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Energia: mercato nazionale a due velocità, criticità e proposte nel Rapporto al Parlamento

    Il Documento, previsto dalla legge 99/09, fa il punto sullo “stato del mercato nazionale dell’elettricità e del gas”

    Milano, 07 febbraio 2011 – La persistente inefficienza del mercato gas, i miglioramenti di quello elettrico ed il crescente impatto delle rinnovabili in bolletta. Questi, in estrema sintesi, alcuni dei temi evidenziati nella Relazione sullo stato del mercato nazionale dell’elettricità e del gas, che l’Autorità per l’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    ha trasmesso alle Commissioni Parlamentari competenti come richiesto dalla legge 99 del 2009. Nelle oltre 50 pagine di analisi, corredate di tabelle e dati, si segnalano le problematiche ancora aperte e si propongono alcune possibili soluzioni; viene sottolineata l’asimmetria fra lo stato di sviluppo del mercato elettricomercato elettrico
    Mercato dove si effettua l’acquisto e la vendita di energia elettrica attarverso un sistema di contratti bilaterali o attraverso la borsa elettrica. Il prezzo viene determinato dall’incontro tra la domanda e l’offerta di energia elettrica da parte dei vari operatori che vi partecipano.
    (più avanzato), e quello del gas (ancora in ritardo) che evidenzia un mercato energetico nazionale a ‘due velocità’.

    Il testo completo della Relazione è disponibile sul sito dell’Autorità (www.autorita.energia.it); di seguito vengono richiamati solo alcuni dei temi trattati.

    Mercato elettrico

    Il settore elettrico sta beneficiando dei primi positivi effetti dell’apertura alla concorrenza: la quota dell’operatore dominante Enel è scesa al 30%; la borsa funziona ed il divario di prezzi fra il Continente e le isole è destinato a ridursi per effetto delle nuove infrastrutture. Un numero crescente di famiglie (13%) ed aziende medio-piccole (35%) ha scelto il mercato liberomercato libero
    Mercato in cui sia le imprese che producono sia le imprese che vendono energia elettrica operano in regime di concorrenza, stimolando una competizione che può portare benefici ai consumatori in termini di prezzi e qualità del servizio.
    e gli interventi di regolazione hanno drasticamente ridotto i disservizi: oggi, in Italia, la durata media delle interruzioni, per anno e per cliente, è scesa da 130 a 46 minuti (uno dei migliori risultati in Europa) e la loro frequenza è diminuita del 50%; ciò ha consentito di evitare un costo da oltre 2,7 miliardi di euro per i consumatori. Questi, inoltre, hanno potuto già beneficiare di 28 milioni di euro come indennizzi automatici e di 1,5 milioni come bonus elettricità.

    Per il futuro, l’Autorità avanza alcune proposte per: rafforzare l’integrazione con gli altri mercati europei, rispetto ai quali i prezzi stanno progressivamente convergendo, promuovere gli investimenti nelle reti ed in nuove centrali (ad esempio con il capacity payment o con strumenti per lo sviluppo di mercati a lungo termine); garantire concorrenza, adeguatezza e sicurezza al sistema; agevolare lo scambioscambio
    Scambio tra energia elettrica immessa ed energia elettrica prelevata, nel caso in cui l’immissione e il prelievo avvengono in momenti differenti.
    dei dati fra operatori e contrastare il fenomeno della morosità.

    Mercato del gasMercato del gas
    Il mercato relativo al settore del gas strutturato secondo 5 fasi fondamentali: approvvigionamento, trasporto, stoccaggio, distribuzione e vendita.

    Diverso è lo stato del mercato nazionale del gas, ancora molto vulnerabile, in caso di incidenti o di crisi per gli approvvigionamenti, e con prezzi più elevati del resto d’Europa, a causa della scarsità di infrastrutture e di concorrenza. L’operatore dominante Eni controlla ancora l’84,5% della produzione nazionale e direttamente o indirettamente, oltre il 60% delle importazioni; a quasi 10 anni dall’apertura del mercato, solo l’8% delle famiglie ed il 2% delle aziende medio-piccole ha cambiato fornitore e la borsa gas sconta gravi carenze di liquidità.

    Da qui la necessità di potenziare le infrastrutture (gasdotti, rigassificatori, stoccaggi) e di aprire il mercato alla concorrenza, anche attraverso la separazione proprietaria della rete di Snam Rete Gas: soluzione già decisa con leggi nazionali (legge 290 del 2003 e successive), già positivamente adottata in altri Paesi europei e, per il settore elettrico, anche in Italia, soluzione ritenuta anche dalla Commissione Europea come la soluzione migliore per promuovere gli investimenti ed una reale competizione a beneficio di tutti.

    Per quanto riguarda le famiglie meno abbienti, sono stati già erogati 640mila bonus gas, sulla base del meccanismo di solidarietà fra consumatori, già attivato e suscettibile di ulteriori sviluppi.

