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Green Cars: la Cina mette in campo 16 aziende per vincere la sfida

    Recentemente il governo centrale di Pechino ha ufficializzato la creazione di un pool di 16 aziende di proprietà statale costituito con lo scopo di accelerare lo sviluppo del settore delle auto a energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    pulita. “È un ulteriore segnale che conferma la volontà del governo cinese di rivestire un ruolo strategico nel settore della Green Technology. E oltre alla volontà, Pechino ha anche le risorse per diventarne uno degli attori principali” Paolo Angeletti

    Shanghai, Settembre 2010
    La notizia è stata comunicata nel mese di agosto dal portavoce di uno degli organismi più influenti del governo Cinese, il Sasac (la commissione che amministra e controlla gli investimenti statali), che supervisionerà il progetto assicurandosi che le 16 aziende, operanti in settori diversi, viaggino alla stessa velocità e con gli stessi obiettivi.

    Sono coinvolte nel progetto oltre alle due più grandi case automobilistiche cinesi di proprietà dello stato, la FAW Group e la Dongfeng Auto, anche 3 aziende petrolifere statali e 3 aziende operanti nel settore energetico. Non sono ancora noti i nomi delle altre aziende che faranno parte del team.

    Lo scopo ambizioso di questa “alleanza” è quello di dare un forte impulso alla ricerca nel settore delle cellule a combustibile e mira a mettere su strada più di un milione di auto elettriche e ibride entro i prossimi 3 anni. Per raggiungere l’obiettivo il pool di aziende può contare su un portafoglio di 100 miliardi di Yuan (14.7 miliardi di USD).

    “Non è il primo sforzo che compie il governo cinese per promuovere lo sviluppo delle auto “pulite”, ma si tratta senza dubbio dell’investimento più importante fatto nel settore – dice Paolo Angeletti, rappresentante in Italia di PTL Group, (www.ptl-group.com) gruppo di aziende che offre soluzioni manageriali in outsourcing alle imprese italiane in Cina – e che conferma le voci secondo le quali la Cina mirerebbe a diventare leader mondiale nella produzione di auto elettriche e ibride.

    Questi investimenti sono anche in linea con gli obiettivi del governo cinese che, oltre a voler ridurre l’inquinamento, è alla ricerca di fonti energetiche alternative per limitare la dipendenza del Paese dal petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
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    Non mancano tuttavia le critiche. Alcuni gruppi lamentano che un progetto di tale portata dovrebbe coinvolgere tutte le aziende operanti nel settore e non solo quelle di poprietà statale. Dubbi sono anche avanzati sul successo dell’operazione dal momento che già in passato aziende automobilistiche straniere hanno investito nel settore delle celle a combustibile ottenendo scarsi risultati.

    “Le celle a combustibile, applicate al campo automobilistico alimentano direttamente i motori elettrici e svincolano le vetture dalla ricarica con la presa di corrente. Inoltre non “rilasciano” sostanze inquinanti – dice Paolo Angeletti – per questo le celle a combustibile potrebbero cambiare radicalmente processi e prodotti dell’industria automobilistica e attuare quella trasformazione epocale del settore di cui si parla e che si aspetta da tempo”.

    Ma la sfida è ancora tutta da affrontare. Vedremo se la Cina riuscirà nell’impresa dove altri in passato hanno fallito.

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