4% del consumo totale di elettricità.

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    Fig.6: Quota di mercato degli stati membri relativa alla capacità eolica totale (GW)

     

    Infine per dare qualche informazione di carattere economico, gli impegni finanziari in nuovi asset nel 2015 hanno raggiunto un totale di 26,4 mld. di euro, circa il +40% rispetto al 2014. Nel Regno Unito è avvenuto il totale degli investimenti più alto tra gli stati membri, inffatti sono stati investiti 12,6 mld. di euro, ovvero il 48% del totale degli investimenti. In Italia invece gli investimenti in energia eolica hanno raggiunto la cifra di 915 mln. di euro.

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    Fig.7: Investimenti per nazione nel settore eolico nel 2015, inclusi investimenti in nuovi asset. (mld.)

     

     

    Orizzontenergia

     

    Fonte grafici: Ewea, “Wind in Power – 2015 European Statistics”.

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