    Fonti rinnovabiliFonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse

    Per le bollette degli italiani si profila invece il rischio di una stangata rinnovabili per effetto di un sistema di incentivi, fra i più profittevoli al mondo [1] con un impatto crescente in bolletta: dai 2,5 miliardi di euro del 2009 si è passati ai 3,4 del 2010 e nel 2011 potrebbe arrivare, in assenza di interventi, fino a 5,7 miliardi di euro.

    Nel dettaglio, dal 2001 ad oggi, gli italiani hanno pagato oltre 23 miliardi di euro in bolletta per il sistema Cip 6Cip 6
    Acronimo del provvedimento n. 6 del Comitato Interministeriale dei Prezzi, varato nel 1992, che stabilisce i prezzi incentivati per l’elettricità prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili e assimilate. I costi di tali incentivi, aggiornati ogni 3 mesi, vengono addebitati in bolletta attraverso la componente A3.
    (a sostegno alle fonti rinnovabili e assimilate) e, nonostante la prevista risoluzione anticipata delle convenzioni, i costi potrebbero nuovamente aumentare per effetto di recenti leggi che hanno riconosciuto incentivi Cip 6 anche agli impianti alimentati da rifiuti. Nel 2010 il Cip 6, con esclusivo riferimento alle fonti rinnovabili, ha comportato un onere di 0,78 miliardi di euro. Se ad esse si sommano le fonti assimilate, il costo complessivo scaricato in bolletta è stato pari a circa 1,8 miliardi di euro.

    Ad appesantire le futurefuture
    Contratto a termine standardizzato, stipulato all’interno di un mercato regolamentato, in cui chi lo sottoscrive si prende l’obbligo di acquistare o vendere un determinato bene ad una data e prezzo prefissati.
    bollette, vi è poi il possibile raddoppio dei costi a 1,6 milioni di euro legati all’eccesso di offerta di certificati verdicertificati verdi
    I certificati verdi, introdotti con il cosiddetto decreto Bersani sulla liberalizzazione del settore elettrico, costituiscono una forma di incentivazione dell’energia prodotta con fonti rinnovabili. Essi vengono assegnati agli impianti rinnovabili entrati in funzione dopo il 1° aprile 1999 che producono energia elettrica, ad esclusione della fonte solare. Dal 2002, produttori e importatori di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili hanno l’obbligo di immettere ogni anno in rete una certa quota di energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. L’obbligo può essere soddisfatto anche attraverso l’acquisto di CV da altri soggetti. La quota imposta (cioè la percentuale di energia da rinnovabili rispetto a quella prodotta con fonti tradizionali) è decretata per legge.
    ed alla crescita esponenziale degli incentivi al fotovoltaico, (aumentati da 300 milioni di euro del 2009 a 826 milioni nel 2010) e l’eventualità di triplicare nel 2011. Infatti, secondo le migliori stime ad oggi possibili, se tutti gli impianti che cono stati dichiarati terminati (salvo gli indispensabili ed urgenti controlli) entrassero realmente in esercizio entro il 30 giugno 2011, in Italia potrebbero esserci a quella data 180.000 impianti fotovoltaici, con una potenzapotenza
    Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
    installata di 6500 MW, una producibilità di 8 TWh e un conseguente costo per il sistema elettrico prossimo ai 3 miliardi di euro su base annua.

    Se a questi impianti si aggiungessero i 3000 MW preventivati con il decreto 6 agosto 2010, l’obiettivo nazionale al 2020 per il fotovoltaico, verrebbe raggiunto già nel 2013, con 7 anni di anticipo ed a costi molto più elevati per il sistema, sulla base di tecnologie più costose e meno efficienti rispetto a quelle che potrebbero svilupparsi nei prossimi anni.

    Infine vi è la tariffa fissa onnicomprensiva che ha comportato un costo in bolletta di circa 112 milioni di euro nel 2009, 212 milioni nel 2010 con previsione di rapida crescita per l’entrata in esercizio di nuovi impianti.

    Tutto ciò impatta sulle già evidenti criticità a livello di reti; criticità relative alla saturazione virtuale (per effetto della prenotazione di capacità di trasporto a fini speculativi, senza che poi vengano realizzati gli impianti) e di saturazione reale che, in alcune zone del paese, già oggi non consente di trasportare tutta la produzione elettrica da rinnovabili immessa in rete.


    [1] I sistemi di incentivazione si basano su meccanismi quali il Cip 6, i certificati verdi, il conto energiaconto energia
    Il Conto Energia è una forma di incentivazione statale a sostegno della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici.
    Entrato in vigore con il Decreto Ministeriale del 19 Febbraio 2007, consiste nell’attribuzione di una tariffa incentivante, proporzionale all’energia prodotta, in base alla tipologia di impianto (non integrato architettonicamente, parzialmente integrato, integrato). Le tariffe vengono corrisposte per un periodo di 20 anni a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto e rimangono costanti per l’intero periodo.
    , lo scambio sul posto, la tariffa fissa omnicomprensiva etc

    Comunicato stampa AEEG, 07/02/2011

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