ArticoliAutore: G.B. Zorzoli

Idroelettrico: Semplificare la normativa per autorizzare gli impianti non basta

L'iter autorizzativo per l'installazione di impianti idroelettrici trova diversi ostacoli di natura burocratica e sociale. Ma alcune soluzioni possono rappresentare punti di svolta.

    L’iter autorizzativo per l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica trova spesso ostacoli di natura burocratica e soprattutto sociale. Con particolare riferimento agli impianti idroelettrici il Prof. G.B. Zorzoli (Presidente Onorario Coordinamento FREE – Docente Master Energia e Ambiente Università Roma Tre) individua nel coinvolgimento dei cittadini e nell’utilizzo di alcune soluzioni (PPA, promozione autoconsumo, promozione comunità energetiche) gli strumenti ideali per semplificare l’iter autorizzativo.

     

    I dati dell’osservatorio Nimby parlano chiaro. Nel 2017, il 57,41% dei 317 impianti contestati in Italia apparteneva al comparto energetico e il 73,33% di quelli per la produzione di energia elettrica era alimentato da una fonte rinnovabile.

    Tra i tanti pregi la generazione distribuita ha un inconveniente, è invasiva: salvo quando è installata su una copertura, occupa territorio e in un paese dove per decenni del territorio si è fatto scempio e le istituzioni non godono di buona stampa; il no a priori è la risposta più semplice alla proposta di un nuovo insediamento produttivo.

    Semplificare la normativa per l’autorizzazione degli impianti, oggi farraginosa e spesso inutilmente complicata, non basta. Anche se le Regioni rispettassero i tempi previsti per gli iter autorizzativi e bocciassero solo i progetti con impatto ambientale negativo, alla fine la partita si gioca sempre a livello locale e la sfiducia crescente dei cittadini verso le istituzioni non rende sufficienti nemmeno i riconoscimenti economici ai Comuni interessati.

    L’86% dell’opposizione a nuovi insediamenti viene da comitati locali, da esponenti politici, da enti pubblici (prevalentemente amministrazioni comunali). Se una parte rilevante degli abitanti nell’area si dimostrasse favorevole all’investimento, difficilmente politici e sindaci appoggerebbero eventuali comitati locali.

    In presenza di una tendenziale scarsità d’acqua, provocata dal cambiamento climatico, gli impianti mini-idro sono tra quelli più contestati.

    Occorre quindi coinvolgere preventivamente e direttamente i cittadini e oggi disponiamo di soluzioni per farlo, già sperimentate in Italia o altrove.

    È importante promuovere l’autoconsumo, soprattutto collettivo, per il quale, oltre a strumenti consolidati (cooperative e gruppi di acquisto), si può ricorrere alle comunità energetiche locali, normate dalle nuove Direttive europee.

    Quella sulle rinnovabili istituisce la “comunità energetica rinnovabile” (CER), un soggetto giuridico basato sulla partecipazione aperta e volontaria, autonomo e controllato da azionisti o membri (persone fisiche, PMI o autorità locali) situati nelle vicinanze degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, che appartengono e sono sviluppati dalla CER.

    La Direttiva sul mercato elettrico istituisce invece la “comunità energetica dei cittadini” (CEC), un  soggetto giuridico fondato sulla partecipazione volontaria e aperta ed effettivamente controllato da membri o o soci che sono persone fisiche, autorità locali o PI. La CEC ha lo scopo di offrire ai membri o soci o al territorio in cui opera benefici ambientali, economici o sociali, e può partecipare alla generazione, anche da fonti rinnovabili, alla distribuzione, alla fornitura, al consumo, all’aggregazione, allo stoccaggio dell’energia, ai servizi di efficienza energetica, o a servizi di ricarica per veicoli elettrici o fornire altri servizi energetici ai suoi membri o soci.

    Il consenso alla costruzione di un impianto mini-idro può essere ottenuto promuovendo una CEC o una CER e accompagnando l’iniziativa con l’offerta a prezzi favorevoli dell’energia che sarà prodotta dall’impianto. La CEC è la soluzione più semplice, in quanto non è tassativamente previsto che abbia la proprietà dell’impianto. È quindi anche la più conveniente per i soci, in quanto sono sollevati dagli oneri di finanziamento e dalla responsabilità di realizzare e gestire l’impianto, garantendo la fornitura dei kWh secondo il profilo concordato. Se localmente è preferita una CER, la proposta più favorevole per i soci è realizzare l’impianto mini-idro, poi venderlo alla Comunità e gestirlo per conto loro, secondo la formula contrattuale Build, Sell, Operate (BSA). In entrambi i casi si può offrire in aggiunta un pacchetto dei servizi elencati per la CEC.

    Per la vendita dell’energia a prezzi costanti e competitivi sono oggi disponibili particolari forme di contratti a lungo termine, i Corporate Power Purchase Agreement (PPA).  Concepiti proprio per facilitare la bancabilità di un progetto di impianto di produzione con fonte rinnovabile, in quanto il finanziamento viene richiesto presentando un accordo di compravendita già stipulato, e caratterizzati da clausole destinate a coprire il rischio volume (ritiro di tutta l’energia prodotta), il rischio mercato (legato principalmente alla volatilità dei prezzi), il rischio solvibilità (legato alla controparte acquirente), i Corporate PPA stanno crescendo esponenzialmente (Fig. 1).

    Fig. 1: Global corporate PPA volumes. Fonte: BloombergNEF

    In Italia nell’ultimo anno ne sono stati stipulati per più di 500 MW, pari a circa il 4% di quelli mondiali.

    Un altro strumento per facilitare il permitting è il crowfunding, realizzato in Italia per la prima volta proprio per un impianto mini-idro sul Fiume Sesia nel Comune di Palestro (Pavia), all’interno del comprensorio del Consorzio Irriguo Est-Sesia. Con una potenza di 4.500 kW, è un impianto ad acqua fluente di piccola derivazione, che sfrutta un salto idraulico di 3,85 m con una portata media di 32 metri cubi al secondo.

    Edison ha coinvolto anticipatamente i residenti nelle Province di Pavia, Vercelli e Novara nel progetto e nella realizzazione della centrale, contribuendovi con un importo compreso tra 100 e 5.000 euro. Ogni prestatore beneficerà di un tasso di interesse fisso annuo lordo pari al 7% se residenti nelle Province di Pavia, Vercelli e Novara; 5% annuo lordo per i residenti in altre Province in possesso di un contratto luce, gas o servizi di Edison Energia; 4% annuo lordo per tutti gli altri. Il progetto, autorizzato nel 2016, ha visto l’apertura dei lavori di costruzione a febbraio 2018., pur trattandosi di un impianto di dimensioni ragguardevoli (Fig. 2).

    Fig. 2: Impianto mini-idroelettrico sul fiume Sesia nel Comune di Palestro, Pavia.

    Oltre a facilitare il permitting, l’adozione di questi strumenti consente ai consumatori di acquisire il ruolo centrale nel sistema energetico, auspicato dalle nuove Direttive europee.

    Articolo realizzato dal Prof. G.B. Zorzoli (Presidente Onorario Coordinamento FREE – Docente Master Energia e Ambiente Università Roma Tre) per Orizzontenergia.

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