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GNL: NEL 2012 DOMANDA IN FLESSIONE DEL 27%

    Cambio di tendenza nel 2012 dopo anni di crescita continua per la domanda globale di Gnl, secondo il recentissimo rapporto annuale di GIIGNL (l’associazione che raggruppa 70 operatori attivi nel settore del Gnl), lo scorso anno le importazioni mondiali di Gas NaturaleGas Naturale
    Idrocarburo che ha un’origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un’alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    ), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S). Liquefatto si sono attestate a 236,3 mln di tonnellate o 522 mld mc di gas, un calo dell’1,9% sul 2011.

    Il  forte calo della domanda si registra in Europa, in flessione del 27% a 47,5 mln t (105,2 mld mc di gas), pari al 18,8% della domanda globale. Tra i maggiori importatori si registrano i seguenti cali: Regno Unito (-43%), Francia (-32%), Spagna (-16%) e Italia (-17,8%).

    Compensata dalla domanda nei Paesi asiatici che è ancora forte.  L’Asia ha incrementato le sue importazioni del 9,2%, aumentando ancora la propria quota sul totale degli acquisti rispetto il 2011 (71% contro il 63,6%). In testa Cina, India e Giappone. Uno spostamento verso Est del mercato Gnl con volumi in crescita soprattutto dopo l’incidente nuclearenucleare
    Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
    di Fukushima nel 2011.

    Gli effetti commerciali” dell’accresciuta domanda asiatica – scrive nell’introduzione Domenico Dispenza, ex direttore Gas & Power di ENI e presidente di GIIGNL – verosimilmente continueranno oltre l’anno in corso e non si limiteranno a semplici dirottamenti di carichi”.

    Dopo il boom degli scorsi anni (dal 2009 al 2011 +110%), sostanzialmente stabile al 25% la quota degli scambi spot sul totale. “Le cause – scrive Dispenza – vanno cercate ancora una volta nel mancato aumento di capacità produttiva a cui si è accompagnata una parallela progressiva stabilizzazione in contratti a termine di capacità prima disponibile per transazioni spot. Finché nuovi volumi non saranno disponibili questo fenomeno permarrà per il prossimo paio d’anni, con gli importatori asiatici sempre più in cerca di forniture sicure”.

    Il Medio Oriente risulta essere il maggior esportatore di Gnl con il 40% sul totale. Il Qatar in particolare incrementa la propria quota dal 31 al 32,3%, aumentando i volumi esportati del 1,4%. Segue il Pacifico, con il 36% del totale nonostante la flessione del 3,1% dei volumi esportati, dovuta soprattutto al rallentamento dell’ Indonesia (-13%) e Malesia (-4,8%) mentre l’Australia, prossimo grande protagonista negli anni a venire, ha esportato il 6,9% in più, superando appunto l’Indonesia.

    Sullo scenario futuro emergono gli USA quale potenziale esportatore. Dispenza  sottolinea che “al momento non si registrano ancora nuove decisioni di investimento dopo quella di Cheniere a Sabine Pass. Tuttavia altre ne sono attese nel 2013 ed i principi commerciali di pricing vedranno una svolta se il progetto sarà seguito da altri progetti, attesi con ansia da molti importatori asiatici, che sperano che prezzi basati sullo Henry Hub possano portar loro sollievo rispetto a quelli dei contratti indicizzati al petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    ”.

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