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Energia: Europa troppo cauta sulla transizione energetica

    La Commissione europea ha reso noto, lo scorso 30 novembre, il suo “pacchetto energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    ”, un’impressionante serie di proposte legislative (otto regolamenti e direttive, di piu’ di un migliaio di pagine in totale) concentrate sull’efficacia energetica e le performance energetiche degli immobili, le energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    , le regole di governance del mercato europeo dell’elettricita’.

    Energia: Europa troppo cauta sulla transizione energetica Le proposte presentate concernono tutti i settori delle energie pulite -dice Maros Sefcovic, vice-presidente della Commissione incaricato dell’energia-. Queste misure daranno a tutti i consumatori e a tutte le imprese d’Europa i mezzi per ottenere il miglior profitto dalla transizione energetica”.

    Le ONG e gli eletti Verdi al Parlamento europeo non sono completamente d’accordo in merito, e ritengono che il pacchetto, per quanto tonificante sia, manca seriamente di ambizione. Volendo risparmiare troppe grandi aziende energetiche e Paesi molto gelosi della loro sovranità energetica -la Francia sul nuclearenucleare
    Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
    , la Polonia sul carbonecarbone
    Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
    I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
    , etc- la Commissione ha perso l’occasione di fare dell’Europa un leader mondiale della transizione energetica. “E’ il primo crash-test per l’Unione europea, che a meta’ novembre aveva dichiarato, durante la conferenza sul clima di Marrakech, che voleva riprendere la leadership sulla transizione energetica. Ora si va piuttosto verso un muro”, ha detto Denis Voisin, portavoce della Fondazione Nicolas Hulot.

    La finalita’ di questo voluminoso insieme legislativo e’ di mettere conformita’ alle politiche dei ventotto Paesi con gi obiettivo dell’accordo di Parigi sul riscaldamento climatico, ratificato dall’Ue il 4 ottobre. Le proposte del 30 novembre si iscrivono nel “pacchetto clima-energia” adottato in autunno del 2014, articolato allora intorno a tre obiettivi verso il 2030: una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serraeffetto serra
    Fenomeno fisico per cui alcuni gas contenuti nell’atmosfera (anidride carbonica, vapore acqueo, metano, ecc..) intrappolano il calore proveniente dal sole facendo in modo che la temperatura media sulla Terra permetta la vita delle varie specie. Il meccanismo è simile a quello che avviene in una serra, da cui il nome. Tuttavia l’aumento e, dunque, la situazione di squilibrio della concentrazione di tali gas è causa di un eccessivo riscaldamento della superficie del pianeta con conseguenze anche pesanti sugli ecosistemi, su scala globale.
    di almeno il 40% in rapporto al livello del 1990, un miglioramento dell’efficacia energetica dell’Ue di almeno il 27% ed un mix energetico europeo che includa almeno il 27% di energie rinnovabili.

    Precarieta’ energetica
    Il pacchetto del 30 novembre ha ugualmente per obiettivo di ridurre la dipendenza energeticadipendenza energetica
    Rapporto tra la quantità di energia primaria importata e la quantità di energia primaria consumata . È un parametro legato alle risorse energetiche di cui dispone un Paese.
    dell’Ue, nel momento in cui il 30% del suo gas naturalegas naturale
    Idrocarburo che ha un’origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un’alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    ), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S). viene dalla Russia. E di lottare contro la precarieta’ energetica, considerato che sempre piu’ le famiglie europee non hanno accesso all’energia o devono sopportare un aumento delle loro bollette elettriche del 3% all’anno dopo il 2008 e del 2% per il gas.
    Per i suoi detrattori, la scelta della Commissione europea di portare dal 27 al 30% il suo obiettivo di efficacia energetica entro il 2030 e di renderlo vincolante (attraverso un sistema di tracciamento degli Stati membri e, se necessario, di richiami all’ordine) non e’ sufficiente. Bruxelles assicura che permettera’ di spingere il mercato del rinnovo immobiliare, nel momento in cui il riscaldamento degli immobili conta per il 40% del consumo di energia nell’Ue. E facendo fiducia alla Commissione, l’impatto dell’obiettivo del 30% di efficacia energetica, creerebbe 400.000 impieghi supplementari in rapporto all’obiettivo del 27%, e potrebbe far uscire dalla “poverta’” energetica tra 500.000 e 3,2 milioni di famiglie.

