NewsAmbienteStakeholder energiaProtocollo Di KyotoIbl-istituto Bruno Leoni

IBL: EMISSIONI CO2, CARBON TAX SOLUZIONE MIGLIORE DELL’ETS

    Il mercato europeo delle emissioni di CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    non funziona e non può funzionare. Per ridurre le emissioni senza impedire il funzionamento del mercato, lo strumento più appropriato è quello della carbon taxcarbon tax
    Come dice la parola stessa è una tassa sulle emissioni di CO2 causate dalla combustione di fossili, nata per far ricadere gli oneri ambientali e finanziari derivanti dall’immissione di gas serra in atmosfera ai soggetti responsabili.
    . Lo sostengono gli economisti Stefano Clò e Emanuele Vendramin in uno Special Report dell’Istituto Bruno Leoni, intitolato “Is the ETS still the best option? Why opting for a carbon tax“.

    Clò e Vendramin mostrano come l’Emissions TradingTrading
    Attività di acquisto e/o di vendita di prodotti (materie prime o commodities) sui mercati internazionali.
    Scheme
    , nei suoi primi anni di vita (2005-2011) non sia stato in grado di indirizzare gli investimenti verso le tecnologie meno inquinanti, principalmente a causa dell’impossibilità di trasmettere un segnale di prezzo chiaro e stabile nel tempo. In più esso ha creato costi burocratici e complessità politiche di cui oggi l’Europa fatica a liberarsi.

    Al contrario, l’introduzione di una carbon tax avrebbe consentito di raggiungere risultati migliori: “avremmo osservato una maggiore riduzione delle emissioni attraverso il cambiamento del mix di combustibili. In particolare, nel 2005-2010 una carbon tax avrebbe consentito una maggior riduzione delle emissioni nel settore elettrico di almeno 7 milioni di tonnellate di CO2 all’anno se fissata al livello di 15 euro / tonnellata, e di 65 milioni di tonnellate di CO2 all’anno con una imposta di 30 euro / tonnellata”.

    Aggiunge Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’IBL: “la carbon tax ha il vantaggio di cancellare gli effetti distorsivi dell’ETS, e di essere relativamente meno esposta alle manipolazioni politiche per favorire questo o quello stakeholder. Tuttavia, per essere veramente efficace la carbon tax deve essere anche uno strumento di semplificazione: essa non deve aggiungersi agli strumenti attualmente impiegati nell’ambito delle politiche climatiche, ma deve sostituire tutto ciò che va dall’ETS ai sussidi alle fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    . Inoltre è essenziale che essa sia costruita in modo da non incrementare la pressione fiscale: il suo gettito va interamente dedicato alla riduzione di altre imposte più distorsive, come per esempio la tassazione sul lavoro e, in Italia, l’Irap. Se utilizzata come strumento di riordino del sistema fiscale, una carbon tax può anche avere un effetto pro-crescita”.

    Lo Special Report di Stefano Clò ed Emanuele Vendramin è liberamente disponibile qui (PDF).

    Fonte: IBL – Istituto Bruno Leoni, 14/05/2012

     

    Tags
    Show More

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Back to top button