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GREENPEACE: CLASSIFICA EMISSIONI CO2 IN ITALIA

    DA ENEL PIÙ DI UNA TONNELLATA AL SECONDO

    Enel continua a vantare prestazioni ambientali d’eccellenza, sostenibilità e primati di efficienza. Ma appena dietro la propaganda pubblicitaria rimane l’azienda più nociva per il clima, in Italia, anche nel 2011.

    È questo il dato principale che emerge dalla classifica presentata oggi da Greenpeace relativa alle emissioni di anidride carbonica anidride carbonica
    (CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

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    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosferaatmosfera
    Involucro di gas e vapori che circonda la Terra, costituito prevalentemente da ossigeno e da azoto, che svolge un ruolo fondamentale per la vita delle specie, perché fa da schermo alle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Essa si estende per oltre 1000 km al di sopra della superficie terrestre ed è suddivisa in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera.
    , fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).dei grandi gruppi industriali nell’anno trascorso.

    Con 36,8 milioni di tonnellate di CO2 emesse in un anno (4,6 in più rispetto alle quote assegnate all’azienda), Enel detiene un primato negativo difficilmente avvicinabile. Le sue emissioni continuano a crescere nonostante la crisi: nel 2010 le sue emissioni erano di 34,2 milioni di tonnellate. Enel da sola produce poco meno, in termini di emissioni, delle principali aziende elettriche sue concorrenti messe insieme.

    La quantità di CO2 di cui è responsabile è pari alla somma delle emissioni attribuite al comparto dell’acciaio e del cemento e rappresenta circa il 30% dell’intero settore termoelettrico, inoltre emette circa il 55% in più di CO2 di quanto attribuito ai grandi gruppi di raffinazioneraffinazione
    Insieme di processi fisico-chimici che consentono di trasformare il petrolio in combustibili con caratteristiche appropriate agli utilizzi finali. La prima fase del procedimento di raffinazione del petrolio greggio è la separazione delle componenti di diverso peso molecolare: quelle più pesanti (che hanno un punto di ebollizione maggiore e che sono destinate alla produzione di oli lubrificanti, cere, …) rimangono nella parte bassa della colonna di frazionamento, mentre quelle più leggere (tra cui benzina, GPL, jet fuel, …) risalgono verso l’alto e possono essere facilmente asportate. Successivamente si procede con altri processi (crackingcracking
    Processo chimico utilizzato nell’industria di trasformazione petrolifera per convertire le frazioni pesanti del petrolio in frazioni più leggere. Esso consiste nel rompere (dall’inglese crack)  le grosse molecole complesse di idrocarburi ad alta temperatura in presenza di opportuni catalizzatori.
    , visbreaking, reforming, …), con trattamenti di purificazione più o meno complessi e aggiunta di additivi.
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    “Enel potrebbe spendere un po’ più di soldi nel diventare un’azienda moderna e sostenibile e un po’ meno nel riverniciare di verde la sua immagine – ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna EnergiaEnergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    e Clima di Greenpeace. – La sua nuova campagna pubblicitaria, con cui celebra il cinquantenario, chiede retoricamente agli italiani “quanta energia c’è in un attimo?”

    Ecco, noi possiamo dire quanta CO2 di Enel c’è in un secondo, ogni anno, da molti anni a questa parte: più di una tonnellata. Dunque, invece di “milioni di attimi” bisognerebbe parlare di “milioni di tonnellate”.

    La prima cosa che Enel deve fare per cambiare indirizzo è convertire la sua produzione elettrica a carbonecarbone
    Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
    I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
    ». Greenpeace chiede a Enel di dimezzare la sua produzione a carbone entro il 2020 e di azzerarla al 2030; di rinunciare ai progetti di nuove centrali a carbone e di sostituire la sua produzione a carbone fonti pulite e rinnovabili.

    L’associazione ambientalista ha lanciato da due mesi una campagna per denunciare gli impatti ambientali, sanitari ed economici dell’Enel in Italia: chiunque può seguirla e sostenerla sul sito: www.FacciamoLucesuEnel.org

    Fonte: Greenpeace, 14/06/2012

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