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GREEN ECONOMY – WWF: “USCIRE DALLA CRISI ECONOMICA E AMBIENTALE? COSTEREBBE SOLO IL 2% DELLA RICCHEZZA GLOBALE ANNUA”

    Peccei Lecture di Achim Steiner – Verso Rio + 20

    Il ‘prezzo’ della transizione verso la green economy: il 2% del PIL mondiale annuo (circa 1300 mld di dollari) fino al 2050 in 10 settori chiave, quali energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    , acqua, pesca e foreste

    Senza la svolta ‘sostenibile’ di RIO + 20: entro 2030 + 20% di habitathabitat
    Termine generico indicante l’ambiente naturale che permette la nascita e lo sviluppo di esseri viventi, animali o vegetali.
    terrestri ‘coltivati’, 13 mln di ettari di foreste in meno l’anno, 100 volte più veloce l’erosione del suolo

    In Italia alcuni primi passi ‘green’: dalla proroga per il 2012 degli incentivi a energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    ed efficienza energeticaefficienza energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
    fino all’agricoltura biologica

    Investire il 2% del PIL mondiale annuo (da 1.053 a 2.593 miliardi di dollari per una media di circa 1300 miliardi di dollari) fino al 2050 in 10 settori chiave dell’economia globale (da energia, acqua, pesca, foreste, fino al riciclaggio dei rifiuti e alla mobilità e agricoltura sostenibili) basterebbe per uscire dalla crisi economica e ambientale e avviare la transizione verso un’economia ‘verde’, basata sulla tutela dell’ambiente e delle risorse naturali, l’equità sociale, l’innovazione tecnologica e con la creazione di nuovi posti di lavoro. Un risultato che si può ottenere anche ‘dirottando’ investimenti già esistenti da settori inquinanti, i cosiddetti sussidi perversi, a combustibili fossili (che ricevono sussidi annuali tra i 400 e 600 miliardi di dollari), pesticidi o fertilizzanti.

    E’ il ‘manifesto’ della green economy emerso dall’intervento di Achim Steiner, sottosegretario generale dell’ONU e direttore esecutivo dell’UNEP (il Programma Ambiente delle Nazioni Unite), durante l’Aurelio Peccei Lecture 2012, la conferenza accademica annuale intitolata al fondatore del Club di Roma,organizzata oggi a Roma dal WWFWWF
    Organizzazione che promuove la tutela e la conservazione della natura attraverso la preservazione della diversità biologica a livello di geni, specie ed ecosistemi. Il WWF sostiene numerose iniziative a favore della sostenibilità ambientale, contro l’inquinamento e l’uso irrazionale dell’energia e delle risorse, coinvolgendo l’opinione pubblica e volontari di tutto il mondo.
    Italia e dalla Fondazione Peccei in collaborazione con UniCredit, e dedicata al vertice mondiale sullo sviluppo sostenibilesviluppo sostenibile
    Lo sviluppo sostenibile è quel tipo di sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere il futuro delle generazioni a venire. I tre obiettivi dello sviluppo sostenibile sono: prosperità economica, benessere sociale e limitato impatto ambientale. La prima definizione, risalente al 1987, è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland, poi ripresa successivamente dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU.
    di Rio+20 di giugno, sotto il titolo “Imparare a vivere su un unico pianeta”. Nel suo unico appuntamento in Italia prima del Summit, e alla vigilia dell’evento mondiale WWF contro i cambiamenti climatici e per lo sviluppo sostenibile “L’Ora della Terra”, Achim Steiner ha anticipato i principali problemi e le relative soluzioni che saranno affrontati al tavolo dei negoziati di Rio (sintetizzate non a caso nel recente rapporto sulla ‘Green Economy’ dell’UNEP). Hanno partecipato Staffan de Mistura, sottosegretario agli Esteri, Paolo Fiorentino, Chief Operating Officer di Unicredit, Roberto Peccei, presidente della Fondazione Aurelio Peccei, e Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia.

    “In un mondo popolato da 7 miliardi di persone (ma saremo oltre 9 miliardi entro il 2050), dove negli ultimi 25 anni il 60% dei servizi che gli ecosistemi offrono al benessere e all’economia umana è stato degradato o utilizzato in modo non sostenibile, la green economy può essere la chiave di volta per riemergere dalla crisi mondiale e programmare un’economia che non scinda il profitto da equità sociale e tutela dell’ambiente – ha detto Achim Steiner, direttore esecutivo dell’UNEP – Il Summit di Rio rappresenta un’opportunità unica per accelerare questa transizione e affermare una nuova economia globale che incoraggi e premi lo sviluppo sostenibile.”

