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Gas: la sfida dei Paesi Bassi, ridurre la sua dipendenza

Nei Paesi Bassi, la produzione di energia elettrica si basa principalmente sul gas

    Tuttavia, negli ultimi anni, la produzione di energia rinnovabile è aumentata rapidamente, mentre la generazione dal carbone è stata man a mano ridotta. Degna di nota è la crescente produzione dall’energia eolica, che si ritiene in futuro prossimo dovrebbe sostituire buona parte della capacità proveniente dallle centrali termoelettriche a carbone e nucleari.

    Attualmente gran parte dell’elettricità prodotta nei Paesi Bassi proviene dalle centrali a ciclo combinato, in progressivo aumento sino al 2015. La capacità installata degli impianti a ciclo combinato, che nel 2016 rappresentava il 62% della capacità totale nazionale, ha visto un trend in decrescita negli ultimi anni, tanto è vero che al 2019 rappresenta il 51% della capacità totale.

    La potenza installata del carbone è diminuita anche più rapidamente a partire dal 2015, quando rappresentava il 22% del totale (7.270 MW). Nel 2018 era già scesa a 4.631 MW, rappresentando il 15% del totale.

    Al contrario, l’energia eolica ha continuato la sua corsa registrando nel 2019 una capacità installata di 4.626 MW, che alla pari del carbone, rappresenta il 15% della capacità totale.

    Nel panorama energetico dei Paesi Bassi si prevede che entro il 2040 l’energia nucleare scomparirà completamente. Inoltre, per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 stabiliti nell’accordo di Parigi, la produzione di energia elettrica da carbone verrà progressivamente ridotta con l’obiettivo di bandirne completamente l’uso.

    Comunque, finché il contributo delle energie rinnovabili non aumenterà in modo ancora più significativo, si dubita che sarà possibile rinunciare all’utilizzo del gas naturale, grazie al quale si ottiene più della metà dell’elettricità prodotta nel paese.

    In realtà i Paesi Bassi risultano essere i meno virtuosi nel processo di decarbonizzazione rispetto agli altri paesi Nord Europei. La quota di rinnovabili sui consumi finali di energia della Svezia è superiore al 54% e le quote della Finlandia, Danimarca, Lettonia e l’Austria viaggiano fra il 30 e il 40%.

    Senza dubbio, per l’Olanda questa sarà una grande sfida, anche perché non è da sottovalutare la tentazione di sfruttare le abbondanti riserve di gas a basso prezzo di cui sono i campioni in Europa.

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