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Energia: Le rinnovabili, forse, non sono più una priorità per l’UE

    Il quotidiano The Guardian ha ricevuto un documento riservato sulla base del quale l’Unione Europea starebbe prendendo in considerazione la possibilità di eliminare la priorità di dispacciamentodispacciamento
    Energia elettrica:
    Attività di gestione, istante per istante, dei flussi di energia elettrica consumata e dei flussi di energia elettrica prodotta in modo da garantire un costante equilibrio tra domanda e offerta. L’energia elettrica, infatti, è un bene che non si può immagazzinare, quindi a fronte di una richiesta deve esserci necessariamente un punto di produzione in tempo reale. Queste operazioni, molto complesse, sono svolte da Terna.
    Gas naturale:
    Attività di gestione del sistema di trasporto e distribuzione del gas per rendere disponibile, in qualsiasi momento e in ogni punto della rete, la quantità di gas richiesta.
    delle energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    nella rete elettricarete elettrica
    Insieme delle linee elettriche, delle stazioni elettriche e delle cabine elettriche adibite alle operazioni di trasmissione e distribuzione dell’elettricità. La rete elettrica può essere ad alta tensione (da 40 a 380 kV), a media tensione (da 1 a 30 kV) o bassa tensione (380 V).
    , nella nuova Direttiva Europea prevista per la fine dell’anno.

    Una tale notizia, qualora venisse confermata, risulterebbe fortemente in contrasto con la posizione assunta dal Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, in occasione della ratifica dell’Accordo di Parigi da parte del Parlamento Europeo avvenuta un mese fa, che voleva l’UE come leader mondiale nella lotta ai cambiamenti climatici.

    Inoltre prendendo in considerazione le ultime dichiarazioni dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, secondo le quali nel corso del 2015 è stata superata stabilmente la soglia delle 400 parti di CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    per milione (ppm) in atmosferaatmosfera
    Involucro di gas e vapori che circonda la Terra, costituito prevalentemente da ossigeno e da azoto, che svolge un ruolo fondamentale per la vita delle specie, perché fa da schermo alle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Essa si estende per oltre 1000 km al di sopra della superficie terrestre ed è suddivisa in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera.
    e, a fronte dell’andamento degli ultimi anni, sembra che con ampia probabilità si arriverà nel 2030 a raggiungere la soglia delle 450 ppm, considerato come limite per contenere l’aumento delle temperature a 2° C.

    A lanciare il monito è anche l’UNEP, organizzazione dell’ONU, che in un recente report ha avvertito i leader globali sulla scarsa incisività delle attuali politiche climatiche e ha rappresentato che con gli impegni assunti alla COP21 di Parigi le temperature aumenteranno di 3°C rispetto ai valori pre-industriali.

    Sulla base di questi dati, la Cop21 risulta peraltro già di per sé insufficiente, sia per gli obiettivi non abbastanza spinti, sia per mancanza di strumenti coercitivi per gli stati (ad esempio non è stato istituito un Ente terzo di controllo). In questo contesto se fosse vera l’indiscrezione del The Guardian ci troveremmo di fronte ad un ulteriore passo indietro rispetto alla lotta ai mutamenti climatici, con una politica schizofrenica che da un lato individua obiettivi e dall’altro non consente di raggiungerli. L’eliminazione della priorità del dispacciamento sarebbe in effetti un ulteriore colpo al settore delle rinnovabili e renderebbe vani tutti gli sforzi passati e presenti per la lotta al cambiamento climatico, mettendo in seria difficoltà il settore delle energie rinnovabili, che sulla base di questa norma ha modulato i propri investimenti.

    Pensare, proprio alla vigilia dell’adozione della nuova Direttiva Europea sulle Rinnovabili, di ridurre i costi dell’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    andando a penalizzare lo stesso settore delle Rinnovabili sarebbe un controsenso e sarebbe in contrasto con gli impegni pubblicamente assunti dall’UE
    . Tra l’altro il voler penalizzare le FER da un lato facendo finta di non vedere quelli che sono i veri oneri e balzelli che gravano sul settore energia dall’altro è un ulteriore indizio di chi stia ispirando queste politiche. Infatti sarebbe assai più utile procedere prima a rimuovere gli ingiustificati incentivi riconosciuti (direttamente o indirettamente) alle fonti fossili e al nuclearenucleare
    Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
    , prima di colpire altre fonti. 

    Molti studi ci ricordano, quantificandoli, quali siano i costi esterni dell’energia nucleareenergia nucleare
    Energia derivante dalle trasformazioni che coinvolgono i nuclei atomici (fissione o fusione). Attualmente la produzione di energia elettrica con il nucleare si basa sulla fissione, dal momento che i processi di fusione nucleare sono ancora in fase di studio e ricerca. Il combustibile impiegato è l’uraniouranio
    Elemento metallico radioattivo che si trova sottoforma di ossidi o sali nelle rocce, nel suolo, nell’aria e nell’acqua. L’uranio, così come si trova in natura, è costituito da tre isotopi: l’uranio 238 (per il 99.9 %), l’uranio 235 (l’uranio fissile impiegato come combustibile nelle centrali nucleari) e l’uranio 234, in piccolissime tracce.
     235, contenuto in piccola concentrazione nell’uranio naturale. Nelle centrali di questo tipo l’enorme quantitativo di energia che si libera dalle reazioni nucleari viene ceduto a un fluido che a sua volta la cede all’acqua che poi percorre un ciclo di potenza uguale a quello delle centrali a vapore convenzionali.
    e di quella da fonte fossile, che con i sussidi pubblici che ancora oggi ricevono beneficiano ingiustificatamente di molti incentivi, senza dimenticare quali siano i costi sociali sanitari e ambientali connessi con la produzione di queste tecnologie non rinnovabili. La notizia diffusa dal The Guardian sembrerebbe evidenziare quello che può essere definito come un ulteriore colpo di coda del settore fossile per uccidere le rinnovabili, che già negli ultimi hanno dovuto subire tagli retroattivi e vuoti normativi penalizzanti, faticando a portare avanti un’attività industriale che nel resto del Mondo è supportata e che cresce di anno in anno.

    L’ANEV si dice preoccupata, perché la rimozione della priorità di dispacciamento delle rinnovabili, significherebbe per il settore un’ulteriore battuta d’arresto e impedirebbe al comparto di dispiegare quelli che sono i benefici connessi con la produzione di energia pulita, ovvero riduzione della CO2, l’aumento dell’occupazione e lo sviluppo economico.

     

    Comunicato stampa ANEV

     

     

     

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