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Idrogeno: A Roma la prima stazione di produzione e rifornimento per veicoli

    Nasce la prima stazione di produzione e rifornimento di idrogenoidrogeno
    Primo elemento della tavola periodica, presente sulla Terra in forma combinata, soprattutto nell’acqua e nei composti organici. Esso è costituito da 3 isotopi: prozio (cioè l’idrogeno propriamente detto) per più del 99.9 %, il deuterio e il trizio. La forma molecolare dell’idrogeno (H2) dà origine ad un gas inodore, incolore, altamente infiammabile e molto più leggero dell’aria (ecco perché lo si trova in bassissime concentrazioni in atmosfera).
    nel Lazio
    grazie alla collaborazione tra ENEA e Centro Interuniversitario di Ricerca Per lo Sviluppo sostenibileSviluppo sostenibile
    Lo sviluppo sostenibile è quel tipo di sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere il futuro delle generazioni a venire. I tre obiettivi dello sviluppo sostenibile sono: prosperità economica, benessere sociale e limitato impatto ambientale. La prima definizione, risalente al 1987, è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland, poi ripresa successivamente dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU.
    (CIRPS), nell’ambito del progetto 3Emotion, promosso dalla Piattaforma europea per l’idrogeno e le celle a combustibile (FCHJU) e finanziato dall’Unione europea e, per l’Italia, dalla Regione Lazio con circa 2 milioni di euro.

    Il punto di ricarica, che verrà realizzato all’incrocio tra il Grande Raccordo Anulare e l’autostrada Roma-Fiumicino, servirà al momento per rifornire cinque autobus a idrogeno per la città di Roma. “L’ENEA si occuperà dei sistemi di produzione idrogeno, tecnologie consolidate che però dovranno essere opportunamente selezionate e integrate tra di loro per assicurare la quantità e la qualità dell’idrogeno richiesto per la circolazione degli autobus, all’incirca 400 kg a settimana”, sottolinea Giulia Monteleone dell’ENEA. “Sulla base delle loro caratteristiche tecniche – conclude la ricercatrice ENEA – abbiamo già predisposto la progettazione degli elettrolizzatori che saranno alimentati in parte dalla rete elettricarete elettrica
    Insieme delle linee elettriche, delle stazioni elettriche e delle cabine elettriche adibite alle operazioni di trasmissione e distribuzione dell’elettricità. La rete elettrica può essere ad alta tensione (da 40 a 380 kV), a media tensione (da 1 a 30 kV) o bassa tensione (380 V).
    e in parte da un campo di pannelli fotovoltaici ancora da costruire. Ma la richiesta di ‘carburante’ per gli autobus potrà essere integrata con idrogeno compresso acquistato da fornitori di gas tecnici
    ”.

    Il progetto 3Emotion (Environmentally friendly Efficient Electric Motion) coinvolgerà per tre anni e mezzo altre cinque città europee (Aalborg in Danimarca, Versailles e Pau in Francia, Rotterdam in Olanda e Londra in Inghilterra), che sperimenteranno insieme a Roma un sistema di trasporto pubblico a zero emissionizero emissioni
    Obiettivo che si sono posti numerosi governi per la riduzione delle emissioni derivanti dai processi produttivi. Questo è possibile attraverso azioni di risparmio energetico e di miglioramento delle efficienza dei processi. Un esempio potrebbe essere l’instaurazione di un ciclo virtuoso per cui i rifiuti e le scorie di un’industria divengono materia prima per un’altra, valorizzando così tutte le risorse coinvolte. 
    , basato su autobus a fuel cell e stazioni di rifornimento di idrogeno
    . In questo modo la Capitale diventerebbe la seconda città d’Italia ad avere un punto di produzione e ricarica per veicoli a idrogeno, dopo quello di Bolzano in Trentino-Alto Adige, dove il ‘carburante’  viene prodotto grazie a pannelli fotovoltaici, che generano l’energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    necessaria agli elettrolizzatori per produrre idrogeno a partire dall’acqua.

    In Europa il costo dell’idrogeno è di €9,50/kg ma l’obiettivo è di portarlo a €5/kg entro il 2025. “Per raggiungere questo risultato – aggiunge Monteleone –  serve un’infrastruttura per la mobilità sostenibile diffusa a livello europeo e nazionale, come quella a idrogeno su cui l’Italia ha varato un piano strategico al 2050, che è stato accettato e incluso nel decreto legislativo 257/2016 per la realizzazione di una rete di distribuzionedistribuzione
    Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
    di combustibili alternativi
    ”.

    Per implementare l’infrastruttura che supporti l’incremento di questa forma di mobilità sostenibile, scienziati, accademici, politici e imprenditori si confronteranno fino al 15 dicembre a Napoli nell’ambito della 7a edizione dell’evento internazionale dedicato alla ricerca su celle a combustibile e idrogenoEuropean Fuel Cell Technology & Applications”, organizzato da ENEA, consorzio Atena, Università di Napoli Parthenope e Università di Perugia. Per questa manifestazione la Piattaforma europea FCH JU ha messo a disposizione due autovetture alimentate a idrogeno – una Toyota Mirai e una Hyundai IX35, dotate di un’autonomia di circa 600 km. Le due macchine, di cui una guidata da un ricercatore ENEA del Dipartimento Tecnologie energetiche dell’ENEA, sono state protagoniste di un tour europeo iniziato il 5 dicembre da Bruxelles e terminato l’11 con l’arrivo a Napoli, dopo aver fatto tappa a Bolzano, Firenze e Roma, per promuovere una mobilità sempre più green, visto che le due automobili – tra le poche attualmente sul mercato con sistema di alimentazione a idrogeno – sono a zero emissioni e rilasciano come gas di scaricoscarico
    Qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Sono esclusi i rilasci di acque previsti all’art. 114 (rilasci da diga).
    solo vapore acqueo.

     

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