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Il nucleare può essere competitivo se il costo del capitale è contenuto e il rischio-paese è limitato

    Lo sostiene Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni, nel Briefing Paper “I veri costi del nuclearenucleare
    Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
    . Perché la Fondazione per lo sviluppo sostenibilesviluppo sostenibile
    Lo sviluppo sostenibile è quel tipo di sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere il futuro delle generazioni a venire. I tre obiettivi dello sviluppo sostenibile sono: prosperità economica, benessere sociale e limitato impatto ambientale. La prima definizione, risalente al 1987, è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland, poi ripresa successivamente dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU.
    non sa di non sapere”, che risponde a un rapporto secondo cui l’atomoatomo
    È il costituente fondamentale della materia, che ne conserva le caratteristiche chimiche e fisiche. Più atomi si legano tra loro per formare aggregati più complessi, ovvero le molecole. L’atomo è costituito da un nucleo, contenente cariche positive e cariche neutre, dove si concentra quasi tutta la sua massa. Tale nucleo, che costituisce il “cuore” dell’atomo è circondato da una nube di elettroni (cariche negative) distribuiti a strati. Le forze che legano gli atomi sono di natura elettrica.
    non sarebbe economicamente conveniente

     

    Per Stagnaro, “ora che la Consulta ha dato un sostanziale via libera al processo di ritorno al nucleare, occorre chiedersi quale contributo questa tecnologia possa dare al nostro paese. La discussione sui costi è largamente oziosa, perché in un sistema liberalizzato ogni valutazione di merito spetta a chi investe, non alla politica. Tuttavia, è importante realizzare che la politica gioca un ruolo importante: se saprà creare condizioni normative e regolatorie stabili, l’atomo potrà effettivamente diventare una componente importante del nostro mix di generazione elettrica“.

    Scrive Stagnaro: “non è possibile giudicare, in astratto, se il nucleare sia competitivo oppure no: ciò dipende da assunzioni relative a variabili specifiche del singolo investimento, e legate sia all’investimento stesso, sia al contesto in cui viene calato. Ciò nonostante, il nucleare ha almeno due caratteristiche che lo rendono potenzialmente attrattivo da un punto di vista economico e finanziario: la stabilità dei costi di generazione al variare dei prezzi del combustibile, e l’assenza di emissioni di CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    “. Piuttosto, conclude Stagnaro, “occorre vigilare sul buon funzionamento del mercato, evitando che l’atomo venga sussidiato. Va però tenuto presente che, laddove eventuali extracosti siano scaricati sui consumatori, si configura non già un limite strutturale del nucleare, ma un problema di competizione che può e deve essere risolto attraverso opportune riforme del mercato o l’enforcement delle politiche della concorrenza esistenti e vigenti sia a livello comunitario, sia a livello nazionale“.

    Fonte: IBL-Istituto Bruno Leoni, 03 febbraio 2011

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