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Energy storage: I consumatori potrebbero beneficiare di 2,6 mdl di euro

Uno studio realizzato da Elemens rivela come un maggior utilizzo degli impianti energy storage consentirebbe una riduzione del PUN medio a beneficio dei consumatori.

    L‘ottimizzazione degli impianti di accumulo elettrochimico, in ottica del raggiungimento degli obiettivi FER al 2030 contenuti nel PNIEC, potrebbe fornire ai consumatori benefici di 2,6 mld di euro in conseguenza ad una riduzione del PUN medio; la diminuzione del PUN medio sarebbe determinata dal time shifting della produzione delle rinnovabili. Lo rivela lo studio “Storage: overview, regolazione e business plan in Italia“, realizzato da Elemens per conto di EF Solare Italia.

    Obiettivo della ricerca è di analizzare l’utilizzo degli impianti di accumulo elettrochimico al litio sugli impianti fotovoltaici utility scale.

    Per ogni 7 GW di capacità aggiuntiva lo studio rivela che il PUN medio al 2030 potrebbe ridursi di oltre 7 euro/MWh; conseguentemente per mezzo degli impianti d’accumulo, il time shifting delle rinnovabili (verso le ore in cui vi è maggiore domanda residua) consentirebbe la riduzione dei picchi di prezzo. In questo modo si potrebbe contenere la sovraproduzione consentendo di sostenere i prezzi durante le ore centrali della giornata. In linea generale diminuirebbero i costi totali della domanda aggregata.

    Rimarcando l’importanza degli impianti di energy storage in un’ottica di transizione energetica, lo studio rivela che ancora gli investimenti verso questa tecnologia sono tenuti a freno dall’incertezza evolutiva del quadro normativo italiano. La ricerca prevede che nel giro di 7 anni i costi per questa soluzione tecnologica si ridurranno di oltre il 40%, come accaduto in passato per i costi del fotovoltaico.

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