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Eolico nel territorio: norme e procedure autorizzative – Intervento di Alessandro Totaro, APER – Convegno Orizzontenergia “Eolico: Energia, Uomo e Territorio”

  • Intervistato: Alessandro Totaro

Att_App_Loghi/CONV_EDIT/Alessandro Totaro.jpgDott. Totaro, qual è stato il percorso normativo che ha caratterizzato la storia comunitaria e italiana delle energie rinnovabilienergie rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
– il sole
– il vento
– l’acqua
– la geotermia
– le biomasse
negli ultimi anni?

Iniziamo parlando di una prima direttiva, direttiva perché l’energiaenergia
Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
è una materia che non è di base locale, ma è di interesse comunitario, nazionale e locale: di conseguenza gli indirizzi strategici  vengono presi in ambito europeo.

Il primo passo in tal senso è stato fatto con la Direttiva 2001/77 (recepita dall’Italia con il D.Lgs. n° 387/2003) che ha dettato i primi principi in termini di fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
– il sole
– il vento
– l’acqua
– la geotermia
– le biomasse
e di promozione e sponsorizzazione di esse.

Passiamo poi alla Direttiva 2009/28 (recepita dall’Italia con il D.Lgs. n° 28/2011) che ha fissato degli obiettivi vincolanti per gli Stati Membri. Questo perché è andata consolidandosi sempre più una reale  e forte necessità di espandere le fonti rinnovabili per uno sviluppo ambientalmente sostenibile in un’ottica di decarbonizzazione dei processi industriali.

Troviamo poi il DM 10.09.2010 che, con un ritardo di ben sette anni, fissa le  linee guida attuative del D.lgs. n. 387/2003 ed il DM 15.03.2012 che introduce il cosiddetto burden sharing, ovvero la ripartizione degli obiettivi di carattere nazionale su base regionale.

Infine la SEN (Strategia Energetica Nazionale), documento approvato lo scorso marzo, propone un cambio di rotta del nostro modello di sviluppo da qui al lungo termine. Questo documento promuove un diverso modo di fare energia, sostenendo l’utilizzo delle fonti rinnovabili, l’efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
ed il risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
con l-aspettativa, tra le altre, di ridurre il costo dell’energia e generare ricadute occupazionali positive.

In questo processo di decarbonizzazione quale sarà il ruolo dell’eolico?

L’eolico giocherà un ruolo significativo, alla luce di una stima di risparmio di 1,5 miliardi di tonnellate di CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

 evitate al 2020.

Secondo la SEN inoltre lo sviluppo dell’eolico avrà un impatto positivo sulla crescita economica con 180 miliardi di euro di investimenti al 2020, favorendo così una crescita economica sostenibile. Sempre secondo la SEN, sarà possibile una riduzione significativa dei costi dell’energia; le stime indicano una riduzione della fattura energetica estera annua di 14 miliardi di euro.

Indubbi effetti positivi sono anche la conseguente creazione di una filiera italiana e del suo indotto, con risvolti positivi sul livello occupazionale.

Il ricorso all’energia eolicaenergia eolica
Energia ricavata dal vento in virtù della velocità con cui soffia. Questa forma di energia viene prodotta grazie a macchine eoliche (dette anche aerogeneratori) che convertono l’energia cinetica del vento in energia meccanica di rotazione, e, successivamente, in energia elettrica utilizzabile per differenti scopi.
ha inoltre aperto la strada alla generazione di energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
a livello locale
, in zone che tuttora hanno un saldo energetico negativo fra consumi e produzione. La Regione Toscana, ad esempio (Dati Terna 2011), presenta un deficit energetico del 26%: a fronte di 21.600 GWh richiesti vi è un deficit di 5.700 GWh.

A livello nazionale qual è il titolo necessario per costruire ed esercitare un impianto eolico?

La costruzione e l’esercizio di grandiimpianti alimentati da fonti rinnovabili sono subordinate all’ottenimento dell’Autorizzazione Unica. Si tratta di un procedimento complesso, la cui finalità è quella di valutare preventivamente gli effetti dell’opera sull’ambiente,  prevenendo eventuali conflitti tra le parti in gioco e tutelando valori non economici quali il paesaggio e l’ambiente.

Interessante notare come le Regioni, tramite propri provvedimenti, possano individuare delle aree e dei siti non idonei, non per rallentare la realizzazione degli impianti, bensì per offrire agli operatori un quadro certo e chiaro di riferimento ed orientamento per la localizzazione dei progetti.

L’individuazione delle aree e dei siti non idonei deve dunque configurarsi come atto di accelerazione e semplificazione dell’iter autorizzatorio.

Dott. Totaro, la sua Associazione ha attentamente analizzato gli ostacoli e le osservazioni spesso sollevate nei confronti degli impianti eolici. Quali sono le principali e come risponderebbe?

La prima obiezione ad essere sollevata quando si parla di eolico è che quest’ultimo deturpa il paesaggio. Questo va però sfatato in quanto la tutela del paesaggio è assicurata dal rispetto delle normative vigenti; vi sono in più dei  criteri  di mitigazione volti ad assicurare un corretto inserimento degli impianti sul territorio che una volta smantellati  torna nella sua versione originale.

La seconda critica riguarda invece gli ipotetici danni alla fauna e all’avifauna, nonostante l’evidenza scientifica internazionale mostri che la mortalità degli uccelli a causa di impianti eolici è un evento estremamente sporadico ed in ogni caso mitigato dall’esistenza di appositi software. Le aree interessate dalle rotte migratorie possono tra l’altro rientrare tra le aree non idonee.

Att_App_Loghi/CONV_EDIT/Eolico falsi miti.jpgIn Italia c’è poco vento. Ecco un’altra obiezione spesso sollevata alla nostra Associazione. Si tratta anche in questo caso di un “falso mito”. In Italia vi sono infatti ventosità interessanti. I dati sulla velocità del vento tra l’altro sono pubblicamente consultabili. Vi sono alcune aree come l’Appennino meridionale e le isole, in cui le condizioni di ventosità sono maggiori, ma ciò non toglie che vi siano aree nel settentrione e centro Italia particolarmente adatte all’installazione di impianti eolici.

L’eolico viene spesso tacciato di essere rumoroso, anche se i progressi tecnologici ne hanno fortemente ridotto il rumore. Stiamo parlando di nuovi software e criteri di mitigazione e design come ad esempio i sistemi di controllo della velocità del rotore o i nuovi profili delle pale.

Vi è poi chi descrive l’eolico come poco affidabile: al contrario, l’installazione di parchi eolici per la produzione di energia rinnovabile è in continua crescita in Italia, in Europa e nel mondo.

Non vi è infine alcun appalto pubblico ma l’installazione degli impianti è subordinata al rilascio di un’autorizzazione della Regione o Provincia, mentre gli incentivi sono legati alla  produzione effettiva.

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Pontremoli, 24 maggio 2013

Redazione
Orizzontenergia

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