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Idrogeno: Stato attuale e prospettive future a livello italiano, europeo ed internazionale.

    Il mercato dell’idrogenoidrogeno
    Primo elemento della tavola periodica, presente sulla Terra in forma combinata, soprattutto nell’acqua e nei composti organici. Esso è costituito da 3 isotopi: prozio (cioè l’idrogeno propriamente detto) per più del 99.9 %, il deuterio e il trizio. La forma molecolare dell’idrogeno (H2) dà origine ad un gas inodore, incolore, altamente infiammabile e molto più leggero dell’aria (ecco perché lo si trova in bassissime concentrazioni in atmosfera).
    , ad oggi, è quasi interamente determinato dal settore automotive: veicoli con celle a combustibile, appeal del settore e reti di stazioni di rifornimento, spiega nel corso dell’articolo  Giuseppe Spazzafumo (Membro CDA – Hypothesis), rendono la risorsa idrogeno determinata dalle politiche dell’industria dell’auto. Se l’Italia si trova attardata nella ricerca di soluzioni incentrate sull’idrogeno, alcuni paesi stanno già implementando questa risorsa sulle applicazioni residenziali. 

     

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    In generale si può dire che parlare oggi di idrogeno significa parlare di veicoli con celle a combustibile. E non perché sia l’unico settore di impiego, altrimenti non si parlerebbe di hydrogen economy. I motivi sono almeno tre, di cui uno soltanto tecnico.

    Il motivo principale è connesso al fatto che le cosiddette roadmaps sono dettate dalle case automobilistiche. E questo indirizza l’uso dell’idrogeno non tanto verso i veicoli in generale, ma verso quelli con celle a combustibile, benché sulla attuale razionalità di questa scelta si potrebbe aprire una discussione.

    Il secondo motivo lo definirei di marketing: le automobili rubano sempre la scena quando possibile. Non a caso, io stesso, proposi nel 2000 di usare un’auto a idrogeno come safety car nei gran premi di F1 per lanciare un forte messaggio sulla sicurezza dell’idrogeno.

    Il motivo tecnico è che un sistema energetico in cui l’idrogeno si affianchi, come vettore, all’energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    trova il suo maggior ostacolo nella modalità di distribuzionedistribuzione
    Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
    , ragion per cui si sta gradualmente cercando di costruire una rete di stazioni di rifornimento con produzione di idrogeno on-site. Questa soluzione bypassa il problema della distribuzione, giacché è il veicolo che si reca al punto di produzione dell’idrogeno, ma non è praticabile per la comune utenza stazionaria.

    idrogeno

    La maggior parte delle notizie riportate dai media e relative all’idrogeno riguardano, quindi, i modelli di automobili a idrogeno già resi disponibili sul mercato da Hyundai, Toyota e Honda ed il dualismo auto elettrica o auto a idrogeno. Dualismo puramente commerciale, dato che l’auto elettrica va benissimo in città, mentre l’auto a idrogeno è più in linea con il concetto tradizionale di auto avendo già raggiunto, stando a quanto dichiarato da un costruttore, un’autonomia di 800 km.

    A livello nazionale, nonostante una buona produzione scientifica, siamo piuttosto indietro sullo sviluppo dell’infrastruttura, un po’ per mancanza di interesse da parte delle grandi aziende nazionali, un po’ per cronica mancanza di pianificazione energetica. In un certo senso si era partiti meglio degli altri, con l’apertura, oltre 10 anni fa, di una stazione di servizio (AGIP) a Grecciano. Ma, come dimostrato dagli eventi successivi, venne aperta più per la spinta del sig. Benedetti (PIEL) che per reale interesse dell’ENI.

    hydrogen stationOggi la Spagna e la Norvegia hanno 6 stazioni di servizio per veicoli a idrogeno, la Francia e la Danimarca 11, la Gran Bretagna 12, la Germania più di 30. Allargando l’orizzonte al di fuori dell’Europa, ne troviamo una cinquantina negli Stati Uniti ed ancora di più in Giappone. Non è un caso che in Italia l’unica stazione di servizio pubblica operativa sia quella di Bolzano, che si può facilmente raccordare alla rete di stazioni tedesche, e che le prossime stazioni di servizio pianificate si trovino lungo l’autostrada tra Modena e Rovereto.

    Esistono anche altre applicazioni veicolari (bus, scooter, biciclette) o industriali (muletti) che, tuttavia, possiamo definire ancora di nicchia e che non vedono il nostro Paese in prima linea.

    Poche notizie, invece, vengono normalmente diffuse su tutto il resto della filiera, dalla produzione, alla distribuzione, all’accumulo. E, d’altra parte, si tratta, per lo più, di notizie che non hanno impatto sull’utenteutente
    Soggetto che consuma elettricità o gas.
    finale e, quindi, di scarso interesse per i media. Oltretutto, anche nel caso di utenze stazionarie, il collo di bottiglia della distribuzione fa propendere più per soluzioni di produzione on-site, generalmente a partire da gas naturalegas naturale
    Idrocarburo che ha un’origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un’alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    ), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S). e per utilizzo in celle a combustibile.

    Su questo fronte, la distanza tra il Giappone e gli altri paesi si fa ancora maggiore. Il Giappone, infatti, ha puntato sulle applicazioni residenziali, potremmo dire in perfetta solitudine, fin dalla fine del secolo scorso e con il progetto ENE-FARM ha già installato oltre 100.000 stacks e punta a superare 1.000.000 di unità entro il 2020. In Europa ci dobbiamo accontentare del progetto ene.field (860 unità), che vede anche la partecipazione di qualche realtà nazionale (Dolomiti EnergiaEnergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    , tra le utilities, ed Environment Park, sul fronte ricerca).

    In conclusione si potrebbe affermare che, per il momento, si tratta più di una fuel cell economy che di una hydrogen economy. Si è partiti dall’utenza piuttosto che dalla produzione.

     

    Articolo di Giuseppe Spazzafumo per Orizzontenergia

     

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