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FESTIVAL DELL’ENERGIA: 89% DEGLI ITALIANI VUOLE PUNTARE SULL’EOLICO E SULLE RINNOVABILI

    Dal sondaggio Ispo per ANEV emerge che gli italiani sono pronti a investire sull’eolico, anche in prima persona, mentre la politica arranca dietro ai progressi dei cittadini non contribuendo in modo sufficiente allo sviluppo delle rinnovabili

     

    Firenze, 24.09.2011 – Gli italiani raccolgono la sfida delle energie pulite come l’eolico, riconoscendo che queste fonti sono un’opportunità su cui investire e mostrandosi pronti ad incentivarle in prima persona, anche mettendo mano al proprio portafogli. E’ quanto emerge dal sondaggio condotto dall’ISPO per ANEV – Associazione Nazionale EnergiaEnergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    del Vento
    – presentato oggi dal Prof. Renato Mannheimer al Convegno “Il vento fa il suo giro” in occasione del Festival dell’Energia di Firenze.

    Riflettendo sulle strategie energetiche ideali per il nostro paese, dopo l’esito del recente referendum che ha sancito la bocciatura da parte degli italiani dell’opzione nuclearenucleare
    Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
    , l’89% degli intervistati dichiara che è giunto il momento di puntare tutto sulle rinnovabili, eolico in testa. Un investimento che gli stessi italiani, nonostante l’attuale congiuntura economica, sono pronti a incentivare: il 22% si dichiara infatti favorevole ad un aumento della quota della propria bolletta elettrica da destinare alle rinnovabili. Concentrandosi sull’energia eolicaenergia eolica
    Energia ricavata dal vento in virtù della velocità con cui soffia. Questa forma di energia viene prodotta grazie a macchine eoliche (dette anche aerogeneratori) che convertono l’energia cinetica del vento in energia meccanica di rotazione, e, successivamente, in energia elettrica utilizzabile per differenti scopi.
    , il 44% del campione suggerisce di destinarvi una quota della bolletta compresa tra l’1 e il 6%
    . Il 23% del campione indica una quota più alta: oltre il 6%.

    Gli italiani sono pronti, ma l’Italia? Dai risultati dell’indagine emerge l’immagine di una politica che ancora arranca dietro ai progressi della società civile. La maggioranza assoluta degli intervistati (51%) giudica pressoché nullo il contributo apportato finora dal governo allo sviluppo delle rinnovabili e il 37% ritiene che se qualcosa è stato fatto, non sia ancora sufficiente.

    Tra le energie pulite l’eolica è una delle più apprezzate e maggiormente conosciute dagli italiani: solo il 9% non ne ha mai sentito parlare, contro percentuali ben più alte (intorno al 50%) di non conoscitori delle energie idroelettrica, geotermica e da biomassabiomassa
    In generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili. Come indicato nel decreto legislativo del 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende ” la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani “. Ciò che accomuna le diverse tipologie di biomassa è la presenza di carbonio che mette a disposizione un elevato potere calorifico eventualmente sfruttabile per fini energetici.
    ; è inoltre concepita (dal 71%) come un’opportunità per aiutare l’Italia a ridurre la dipendenza energeticadipendenza energetica
    Rapporto tra la quantità di energia primaria importata e la quantità di energia primaria consumata . È un parametro legato alle risorse energetiche di cui dispone un Paese.
    dall’estero, senza danneggiare l’ambiente (l’89% la ritiene eco-compatibile). La maggioranza assoluta degli intervistati mostra di non condividere i falsi miti che riguardano questa fonte di energia: non ritiene né che possa danneggiare la salute (81%), né che possa deturpare il paesaggio (63%). L’eolico è considerato un’opportunità anche per le imprese che decidono di investire su di esso: per il 73% degli italiani, infatti, tale scelta avrebbe delle importanti ricadute d’immagine per le aziende.

    Gli italiani si dimostrano, oltre che sensibili alle nuove fonti di energiafonti di energia
    Sorgenti di energia o sostanze dalle quali può essere prodotta energia utile direttamente o dopo trasformazione. Le fonti di energia possono essere classificate in diversi modi a seconda del contesto di riferimento: risorse esauribili (principalmente petrolio, gas naturale, carbone, legna); risorse rinnovabili (tutte quelle derivanti direttamente o indirettamente dall’energia solare, dal calore endogeno terrestre e dalle maree); risorse primarie (utilizzabili direttamente come si trovano in natura: petrolio, carbone, gas naturale, legna); risorse secondarie (in cui l’energia deriva dalla trasformazione dell’energia primaria in altra forma di energia, ad esempio idroelettrico, energia elettronucleare eccetera); risorse commerciali ( ovvero soggette a transazioni commerciali e quindi facilmente quantificabili, derivanti da quattro tipi principali di fonti: carbone, petrolio, gas naturale, elettricità primaria); risorse non commerciali (non soggette a transazioni commerciali: ad esempio residui di coltivazioni, legna di sottobosco eccetera nei Paesi in via di sviluppo; sebbene assenti dal commercio internazionale in alcuni Paesi rivestono grande importanza); risorse tradizionali (derivanti da prodotti vegetali o animali: legna, carbone di legna, torba, sterco essiccato).
    , anche consapevoli di quanto il problema energetico vada affrontato con interventi su più fronti, attivando una sinergia tra più strategie energetiche. L’81% auspica ad esempio un massiccio intervento sulla rete elettricarete elettrica
    Insieme delle linee elettriche, delle stazioni elettriche e delle cabine elettriche adibite alle operazioni di trasmissione e distribuzione dell’elettricità. La rete elettrica può essere ad alta tensione (da 40 a 380 kV), a media tensione (da 1 a 30 kV) o bassa tensione (380 V).
    italiana, per migliorare la distribuzionedistribuzione
    Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
    di energia. Non piace, invece, la scelta di aumentare gli acquisti di energia dall’estero o diversificare i paesi fornitori.

     

    Fonte: ANEV, 26/09/2011

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