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Energy storage: Diamanti nei nostri smartphone?

Scienziati dell’Università di Tokyo sperimentano che l'uso di nanodiamanti conduttivi aumenta significativamente la sua capacità di accumulo di energia delle batterie

    Le batterie agli ioni di litio possono attualmente immagazzinare molto meno energia della sua capacità ideale. Per ovviare a ciò, un gruppo di scienziati giapponesi propone di utilizzare nanodiamanti conduttivi. Il sistema di accumulo di energia risultante ha dimostrato avere alte prestazioni ed è adatto per dispositivi che richiedono una più veloce capacità di ricarica / scarica per ripetute volte nell’ambito di lunghi periodi.

    Trattasi di una particella di nanodiamante conduttiva dopata con boro (BDND-Boron Dopped Nano Diamond). Il BDND si ottiene depositando un diamante, trattato con un processo di doping elettrochimico con boro (BDD) su un substrato di particelle di nanodiamanti con una dimensione di particelle primarie molto piccole (4,7 nm) per aumentare significativamente la sua capacità di accumulo di energia.

    La polvere di nanodiamanti può essere ottenuta facilmente ed in maniera economica da materiali di scarto, come ad esempio gli esplosivi scaduti, che sono tra l’altro difficili da smaltire. Facendo detonare gli esplosivi in una camera chiusa e confinata, si crea una pressione elevatissima che dà luogo ad una polvere composta al 50% da cristalli di diamante delle dimensioni di circa 5 nanometri.

    Sembra che i diamanti potrebbero condurre la nostra vita elettronica e fisica nel prossimo futuro verso nuove frontiere!

    Riferimenti 🔎 per approfondire:

    Titolo del documento originale: Boron-doped Nanodiamond as an Electrode Material for Aqueous Electric Double-layer Capacitors – Rapporto scientifico dell’Università delle Scienze di Tokyo

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