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ENI INAUGURA L’AVVIO DEL PROGETTO EST DI SANNAZZARO

    Frutto di 1,1 miliardi di euro di investimenti effettuati da Eni, la tecnologia EST rappresenta la prima scoperta scientifica e tecnologica italiana nel settore della raffinazioneraffinazione
    Insieme di processi fisico-chimici che consentono di trasformare il petrolio in combustibili con caratteristiche appropriate agli utilizzi finali. La prima fase del procedimento di raffinazione del petrolio greggio è la separazione delle componenti di diverso peso molecolare: quelle più pesanti (che hanno un punto di ebollizione maggiore e che sono destinate alla produzione di oli lubrificanti, cere, …) rimangono nella parte bassa della colonna di frazionamento, mentre quelle più leggere (tra cui benzina, GPL, jet fuel, …) risalgono verso l’alto e possono essere facilmente asportate. Successivamente si procede con altri processi (crackingcracking
    Processo chimico utilizzato nell’industria di trasformazione petrolifera per convertire le frazioni pesanti del petrolio in frazioni più leggere. Esso consiste nel rompere (dall’inglese crack)  le grosse molecole complesse di idrocarburi ad alta temperatura in presenza di opportuni catalizzatori.
    , visbreaking, reforming, …), con trattamenti di purificazione più o meno complessi e aggiunta di additivi.
    petrolifera e il più grande progetto industriale attualmente in corso nel paese

     

    Sannazzaro de’ Burgondi (PV), 16 maggio 2011 – Eni ha dato il via oggi, presso il proprio sito di raffinazione di Sannazzaro de’ Burgondi, alle attività per la realizzazione dell’impianto che consentirà la prima applicazione su scala industriale della tecnologia EST (Eni Slurry Technology), creata da Eni per la conversione dei residui petroliferi pesanti in prodotti pregiati, benzina e gasoliogasolio
    Prodotto derivante dalla distillazione del petrolio greggio. Viene utilizzato soprattutto per alimentare motori Diesel oppure negli impianti di riscaldamento civile. Nei motori Diesel, detti anche ad accensione spontanea, il gasolio viene iniettato nel cilindro dove trova aria molto compressa (anche 40 volte la pressione ambiante). Per poter essere impiegato nei motori il gasolio deve avere determinate caratteristiche, per esempio una buona capacità di accensione (soprattutto alla basse temperature) e un opportuno potere lubrificante.
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    Frutto di 1,1 miliardi di euro di investimenti effettuati da Eni, la tecnologia EST rappresenta la prima scoperta scientifica e tecnologica italiana nel settore della raffinazione petrolifera e il più grande progetto industriale attualmente in corso nel paese.
    Il progetto, che sarà completato entro la fine del 2012 con l’avvio del nuovo impianto dalla capacità di 23 mila barili al giorno, fu avviato da Eni nel corso degli anni ’90 presso i propri laboratori di San Donato Milanese, per poi proseguire con la realizzazione presso la Raffineria di Taranto di un impianto dimostrativo da 1.200 barili al giorno, entrato in esercizio nel 2005 e riferimento operativo, sperimentale e progettuale dell’impianto in costruzione.
    La progettazione del nuovo impianto, che sarà realizzato seguendo i più elevati standard tecnologici e di protezione dell’ambiente, è stata avviata nel 2008 con il coinvolgimento di Saipem per le attività di ingegneria.

    La tecnologia EST consentirà al sito di Sannazzaro di diventare Raffineria “zero fuel oil”, oltre che un esempio di eccellenza del settore per le tecnologie impiegate e per la qualità e prestazioni dei carburanticarburanti
    Sostanze solide, liquide o gassose, di origine naturale o derivanti da processi industriali, contenenti carbonio e idrogeno, che, se bruciate, sviluppano calore in base al loro “contenuto energetico” (potere calorifico).
    prodotti. Già oggi, infatti, il ciclo di lavorazione del greggiogreggio
    Petrolio estratto che non ha ancora subito un processo di raffinazione.
    adottato presso il sito è tra i più avanzati al mondo ed è in grado di produrre gasolio ad elevata compatibilità ambientale, grazie agli importanti investimenti effettuati dalla società negli ultimi cinque anni.

    La tecnologia EST, in grado di valorizzare lo sfruttamento dei greggi cosiddetti non convenzionali, presenti nel pianeta in ingenti riserve, consentirà inoltre a Eni di valutare nuove importanti opportunità in questo settore.

    La tecnologia EST, a differenza dei processi petroliferi tradizionali, è in grado di produrre benzina e gasolio senza generare cokecoke
    Prodotto derivante dal riscaldamento di carbone bituminoso ad alte temperature in assenza di aria, nell’indutria siderurgica. Il coke ha un alto contenuto di carbonio e caratteristiche fisiche (resistenza meccanica e porosità) tali da poter essere utilizzato in altoforni per la conversione del minerale di ferro in ghisa. Nell’industria petrolifera si produce anche un coke (definito “petroleum coke” o “pet coke”) a partire dalla condensazione di residui petroliferi pesanti.
    o olio combustibileolio combustibile
    Frazione pesante derivante dalla raffinazione del petrolio greggio, che trova impiego prevalentemente come combustibile per l’industria, nelle centrali termoelettriche o come carburante per le navi. L’olio combustibile è classificato secondo la viscosità (oli fluidissimi, fluidi, semifluidi, densi) e secondo il contenuto di zolfo.
    , il cui mercato è sempre più in declino, e si basa su un processo di idroconversione che impiega uno speciale catalizzatore ed una corrente di idrogenoidrogeno
    Primo elemento della tavola periodica, presente sulla Terra in forma combinata, soprattutto nell’acqua e nei composti organici. Esso è costituito da 3 isotopi: prozio (cioè l’idrogeno propriamente detto) per più del 99.9 %, il deuterio e il trizio. La forma molecolare dell’idrogeno (H2) dà origine ad un gas inodore, incolore, altamente infiammabile e molto più leggero dell’aria (ecco perché lo si trova in bassissime concentrazioni in atmosfera).
    autoprodotto partendo dal gas metanometano
    Idrocarburo che rappresenta il costituente principale del gas naturale.
    . Questo significa che EST consente anche di trasformare il gas metano in carburante liquido a elevate qualità e prestazioni attraverso la produzione dell’idrogeno.

    Comunicato stampa ENI, 16/05/2011

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