    Nell’ambito della revisione della direttiva sulle energie rinnovabili Bruxelles propone tra l’altro che i fornitori di elettricita’ basati sulle energie fossili aumentino dell’1% all’anno fino al 2030 la parte delle rinnovabili nelle loro offerte di energia. Al contrario, la priorita’ di accesso alla rete di cui beneficia dal 2009 l’elettricita’ da fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    , e’ rimessa in causa, e la Commissione propone di non applicare piu’ questa disposizione per i nuovi progetti di raccordo o di funzionamento delle reti.

    “Sovvenzioni occulte ai combustibili fossili e fissili”
    Le ONG denunciano ugualmente l’assenza di obiettivi di rinnovabilita’, Paese per Paese, per il periodo 2020-2030, mentre il pacchetto clima-energia del 2014 fissa dei punti chiari. E si arrabbiano inoltre per il posto accordato da Bruxelles ai “meccanismi di mercato”. Questo dispositivo, richiesto dagli energetici in confronto ai prezzi di un mercato particolarmente basso, consiste nel remunerare le centrali non piu’ per la loro produzione, ma per la loro capacita’ di produrre in caso di picchi di consumo, di fronte ad un’ondata di gelo, per esempio.

    Gia’ in vigore in Germania e Regno Unito, questo sistema di “sovvenzioni occulte alle energie fossili e fissili”, secondo Denis Voisin, si estendera’ alla Francia nel 2017 o ancora alla Polonia, senza che alcun criterio ambientale, come le emissioni di CO2, riguardi le loro capacita’ di produzione in atto.
    Nel momento in cui BusinessEurope, la principale associazione padronale europea, ha prudentemente salutato il “pacchetto energia”, alcuni attori, compresa la destra dello scacchiere europeo, si interrogano chiaramente sulla scelta della Commissione. “Io mi inquieto del sostegno apportato al carbone. Tutte le energie fossili non possono essere messo nello stesso sacco”, sottolinea l’eurodeputato Françoise Grossetête, membro del partito Les Repubblicains. “La Commissione europea avrebbe dovuto indicare la fine del carbone e permettere lo sviluppo delle centrali a gas, e questo e’ tutto il senso della nostra attuale riforma del mercato del carbone”.

    Disparita’ considerevoli
    Sul versante della governance del mercato europeo dell’energia, Bruxelles propone un sistema di sorveglianza dei progressi realizzati dagli Stati membri, dal 2018, con dei bilanci periodici da dare ogni due anni. Le capitali sono tenute ad inviare i loro primi “piani nazionali”, al 2018, alle autorita’ comunitarie. La Commissione promette, se i Paesi dovessero troppo allontanarsi dall’obiettivo collettivo all’orizzonte del 2030, di richiamarli all’ordine inviando loro delle “raccomandazioni” di revisione dei loro piani energetici nazionali.

    Questi testi devono essere ancora approvati dal Consiglio e dal Parlamento europeo, un processo che potrebbe prendere diversi mesi e non dovrebbe concludersi prima del 2017 o dell’inizio del 2018. Anche se Bruxelles agisce a favore dei Ventotto, alcune capitali rischiano di esitare, essenzialmente sulla sorveglianza dei prezzi al dettaglio che vuole instaurare la Commissione, constatando che in materia le disparita’ tra Stati membri sono considerevoli, con delle spese energetiche al rialzo del 4% sulle spese delle famiglie a Malta, rispetto al 14% della media in Slovacchia.

    A discapito della Commissione, l’istituzione comunitaria dispone di competenze limitate: secondo il trattato dell’Ue, la legislazione europea non puo’ impedire “il diritto di uno Stato membro di determinare le condizioni di funzionamento delle risorse energeticherisorse energetiche
    Stima dei volumi totali di fonti energetiche, sia scoperte che non ancora scoperte. Tale quantità comprende anche le riserve.
    , la sua scelta tra differenti fonti energetiche e la struttura generale del suo approvvigionamentoapprovvigionamento
    Insieme di attività finalizzate al reperimento dei quantitativi materie prime necessarie allo svolgimento delle attività economico-produttive di un Paese consumatore.
    energetico”.

    Fonte: ADUC

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