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Energia: La transizione energetica rallenta, segno negativo per prezzi ed emissioni

Secondo l'analisi trimestrale dell'ENEA sulla transizione energetica, il nostro paese si trova attualmente in una fase di stallo. Performance positive per la sicurezza, non bene prezzi ed emissioni.

    Momento di incertezza per la transizione energetica italiana secondo quanto comunicato dall’ENEA nel rapporto trimestrale sulla transizione energetica; la fase di stallo del nostro paese è principalmente dovuta alla produzione di energia da FER, che sta vivendo una fase di rallentamento, ai gas serra, che non stanno diminuendo, ed all’andamento dei prezzi, superiori alla media comunitaria.

    Il rapporto dell’ENEA misura le tre variabili di riferimento del nostro sistema energetico, ovvero: prezzi, sicurezza ed emissioni. L’indice della sicurezza è l’unico ad aver registrato un trend positivo (+5%), principalmente grazie alla materia prima ampiamente disponibile sul mercato internazionale; prezzi ed emissioni hanno invece registrato rispettivamente il -11% e -8%. Il confronto è stato effettuato con l’ISPRED, ovvero il documento di riferimento per il primo semestre 2019.

    I consumi di energia primaria sono diminuiti nel primo semestre del -1,5% (rispetto al 1° semestre 2018); le fonti fossili non hanno mostrato particolari variazioni, grazie al gas che ha compensato la riduzione dell’utilizzo di combustibili solidi e petrolio. Anche le rinnovabili hanno mostrato un calo, pari al -2,5%, dovuto principalmente al minor contributo dell’idroelettrico.

    Il consumatore domestico tipo, secondo quanto comunicato dall’ENEA, ha subito negli ultimi 10 anni un aumento costante dell’energia elettrica. Nel 1° semestre 2019 in confronto con il 1° semestre 2009 si osserva un aumento del +23% del prezzo. Le imprese hanno potuto invece beneficiare di alcune riduzioni e dal 2018, specialmente le industrie energivore, si stanno avvicinando alla media UE grazie ad alcuni sgravi fiscali introdotti con la riforma degli oneri di sistema.

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