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Fiaccolata a Roma per Porto Tolle

    Il 23 maggio, in piazza Farnese, raduno dei lavoratori della centrale dopo lo stop alla riconversione della centrale. Con loro anche il vescovo i Chioggia, rappresentanti delle imprese locali e delle istituzioni

     

    Dopo tanti anni di ricerche, dopo l’approvazione del Ministero, dopo aver dato speranza a tante famiglie, adesso si blocca tutto?”. Mons. Adriano Tessarollo, vescovo di Chioggia, non nasconde la sua incredulità e preoccupazione davanti alla decisione con cui, il 17 maggio, il Consiglio di Stato ha bloccato l’iter della riconversione a carbonecarbone
    Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
    I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
    ad alta efficienza dell’impianto di Porto Tolle.

    Un fulmine a ciel sereno per i lavoratori della centrale Enel, ma anche per le istituzioni locali, i sindacati di categoria, le aziende della zona e le 65 imprese del Consorzio per lo sviluppo del Polesine tutti pronti a mettersi al lavoro per realizzare un’opera che non solo rappresenta un’importante occasione di sviluppo per la zona, ma anche strategica per il fabbisogno energetico del Veneto e del sistema Italia.

    I lavoratori della centrale Enel hanno indetto per il 23 maggio una fiaccolata a Roma, in piazza Farnese (inizio alle 17.30), scegliendo come slogan “Una luce per Porto Tolle” e tra i quattrocento aderenti c’è anche mons. Tessarollo. Il presule di Chioggia, nella capitale per la Settimana dei vescovi, non si è tirato indietro: “Appena un rappresentante dei lavoratori mi ha chiamato ho detto sì”. Con lui e i dipendenti dell’impianto sono attesi anche politici locali e nazionali, rappresentanti delle aziende polesane e i segretari delle organizzazioni sindacali di categoria Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil.

    La decisione del Consiglio di Stato annulla l’autorizzazione Via già rilasciata dal ministero dell’Ambiente, blocca un percorso iniziato ormai da anni e rischia di vanificare lo sforzo di tante pmi del polesano pronte a diventare protagoniste del progetto studiato da Enel che prevede un investimento di 2,5 miliardi di euro, la creazione di 3mila posti di lavoro per i prossimi 5 anni per la costruzione dell’impianto e di circa mille posti di lavoro a regime fra la centrale ed il nuovo impianto di cattura e sequestro dell’anidride carbonica.

    Tra le tante personalità che hanno manifestato sorpresa e amarezza davanti alla decisione di bloccare la riconversione della centrale figurano il ministro e il sottosegretario dello Sviluppo economico, Paolo Romani e Stefano Saglia, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni.

    Il sindaco di Porto Tolle, Silvano Finotti, ha scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, perché “la decisione del Consiglio di Stato sembra cancellare totalmente le speranze di lavoro e gli investimenti fatti dalle imprese”.

    Maurizio Ferro, portavoce dei lavoratori, invita aziende, istituzioni locali e nazionali ad “abbandonare ogni attendismo” e partecipare alla fiaccolata di Piazza Farnese. “Insieme possiamo scrivere una nuova pagina nella storia della centrale di Porto Tolle. Non vogliamo che la riconversione resti un progetto sulla carta. Non abbiamo bisogno di casi letterari, ma di lavoro”.

    Comunicato stampa ENEL, 23/05/2011

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