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GME: Piano Nazionale di Efficienza Energetica – Risultati del primo quinquennio, effetto crisi e target 2020

    di Mario Cirillo, REF-E

    Il documento di predisposizione del Piano d’Azione nazionale per l’Efficienza EnergeticaEfficienza Energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
    (PAEE) contiene innanzitutto una valutazione dei risultati finora raggiunti dall’Italia: ne derivano indicazioni molto utili sul contributo delle differenti misure di promozione in ciascuno dei settori d’uso dell’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    ed emerge, in particolare, un’accelerazione in alcuni comparti-chiave a partire dal 2011.

    I dati dimostrano un contributo non trascurabile dell’efficienza energetica alla riduzione dei consumi registrata nell’ultimo quinquennio o poco più, anche se l’apporto è stato abbastanza contenuto se ci si limita ad osservare il solo settore industriale.

    Ad ogni modo resta difficile ricondurre valori di risparmio stimati con una logica bottom-up alle variazioni di consumo che emergono dalle statistiche ufficiali, così come resta difficile separare gli effetti dell’efficienza da quelli della crisi economica.

    Stando al documento preparatorio, il nuovo PAEE confermerà per il 2020 gli impegni già fissati nella Strategia Energetica Nazionale (SEN). Lo sforzo aggiuntivo necessario al conseguimento dei nuovi target di risparmio è in linea con quanto fatto in passato per il residenziale, mentre è sensibilmente maggiore per industria e trasporti.

    I risultati 2007-2012 per settore e misura

    Il documento di predisposizione del PAEE, preparato da ENEA, presenta la stima del risparmio conseguito nel 2005-2012 in termini di consumo finale: essa è pari a 6.4 Mtep/anno, ossia quasi il 60% dell’obiettivo fissato dal vecchio PAEE sull’orizzonte 2007-2016.

    Di questo volume di risparmio, 3.8 Mtep/anno sono attribuibili al settore residenziale, e circa 1.8 Mtep/anno all’industria; trasporti e soprattutto terziario hanno un’incidenza inferiore (figura 1).

    Immagini News/Figura 1 GME.jpg

    Fonte: ENEA – Documento di predisposizione del PAEE 2014

    Sempre rispetto al risultato complessivo, la principale misura di promozione risulta essere il meccanismo dei titoli di efficienza energetica (TEE), che ha determinato una riduzione del consumo finale di energia stimata in circa 3 Mtep/anno, mentre la seconda misura per importanza è costituita dagli obblighi imposti dalla normativa sulla prestazione energetica degli edifici (D.Lgs 192/05), che pesano per circa 2.3 Mtep/anno2. E’ importante segnalare come almeno per le due principali misure i risparmi siano quantificati secondo un criterio di “addizionalità” rispetto all’opzione tecnologica media disponibile sul mercato oppure rispetto a quella minima imposta dalla legge. Si provano a escludere in tal modo i risparmi determinati dalla naturale evoluzione delle tecnologie lungo il proprio ciclo di vita. 

    (continua – articolo completo  – PDF)

    Fonte: GME

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