    Se perdiamo questa occasione le conseguenze attuali e futurefuture
    Contratto a termine standardizzato, stipulato all’interno di un mercato regolamentato, in cui chi lo sottoscrive si prende l’obbligo di acquistare o vendere un determinato bene ad una data e prezzo prefissati.
    sarebbero drammatiche. Ogni anno spariscono 13 milioni di ettari di foreste nel mondo (una superficie pari a quella della Grecia); il 24% del territorio globale, a seguito dell’uso non sostenibile, ha già risentito di declini in termini di salute e di produttività nell’ultimo quarto di secolo; alcune tipologie di agricoltura convenzionale e intensiva stanno innescando livelli di erosione del terreno a ritmi circa 100 volte superiori rispetto a quelli con cui la natura è in grado di ricreare il terreno. Inoltre se non cambieranno le modalità di gestione del territorio, entro il 2030 più del 20% degli habitat terrestri – come foreste, torbiere e praterie – prendendo in considerazione solo i paesi in via di sviluppo, potrebbe essere convertito a terreni agricoli, aggravando così le perdite di vitali servizi ecosistemici e della biodiversità. Nel frattempo le emissioni di gas serra continuano a crescere, spingendo il pianeta verso la soglia dei 2 °C, al di sopra della quale gli scienziati temono che i cambiamenti ambientali potrebbero divenire irreversibili. […]

    I 10 SETTORI CHIAVE E LE ‘VOCI DI SPESA’. Sono 10 i settori chiave su cui secondo Steiner si deve investire il 2% del PIL globale annuale per avviare la transizione verso la green economy:

      Agricoltura sostenibile: 108 miliardi di dollari di investimenti
      Efficienza energetica per l’edilizia: 134 miliardi di dollari
      Rifornimenti energetici: oltre 360 miliardi di dollari
      Pesca sostenibile: circa 110 miliardi di dollari di investimenti, eliminando l’overfishing (il sovra sfruttamento degli stock ittici) e riducendo la capacità distruttiva delle flotte pescherecce
      Foreste: 15 miliardi di dollari per gli ecosistemi forestali con l’ottenimento anche di importanti benefici per la lotta al cambiamento climatico
      Industria ‘green’ (inclusa quella manifatturiera): oltre 75 miliardi di dollari
      Turismo responsabile: circa 135 miliardi di dollari
      Mobilità sostenibile: oltre 190 miliardi di dollari
      Rifiuti (per esempio per il riciclaggio): circa 110 miliardi di dollari
      Acqua (incluse le azioni per i servizi sanitari): circa 110 miliardi di dollari

    In particolare per il settore energetico, investire circa l’1,15% del PIL globale ogni anno nel settore dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili potrebbe ridurre la domanda di energia primariaenergia primaria
    Energia riferita direttamente al combustibile impiegato nelle centrali di produzione elettrica. È definita primaria perché deriva direttamente dallae caratteristiche della fonte, così come si trova in natura, senza trasformazioni in nessun’altra forma.
    a livello globale del 9% nel 2020, e fino quasi al 40% entro il 2050 con un aumento dei livelli occupazionali di 1/5 rispetto a quanto accadrebbe in un normale scenario commerciale, in quanto le energie rinnovabili dovrebbero raggiungere il 30% della quota della domanda primaria di energia globale entro la metà del secolo. Inoltre i risparmi in termini di capitale e di combustibile per la generazione di energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    , nello scenario di un’economia verde, sarebbero in media pari a 760 miliardi di dollari l’anno tra il 2000 e il 2050.

    L’ITALIA: PRIMI PASSI VERSO UN’ECONOMIA ‘VERDE’. Secondo Achim Steiner, in alcuni settori l’Italia ha abbracciato la transizione verso un’economia green. Il 33% delle piccole e medie imprese italiane sta adottando tecnologie finalizzate a ridurre l’impatto ambientaleimpatto ambientale
    L’insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l’avvio di una determinata attività ha sull’ambiente naturale circostante.
    , e poco meno del 50% ha avviato investimenti nel fotovoltaico, o li sta valutando, stando a uno studio pubblicato lo scorso anno da Fondazione Impresa. L’Italia, che è già il secondo mercato al mondo per il fotovoltaico, ha prorogato al 2012 il suo regime di tariffe incentivanti e sta sostenendo attivamente l’espansione e la diffusione dei piccoli generatori eolici di potenzapotenza
    Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
    inferiore a 1Mw mediante una tariffa speciale. L’Italia è anche nella top ten dei paesi del mondo con il maggior numero di ettari di terreno coltivati con metodo biologico, seguendo di poco la Cina e quasi al pari con la Germania.

     

    Fonte: WWF, 30/03/2012

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