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IBL: PRIVATIZZARE PER RIDURRE I PREZZI ELETTRICI

    La forte presenza di imprese controllate dal settore pubblico ha l’effetto di ridurre la concorrenza e aumentare i prezzi dell’elettricità.

    Lo sostengono Mattia Bacciardi e Carlo Stagnaro nel Briefing Paper “La centrale pubblica scaccia quella privata“.

    Per Bacciardi e Stagnaro

    la proprietà pubblica della produzione di elettricità è parzialmente responsabile dei prezzi più elevati del mercato a pronti italiano.

    Come la privatizzazione non è di per sé sufficiente a garantire la competitività del mercato in un settore storicamente caratterizzato dall’integrazione verticale degli operatori come quello elettrico, così la liberalizzazione da sola non evita il rischio di comportamento strategico.

    La separazione proprietaria della rete elettricarete elettrica
    Insieme delle linee elettriche, delle stazioni elettriche e delle cabine elettriche adibite alle operazioni di trasmissione e distribuzione dell’elettricità. La rete elettrica può essere ad alta tensione (da 40 a 380 kV), a media tensione (da 1 a 30 kV) o bassa tensione (380 V).
    nazionale dall’incumbent, la creazione di una borsa dell’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    indipendente e lo smantellamento del precedente monopolio pubblico in generatori indipendenti (GenCoGenCo
    Letteralmente Generation Companies, ovvero società a cui il gruppo Enel ha dovuto cedere alcuni impianti (per una potenza complessiva di 15.000 MW) come stabilito dal Decreto Bersani. Dal 2003, infatti, nessuna società può produrre o importare più del 50 % dell’energia elettrica prodotta o importata in Italia per garantire una situazione di concorrenza tra più operatori.
    ) sono tutti passi necessari verso la creazione di un mercato elettricomercato elettrico
    Mercato dove si effettua l’acquisto e la vendita di energia elettrica attarverso un sistema di contratti bilaterali o attraverso la borsa elettrica. Il prezzo viene determinato dall’incontro tra la domanda e l’offerta di energia elettrica da parte dei vari operatori che vi partecipano.
    competitivo. Tuttavia, lo Stato non dovrebbe svolgere contemporaneamente il ruolo di arbitro e giocatore.

    Allo stesso modo, le amministrazioni comunali che partecipano in società produttrici possono scoraggiare l’ingresso di potenziali concorrenti privati per mezzo di interferenze legali, o possono semplicemente rallentare la costruzione di nuove centrali elettriche negando le autorizzazioni.

    L’implicazione politica più immediata di questi risultati è che il governo e le amministrazioni comunali dovrebbero vendere loro azioni, ponendo così fine a un conflitto di interessi che riduce il benessere sociale“.

     

    Il Briefing Paper “La centrale pubblica scaccia quella privata” di Mattia Bacciardi e Carlo Stagnaro è liberamente disponibile qui (PDF).

     

    Fonte: IBL – Istituto Bruno Leoni

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