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“Il caldo e il freddo nel conto del 20-20-20” – Da oggi entra in vigore l’obbligo di rinnovabili negli edifici nuovi e ristrutturati

    Per le Regioni un’occasione di promozione delle rinnovabili termiche

    Roma, 31 maggio 2012 – Entrano in vigore oggi gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    (FER) negli edifici nuovi o in “edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti”, secondo quanto stabilito dall’articolo 11 e dall’allegato 3 del Dlgs n. 28/2011. Lo ricordano gli Amici della TerraAmici della Terra
    Associazione ambientalista presente in Italia dal 1978 che costituisce la rappresentanza italiana di Friends of the Earth International.Gli Amici della Terra promuovono azioni di educazione al rispetto verso l’ambiente, sostenendo iniziative sul territorio affinchè i governi e le istituzioni sovranazionali adottino politiche di sviluppo sostenibile.
    in apertura della seconda giornata della Conferenza sulle rinnovabili termiche, dedicata sia al potenziale delle pompe di calore che agli impegni delle Regioni.

    In base al Dlgs 28/2011 per i consumi “riscaldamento e raffreddamento” degli edifici sottoposti all’obbligo viene previsto che a regime, nel 2017, i consumi di energia termicaenergia termica
    Calore.
    debbano essere coperti da fonti rinnovabili per il 50%. Tale obbligo sarà del 20% a partire dal 31 maggio 2012, del 35% dall’inizio del 2014.

    Oltre agli edifici nuovi, sono sottoposti all’obbligo di consumi termici rinnovabili anche gli edifici esistenti aventi superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati soggetti a ristrutturazione integrale, (nonché gli edifici esistenti soggetti a demolizione e ricostruzione). Si tratta, in tutta evidenza di una definizione molto limitativa, che però le Regioni possono ampliare, ottenendo significativi risultati di diffusione delle rinnovabili termiche, senza oneri per la pubblica amministrazione.

    Fonte: Amici della Terra, 31/05/2012

     

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