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IL PARADOSSO DELLE BIOMASSE – DALL’EFFICIENZA ALL’INEFFICIENZA ENERGETICA IL PASSO E’ BREVE

    Dopo il via libera dell’Antitrust europeo, lo scorso 28 marzo Enel Green Power ha siglato l’accordo definitivo per l’acquisizione del 50% di Powercrop, società dedicata alla riconversione energetica di alcuni terreni già destinati alla produzione di barbabietola da zucchero. Con questa acquisizione Enel Green Power parteciperà alla realizzazione di cinque nuovi impianti di produzione elettrica alimentati a biomassabiomassa
    In generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili. Come indicato nel decreto legislativo del 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende ” la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani “. Ciò che accomuna le diverse tipologie di biomassa è la presenza di carbonio che mette a disposizione un elevato potere calorifico eventualmente sfruttabile per fini energetici.
    con una capacità installata complessiva di 150 MW elettrici. I cinque progetti di riconversione riguardano gli stabilimenti di: Russi (RA) con una potenzapotenza
    Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
    di 31 MW, Macchiareddu (CA) da 50 MW, Castiglion Fiorentino (AR) da 19 MW, Fermo (FM) da 19 MW ed Avezzano (AQ) da 30 MW.

    Da una valutazione tecnica di FIPER, questi impianti necessiteranno per il loro funzionamento di circa 2.250.000 tonnellate annue di biomassa legnosa al 55% di umidità (produzione stimata di 40 tonnellate per ettaro) corrispondenti a circa 56.250 ettari di terreni: come dire una fascia di terra larga 1.000 metri che colleghi Roma a Milano, circa 520 km, per fornire biocombustibile alle cinque centrali.

    Forte la denuncia di FIPER che per bocca del suo presidente Walter Righini afferma: “Tecnicamente, con 2,5 kg di biomassa bruciata si produce un solo kWhkWh
    Unità di misura dell’energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un’ora.
    elettrico e ben 4 kWh termici. La firma di questo accordo di fatto sancisce il trionfo dell’inefficienza energetica, visto che le cinque centrali produrranno solo elettricità dissipando nell’aria tutto il calore comunque prodotto per la generazione elettrica”.

    Nonostante il decreto ministeriale 6 luglio 2012 favorisca la cogenerazionecogenerazione
    Processo di produzione congiunta di energia elettrica e calore utile, in cascata, che può essere impiegato per scopi industriali (calore di processo) o per il teleriscaldamento. La cogenerazione comporta un sensibile risparmio di energia primaria rispetto alla produzione separata di elettricità a calore.
    ad alto rendimentorendimento
    In termini generali il rendimento è il rapporto tra “quanto ottenuto” in un processo e “quanto speso” per fare avvenire lo stesso processo. In termodinamica rappresenta la capacità di un sistema di convertire l’input di calore in lavoro utile. Il rendimento è un numero puro (cioè non ha unità di misura) ed è sempre compreso tra 0 e 1. A seconda dei termini che vengono messi a confronto è possibile ottenere diverse tipologie di rendimento utili a definire la bontà di un processo o di una macchina (per esempio rendimento elettrico, rendimento termico, ecc..) ma il ragionamento alla base è sempre lo stesso.
    e l’impiego di sottoprodotti per la produzione di energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    da biomasse, si assiste all’ennesima eccezione di trattamento, questa volta in favore dei cinque nuovi impianti di Enel Green Power.

