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Green economy: Le 5 proposte per migliorare il PNIEC

Il Consiglio Nazionale della Green Economy ritiene che gli obiettivi stabiliti dal PNIEC possano essere migliorati ed integrati.

    Il Consiglio Nazionale della Green Economy, che al suo interno raggruppa 66 organizzazioni d’impresa, si è riunito per lanciare alcune proposte per migliorare il Piano nazionale Integrato per l’Energia ed il clima (PNIEC). Il Consiglio ha approvato cinque proposte:

    • Aumentare la riduzione delle emissioni di gas serra al 2030. Il PNIEC ha fissato il 37% come obiettivo, mentre il Consiglio chiede di aumentarlo fino al 50% in base agli accordi di Parigi. Inoltre è stata approvata la proposta della Commissione UE di azzerare le emissioni nette al 2050;
    • Si chiede la definizione di misure e strumenti efficaci per il raggiungimento della riduzione pari al 40% relativamente ai consumi tendenziali di energia al 2030; in particolar modo si chiede di integrare l’ecobonus con altre e nuove misure per ristrutturazioni energetiche più costose ed impegnative;
    •  Il Consiglio vorrebbe inoltre aumentare la quota al 35% dei consumi di energia generata da FER rispetto all’obiettivo del 30% al 2030 contenuto nel PNIEC; al fine di raggiungere questo nuovo obiettivo sarà necessario sviluppare tutto il settore delle rinnovabili. L’energia per uso termico dovrà aumentare oltre gli attuali 15 Mtep stabiliti dal PNIEC; riguardo alle rinnovabili elettriche si pensa che si possa superare l’obiettivo del 55%; mentre per quanto riguarda l’utilizzo di rinnovabili nel settore trasporti andrebbe incentivato sia lo sviluppo dell’elettrificazione con energia elettrica rinnovabile, sia lo sviluppo dei biocarburanti avanzati (biometano e bio GNL in particolare);
    • Inserimento e valorizzazione dei contributi di economia circolare e bioeconomia, che il PNIEC sottovaluta.
    • Istituzione di un fondo nazionale per la transizione energetica e conseguente dotazione di strumenti e risorse adeguate, in quanto la transizione energetica non può essere esclusivamente finanziata da strumenti ordinari. Il Fondo dovrebbe trarre beneficio, secondo il Consiglio, delle risorse provenienti dal comparto dell’efficienza energetica, dai proventi dell’ETS, dall’allocazione di una parte di sussidi dannosi per l’ambiente e da una parte delle risorse messe a disposizione con sistema di carbon pricing, neutro da un punto di vista fiscale.

    Per consultare il testo approvato dal Consiglio Nazionale della Green Economy: Risoluzione del Consiglio Nazionale della Green Economy sul Piano nazionale per l’energia e il clima

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