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EOLICO E AMBIENTE (POSSONO CONVIVERE?) – INTERVENTO DEL PROF. GIANMARCO PARIS, UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO – CONVEGNO ORIZZONTENERGIA “EOLICO: ENERGIA, UOMO E TERRITORIO”

    Att_App_Loghi/CONV_EDIT/Prof Paris.jpgProf. Paris, perché questa crescente attenzione agli investimenti sull’eolico negli ultimi anni?

    Il nostro presente energetico è influenzato dall’approvazione a livello comunitario del Pacchetto Clima-EnergiaEnergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    tramite il quale l’UE si pone di raggiungere i seguenti target entro il 2020: riduzione del 20% delle emissioni di gas serra; raggiungimento del 20% di risparmio energeticorisparmio energetico
    Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
    ; aumento al 20% del consumo di energia da fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    .

    Nel recepire tale direttiva, ad ogni Stato Membro sono stati attribuiti degli obiettivi specifici sulla base della sua specifica situazione. L’Italia ha come obiettivo quello di coprire almeno il 17% dei consumi energetici finali entro il 2020 con energia proveniente da fonti rinnovabili, contro una percentuale attuale del 5,2% (dati 2008).

    L’eolico sta fornendo un contributo significativo al raggiungimento di questo obiettivo ed è pertanto al centro dell’attenzione, sia europea che nazionale.

    Prof. Paris, come è possibile valutare l’influenza sul territorio di un impianto eolico?

    In primis va detto che tutte le attività umane generano un impatto ambientaleimpatto ambientale
    L’insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l’avvio di una determinata attività ha sull’ambiente naturale circostante.
    .

    Per valutare la compatibilità ambientale di qualunque insediamento industriale e le sue possibili influenze sull’ambiente sono pertanto necessari degli studi di impatto ambientale basati su di un metodo scientifico fondato, condiviso e ripetibile.

    Che sia strategica (VAS), d’impatto (VIA), d’incidenza (VincA), paesaggistica od altro, la metodologia di valutazione deve soddisfare tre criteri fondativi, ovvero deve svilupparsi sulla base di un processo logico (definizione di fasi tra loro consequenziali), razionale (attribuzione di giudizi di valore sulla base di criteri esplicitati, condivisi e scientificamente dimostrabili) e coerente.

    La valutazione si svolge pertanto su tre livelli.

    Il primo consiste nel determinare la possibile area nella quale intervenire, tenendo conto delle normative vigenti e dei requisiti di fattibilità sia tecnico-progettuale che funzionale ed ambientale.

    Bisogna poi accertarsi che vi sia coerenza tra il progetto ed il quadro normativo e pianificatorio di riferimento ed infine effettuare una verifica puntuale dei possibili impatti del progetto sull’ambiente applicando tecniche e tecnologie che siano scientificamente fondate e ripetibili.

    Nel caso specifico dell’energia eolicaenergia eolica
    Energia ricavata dal vento in virtù della velocità con cui soffia. Questa forma di energia viene prodotta grazie a macchine eoliche (dette anche aerogeneratori) che convertono l’energia cinetica del vento in energia meccanica di rotazione, e, successivamente, in energia elettrica utilizzabile per differenti scopi.
    , tra gli impatti negativi più importanti si individuano gli impatti su avifauna e chirotteri e l’influenza sul paesaggio, cioè sulla componente visiva della percezione del paesaggio.

    La domanda da porsi è però un’altra, ovvero data l’esistenza di tali impatti come è possibile mitigarne gli effetti negativi?

    Per mitigare gli effetti su avifauna e chirotteri ad esempio sono stati sviluppati sistemi radar in grado di controllare l’arrivo degli uccelli e dei chirotteri e di stoppare per tempo gli impianti eolici.

    Più complessa e più arbitraria è la questione del paesaggio. Il paesaggio così come è concepito anche dai paesaggisti (Ingegnoli 1993) è infatti qualcosa che è in costante evoluzione.

    Noi definiamo dal punto di vista scientifico compatibili gli interventi che pur dando luogo a una modificazione del valore della qualità paesaggistica, non ne cambiano l’attribuzione a una classe paesaggistica che viene fatta a priori. Ovviamente tale definizione non può essere legata alle modificazioni della percezione visiva, in quanto è ovvio che con l’eolico vi sono.

    Quello che è necessario verificare è in che modo l’univocità dell’ambiente viene danneggiata dalla presenza di un parco eolico.

    In questo contesto la normativa ci viene a soccorso con la Convenzione Europea del Paesaggio ratificata nel 2000 a Firenze, nella quale si auspica equilibrio tra protezione, gestione, e pianificazione del paesaggio, cercando di “accompagnare i cambiamenti futuri riconoscendo la grande diversità e la qualità dei paesaggi che abbiamo ereditato dal passato, sforzandoci di preservare, o ancor meglio, di arricchire tale diversità e tale qualità, invece di lasciarle andare in rovina”.

    L’Italia nel 2010 haemesso delle Linee Guida per lo sfruttamento delle fonti di energiafonti di energia
    Sorgenti di energia o sostanze dalle quali può essere prodotta energia utile direttamente o dopo trasformazione. Le fonti di energia possono essere classificate in diversi modi a seconda del contesto di riferimento: risorse esauribili (principalmente petrolio, gas naturale, carbone, legna); risorse rinnovabili (tutte quelle derivanti direttamente o indirettamente dall’energia solare, dal calore endogeno terrestre e dalle maree); risorse primarie (utilizzabili direttamente come si trovano in natura: petrolio, carbone, gas naturale, legna); risorse secondarie (in cui l’energia deriva dalla trasformazione dell’energia primaria in altra forma di energia, ad esempio idroelettrico, energia elettronucleare eccetera); risorse commerciali ( ovvero soggette a transazioni commerciali e quindi facilmente quantificabili, derivanti da quattro tipi principali di fonti: carbone, petrolio, gas naturale, elettricità primaria); risorse non commerciali (non soggette a transazioni commerciali: ad esempio residui di coltivazioni, legna di sottobosco eccetera nei Paesi in via di sviluppo; sebbene assenti dal commercio internazionale in alcuni Paesi rivestono grande importanza); risorse tradizionali (derivanti da prodotti vegetali o animali: legna, carbone di legna, torba, sterco essiccato).
    rinnovabili, tramite le quali ha recepito sia i concetti di base della Convenzione Europea del Paesaggio che il DPCM del 2005. Queste Linee Guida forniscono indicazioni sulle relazioni paesaggistiche e definiscono anche criteri pratici e dettagliati su come realizzare i parchi eolici, definendo dimensioni e densità commisurate alla scala dimensionale del sito.

    Non esiste il bello o il brutto, ma è necessario stabilire in maniera scientifica se un impianto eolico impatta o no sul territorio ed in che modo, verificando se i benefici superano i non benefici.

    In Italia è purtroppo molto diffusa la sindrome NIMBY – Not In My Back Yard, ovvero “non nel mio giardino” a riprova di quanto le opinioni talvolta prevalgono sulle decisioni scientifiche.

    A suo parere quindi eolico e ambiente possono convivere?

    “Sì. Devono convivere. Il come, il dove e il per quanto sono decisioni che devono essere supportate dall’applicazione di metodologie di valutazione ambientale scientificamente robuste.”

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    Pontremoli, 24 maggio 2013

    Redazione
    Orizzontenergia

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