    I gestori di teleriscaldamentoteleriscaldamento
    Sistema che consente di distribuire calore presso le utenze, a partire da una centrale di produzione (per esempio centrale di cogonerazione, termovalorizzatore, ecc…). Il calore viene trasportato sotto forma di acqua calda o vapore all’interno di condotti interrati e può servire per riscaldare gli ambienti oppure per produrre acqua calda sanitaria. Nelle abitazioni servite dal teleriscaldamento la caldaia viene sostituita da uno scambiatore di calore, consentendo una diminuzione delle emissioni e un risparmio di combustibile.
    a biomassa associati alla FIPER non condividono la scelta di puntare su centrali di produzione elettrica alimentate a biomassa di grandi taglie
    per due fondamentali motivi: non sono sostenibili economicamente anche alla luce dell’attuale calo del prezzo dell’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    elettrica; creano distorsioni nel mercato di approvvigionamentoapprovvigionamento
    Insieme di attività finalizzate al reperimento dei quantitativi materie prime necessarie allo svolgimento delle attività economico-produttive di un Paese consumatore.
    della biomassa e non promuovono filiere virtuose per la messa in sicurezza del territorio. Viene dunque da domandarsi se, senza gli incentivi garantiti alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    e senza il fattore moltiplicativo K =1,8 sui Certificati VerdiCertificati Verdi
    I certificati verdi, introdotti con il cosiddetto decreto Bersani sulla liberalizzazione del settore elettrico, costituiscono una forma di incentivazione dell’energia prodotta con fonti rinnovabili. Essi vengono assegnati agli impianti rinnovabili entrati in funzione dopo il 1° aprile 1999 che producono energia elettrica, ad esclusione della fonte solare. Dal 2002, produttori e importatori di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili hanno l’obbligo di immettere ogni anno in rete una certa quota di energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. L’obbligo può essere soddisfatto anche attraverso l’acquisto di CV da altri soggetti. La quota imposta (cioè la percentuale di energia da rinnovabili rispetto a quella prodotta con fonti tradizionali) è decretata per legge.
    , queste centrali starebbero economicamente in piedi.

    In conseguenza di ciò Fiper ha già segnalato dal febbraio 2012 all’Autorità Antitrust la posizione dominante, sul mercato di approvvigionamento del cippato, da parte delle centrali alimentate a biomassa produttrici di sola energia elettrica che beneficiano del coefficiente moltiplicativo K =1,8 sui certificati verdi e che quindi stanno creando una distorsione del valore del cippato a danno delle centrali di teleriscaldamento a biomassa legnosa che, nella maggioranza, producono energia termicaenergia termica
    Calore.
    e che hanno una potenza installata fra i 20 e i 30 MW.

    “Il paradosso di questo tipo di grandi centrali elettriche alimentate a biomassa nasce anche dal fatto – aggiunge Righini – che, attualmente, la domanda di energia elettrica nazionale è in netto calo e dunque non si capisce la ragione di incentivare nuovi impianti di questo tipo, quando i cicli combinati già esistenti e realizzati non riescono a essere impiegati a pieno regime. Il tutto poi avviene con un aggravio di costi per l’economia e per le tasche degli italiani perché il costo delle incentivazioni che ricevono queste centrali grava sulla bolletta elettrica dei cittadini. Molti cittadini potrebbero invece risparmiare sul costo del riscaldamento domestico, allacciandosi a reti di teleriscaldamento a biomassa, se venisse emanato il decreto che favorisce la realizzazione delle reti di teleriscaldamento sul territorio nazionale. Ci sarebbero, secondo un nostro studio su scala nazionale, ben 801 comuni in Italia in grado di farlo”.

    C’è poi da tener presente anche il problema delle migliaia di ettari di terreno necessari alla produzione di biomassa per alimentare queste mega centrali elettriche a biomassa, che potrebbero invece essere impiegati in coltivazioni food o altre attività agricole produttive. Fiper concorda con il monito lanciato recentemente a Torino dal presidente di Slow Food, Roberto Burdese, di garantire lo sfruttamento dei terreni innanzitutto per le colture edibili e le altre attività agricole (anche e soprattutto di eccellenza) e solo in maniera residuale per produzioni dedicate a fini energetici.

    Conclude così il presidente Righini: “La rinnovabilità dell’energia prodotta dalle biomasse va vista in funzione della sostenibilità della filiera di approvvigionamento e della tecnologia impiegata nella trasformazione in energia: altrimenti di “green” c’è ben poco”.

    Fonte: FIPER – Federazione Italiana Produttori di Energia da fonti Rinnovabili

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