NewsFossiliPetrolioStakeholder energiaEni

Eni e MIT annunciano due nuovi progetti di ricerca per il contenimento e la pulizia degli oil spill

    I recenti eventi accaduti nel Golfo del Messico, hanno evidenziato la necessità di nuove tecnologie di perforazione e di sistemi di sicurezza, da qui la nuova partnership tra MIT ed Eni.

    Il Presidente del Massachussets Institute of Technology (MIT), Susan Hockfield, e l’Amministratore Delegato di Eni, Paolo Scaroni, si sono incontrati oggi presso la sede del MIT a Cambridge, Massachussets, per un bilancio sui progetti di ricerca sulle fonti di energiafonti di energia
    Sorgenti di energia o sostanze dalle quali può essere prodotta energia utile direttamente o dopo trasformazione. Le fonti di energia possono essere classificate in diversi modi a seconda del contesto di riferimento: risorse esauribili (principalmente petrolio, gas naturale, carbone, legna); risorse rinnovabili (tutte quelle derivanti direttamente o indirettamente dall’energia solare, dal calore endogeno terrestre e dalle maree); risorse primarie (utilizzabili direttamente come si trovano in natura: petrolio, carbone, gas naturale, legna); risorse secondarie (in cui l’energia deriva dalla trasformazione dell’energia primaria in altra forma di energia, ad esempio idroelettrico, energia elettronucleare eccetera); risorse commerciali ( ovvero soggette a transazioni commerciali e quindi facilmente quantificabili, derivanti da quattro tipi principali di fonti: carbone, petrolio, gas naturale, elettricità primaria); risorse non commerciali (non soggette a transazioni commerciali: ad esempio residui di coltivazioni, legna di sottobosco eccetera nei Paesi in via di sviluppo; sebbene assenti dal commercio internazionale in alcuni Paesi rivestono grande importanza); risorse tradizionali (derivanti da prodotti vegetali o animali: legna, carbone di legna, torba, sterco essiccato).
    e per annunciare nuove aree di collaborazione nello sviluppo di tecnologie, finalizzate a neutralizzare le conseguenze delle esplosioni incontrollate di pozzi petroliferi e al contenimento del fenomeno dell’ “oil spill’.

    I nuovi progetti, studiati all’interno della partnership tra MIT ed Eni, includono materiali innovativi per il contenimento e la pulizia di eventuali fuoriuscite di petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    . Alla luce dei recenti eventi accaduti nel Golfo del Messico, che hanno evidenziato la necessità di nuove tecnologie di perforazione e di sistemi di sicurezza, la ricerca ha concentrato gli sforzi su materiali nano-assorbenti. Questi materiali, studiati con successo presso il MIT, consentono di identificare, valutare, attrarre e catturare gli elementi inquinanti degli idrocarburiidrocarburi
    Composti chimici formati da carbonio e idrogeno che costituiscono il petrolio e il gas naturale. Esistono diverse classificazioni degli idrocarburi a seconda dei legami chimici presenti nelle molecole.
    , e di ridurre significativamente il loro impatto sull’ambiente.

    La partnership poi si concentra su una nuova, significativa area di ricerca: lo sviluppo di tecnologie cosiddette breakthrough per portare sotto controllo e fermare eventuali esplosioni di pozzi petroliferi in condizioni ambientali critiche come le acque profonde o le aree artiche.

    La partnership Eni-MIT, siglata nel 2008, include numerosi progetti di ricerca pensati per supportare e migliorare alcuni aspetti-chiave del core business di Eni, con particolare enfasi per quelli relativi alla produzione di petrolio e gas. La collaborazione, inoltre, si concentra anche sulle soluzioni più avanzate nel campo dell’energia solareenergia solare
    Energia radiante derivante dal Sole e che raggiunge la Terra sotto forma di radiazione elettromagnetica. Ad oggi esistono fondamentalmente due modi per sfruttare l’energia solare direttamente: attraverso i pannelli solari (per la produzione di energia termica ed elettrica), pannelli fotovoltaici (per la produzione di energia elettrica). L’energia dal Sole è fondamentale anche per lo sviluppo delle altre forme di energia rinnovabili (per esempio per la crescita della biomassa, per i moti dei venti, per il ciclo idrologico delle acque, ecc..).
    studiate presso l’Eni-MIT Solar Frontiers Center.

    Susan Hockfield e Paolo Scaroni hanno, infine, annunciato un altro successo congiunto ottenuto nello sviluppo di nuove molecole auto-assemblanti che hanno la particolarità di riuscire a ripararsi autonomamente e in tempi rapidi. Queste molecole hanno, inoltre, la possibilità di trasformare la luce solare in elettricità e possono riparare da sé le componenti organiche di una cella solare danneggiata dalla stessa luce del sole, una caratteristica innovativa che aiuta a risolvere un problema comune a questi dispositivi.

    Eni e MIT intendono ampliare la propria collaborazione, combinando l’esperienza operativa e gli skills tecnologici dell’azienda italiana all’approccio multidisciplinare e alle eccellenti competenze scientifiche e di ricerca dell’istituto americano. Eni e MIT, avvalendosi anche delle eccellenze tecnologiche di Saipem, puntano a sviluppare tecnologie rinnovabili, sistemi e materiali di forte discontinuità rispetto alle soluzioni oggi disponibili e garantire sicurezza operativa, pieno controllo tecnico e protezione dell’ambiente durante le attività petrolifere, specialmente per quelle realizzate in aree di frontiera particolarmente sensibili. Allo stesso tempo, la ricerca congiunta di Eni e MIT presso il Solar Frontier Center punta a un rapido progresso verso la produzione sostenibile di energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    .

    Contatti societari:
    Ufficio Stampa: Tel. 02.52031875 -06.59822030
    Numero verde per gli azionisti: 800940924
    Centralino: +39-0659821
    [email protected]
    [email protected]
    [email protected]

    Comunicato stampa ENI, 18/10/2010

    Tags
    Show More

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Back to top button