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I QUATTRO PUNTI CARDINALI DEL BILANCIO ENERGETICO GLOBALE 2012

    Quali sono i principali criteri di valutazione del bilancio energeticobilancio energetico
    Rappresentazione dei flussi energetici (produzione, importazione, trasformazione, utilizzazione, esportazione) di una certa area (ad esempio uno Stato o una Regione) o di un soggetto (ad esempio un Gruppo aziendale, un’unità abitativa, ecc…) in un periodo di tempo definito. Esistono diversi tipi di bilanci energetici a seconda che si consideri energia primaria o energia elettrica. Nel bilancio energetico vengono indicate le diverse quantità di energia necessarie al soddisfacimento del fabbisogno: in tal senso esso può rappresentare un valido strumento di controllo dei consumi e, di conseguenza, di risparmio energetico.
    globale del 2012?

    Ce lo rivela un recente Rapporto di Enerdata – società di ricerca e consulenza specializzata nel settore energetico, che annovera tra i suoi clienti alcune tra le principali società energetiche al mondo nonché svariate agenzie governative.

    Nel suo Rapporto Enerdata ha fatto il punto sulla domanda mondiale di energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    sulla base dei dati relativi ai Paesi del G20 (80% dei consumi energetici mondiali).

    Nell’edizione 2012, afronte di molte riconferme rispetto ai trend emersi negli scorsi anni, spiccano all’occhio significative variazioni relative alla composizione del mix energetico, in particolare se si guarda al ruolo di carbonecarbone
    Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
    I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
    e gas; ed al crescente peso dei BRICS – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – che stanno guidando la crescita, seppur minima, della domanda mondiale di energia.

    +1% >>> E’ la percentuale di crescita della domanda globale di energia

    Con un – 0,5% in Europa ed un +2% negli Stati Uniti, non sorprende che l’incremento della domanda energetica a livello globale sia stato guidato dai cosiddetti BRICS – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – con un aumento dei consumi energetici pari al 3,7% su un totale di 6.800 TWh. Tutto ciò nonostante il brusco rallentamento dei consumi di energia in Cina (4% contro l’8% nel 2011).

    +2,1% >>> E’ la percentuale di crescita economica globale

    Rapportando questo valore alla percentuale di crescita della domanda energetica globale se ne deduce una diminuzione dell’intensità energetica su scala mondiale. In altri termini ad ogni unità di PIL ha corrisposto un minor consumo energetico.

    + 1,4% >>> E’ la percentuale di incremento delle emissioni di CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    (+31,6 miliardi di tonnellate)

    Nonostante vi sia stata una diminuzione dell’intensità energetica, l’energia che è stata prodotta è stata generata con mezzi più inquinanti. Questo a causa dell’aumentato consumo di carbone da parte dei Paesi europei nonché dei BRICS. Va inoltre sottolineato il forte peso della Cina che da sola consuma il 50% del carbone ed il 16% del petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    impiegato dai Paesi del G20.

    Gas vs Carbone

    A partire dal 2010 gli Stati Uniti hanno dato il via ad un processo di sostituzione del carbone a favore del gas di scisto per la generazione di energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    . Come risultato di questa sovrabbondanza di carbone, gli Stati Uniti hanno praticamente raddoppiato le loro esportazioni verso l’Europa a prezzi molto competitivi. Le aziende elettriche europee, al contrario dei competitor statunitensi, sono così tornate al carbone riducendo i loro consumi di gas. La quota del carbone nel mix energetico dei Ventisette è quindi salita in un anno dal 27% a quasi il 30%, a spese del gas, che dal 21% è sceso al 17%.

     

    ↑ peso dei BRICS + ↑ impiego del carbone in Europa = ↑ emissioni di CO2

     

    In sintesi, a livello globale, queste tendenze si traducono in un aumento delle emissioni di CO2 (+1,4%) superiore all’incremento della domanda energetica (+1%). Ciò è dovuto principalmente all’aumento del peso del carbone nel mix energetico dei BRICS e degli UE27. Il maggiore utilizzo di carbone in Europa ha quindi vanificato gli effetti benefici della crescente quota di energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    (molto ingente è stata la crescita della produzione di energia solareenergia solare
    Energia radiante derivante dal Sole e che raggiunge la Terra sotto forma di radiazione elettromagnetica. Ad oggi esistono fondamentalmente due modi per sfruttare l’energia solare direttamente: attraverso i pannelli solari (per la produzione di energia termica ed elettrica), pannelli fotovoltaici (per la produzione di energia elettrica). L’energia dal Sole è fondamentale anche per lo sviluppo delle altre forme di energia rinnovabili (per esempio per la crescita della biomassa, per i moti dei venti, per il ciclo idrologico delle acque, ecc..).
    : +50%).

    Questi due fenomeni sono stati purtroppo più decisivi rispetto alla riduzione delle emissioni di CO2 (-200 milioni di tonnellate) registrata negli Stati Uniti come conseguenza diretta dell’utilizzo del gas di scisto. Va infine detto che anche l’abbandono quasi totale del nuclearenucleare
    Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
    in Giappone (sostituito in gran parte da fonti energetiche fossili) ha contribuito ad aumentarne le emissioni: +5,7% nonostante un calo nel consumo di energia del 3%.


    Redazione
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