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IL PATTO DEI SINDACI E L’ESPERIENZA DEGLI ENTI LOCALI ITALIANI

    Quali sono i principali strumenti di finanziamento per gli Enti locali? E quali esperienze di amministrazioni locali si possono citare come esempio di azione volta al miglioramento energetico-ambientale? Qual è, infine, l’esperienza degli enti locali per il raggiungimento degli obiettivi al 2020, in una politica nazionale di lotta dai cambiamenti climatici e riduzione delle emissioni climalteranti, che risulta dal “Patto dei Sindaci”?

    • Nel settore energetico-ambientale, quali sono le principali forme di finanziamento per gli Enti locali?

    Per le amministrazioni locali il coinvolgimento di stakeholder e associazioni rappresenta un elemento centrale per il successo dei propri Piani d’Azione per l’EnergiaEnergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    Sostenibile
    (PAES). Altrettanto importante è il ruolo dell’informazione sulle opportunità di incentivazione disponibili e l’identificazione delle modalità di accesso alle risorse finanziarie in grado di trasformare obiettivi ambiziosi in risultati concreti.

    È questa la vera frontiera da superare in un periodo di risorse limitate, di vincoli del Patto di Stabilità, di difficoltà di accesso al credito. In realtà, alcuni strumenti esistono, come i recenti decreti sulle rinnovabili elettriche e termiche, i Titoli di Efficienza EnergeticaEfficienza Energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
    (TEE), le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica. Esistono altre possibilità, come l’EEEF (European Energy Efficiency Fund) o il Fondo ELENA (European Local Energy Assistance), finora però poco utilizzati. Ma le cose si stanno muovendo, un esempio nell’ambito del Patto dei Sindaci, è rappresentato dal fatto che alcune Regioni stanno pensando di dare priorità nell’erogazione dei finanziamenti a quei Comuni che hanno seguito proficuamente il percorso del Patto dei Sindaci. 

    • Quali sono le esperienze di EELL che ritiene valide a favore del miglioramento energetico-ambientale? Citerebbe alcune esperienze già adottate dagli Enti locali aderenti al “Patto dei Sindaci” che possono essere da esempio per le altre amministrazioni locali?

    Sono molte le esperienze italiane ed europee in cui le  amministrazioni pubbliche locali hanno dimostrato inventiva ed efficacia e l’iniziativa della Campagna europea SEE (Sustainable Energy Europe), dalla quale è poi nato il Patto dei Sindaci, che intende dimostrare quanto gli amministratori locali italiani vogliano mettersi in gioco. Tra le esperienze da citare mi viene in mente il  “modello Abruzzo”, rientrante in un esempio di governance multi territoriale, che sta facendo scuola in tutta Europa: la Regione, le 4 Provincie e i 305 Comuni tutti uniti nel percorso della sostenibilità nell’ambito del Patto dei Sindaci. Nello specifico, nella pubblicazione “Il Patto dei Sindaci – Le città come protagoniste della green economy” – Edizioni Ambiente, 2013 –  si citano una trentina di buone pratiche che, anche nella loro semplicità, possono costituire uno stimolo ai Comuni non ancora aderenti al Patto a unirsi in questa iniziativa. Si va dagli interventi nel settore dell’illuminazione pubblica di Comuni quali Buttigliera Alta (TO) e Venezia a quelli inerenti lo sviluppo della mobilità sostenibile a Genova e Pisa. Dallo sviluppo del teleriscaldamentoteleriscaldamento
    Sistema che consente di distribuire calore presso le utenze, a partire da una centrale di produzione (per esempio centrale di cogonerazione, termovalorizzatore, ecc…). Il calore viene trasportato sotto forma di acqua calda o vapore all’interno di condotti interrati e può servire per riscaldare gli ambienti oppure per produrre acqua calda sanitaria. Nelle abitazioni servite dal teleriscaldamento la caldaia viene sostituita da uno scambiatore di calore, consentendo una diminuzione delle emissioni e un risparmio di combustibile.
    a biomassabiomassa
    In generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili. Come indicato nel decreto legislativo del 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende ” la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani “. Ciò che accomuna le diverse tipologie di biomassa è la presenza di carbonio che mette a disposizione un elevato potere calorifico eventualmente sfruttabile per fini energetici.
    del Comune di Cesano Boscone (MI) a quello delle mini centrali idroelettriche del Comune di Abbiategrasso (MI). Come anche dalla valorizzazione dell’approccio partecipato nella redazione dei Piani di azione locali dei Comuni di Bologna e Foiano della Chiana (AR) alla tematica dei rifiuti che vede il Comune di Copparo (FE) verso l’obiettivo del 100% dei rifiuti recuperati. Sono davvero tante le proposte che i Comuni hanno inserito nei propri Piani di azione per l’energia sostenibile (PAES) e che si cerca di valorizzare ed utilizzare come best practice da replicare.

    • Quali sono le risorse finanziarie necessarie all’attuazione delle azioni contenute in un PAES comunale?

    Al momento non ci sono in Italia risorse economiche che sono direttamente rese disponibili per la realizzazione di azioni contenute nel PAES. E questo rende ancora più virtuosi i Comuni che hanno voluto intraprendere questo percorso. La redazione del PAES ha permesso a molti Comuni di analizzare, anche in forma critica, le opportunità economiche e finanziarie già disponibili, in particolare in merito a sistemi di incentivazione delle fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    ed efficienza energetica, proponendo e attuando in molti casi nuovi sistemi di finanziamento dei progetti con il supporto di soggetti che da pochi anni si sono affacciati sulla scena energetica nazionale, come per esempio le società ESCo.

    Tra i soggetti che rivestono un’importanza cruciale nello sviluppo economico del nostro Paese, si individua la Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che gestisce una serie di strumenti finanziari che, direttamente o indirettamente, possono risultare utili alle amministrazioni locali per l’attuazione delle azioni inserite nei PAES. Tra queste senz’altro il Fondo Kyoto che, dopo oltre quattro anni di attesa, è stato reso operativo nel marzo 2012. Oltre alla Cassa Depositi e Prestiti, un ruolo importante può essere svolto dal CONSIP, la società per azioni del Ministero dell’economia e delle finanze (MEF). Infine, le risorse relative ai Fondi Strutturali che superata l’esperienza non proprio esaltante di alcuni Programmi Operativi Interregionali (ad esempio il POI Energia rinnovabile e risparmio energeticorisparmio energetico
    Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
    ). È con fiducia che dobbiamo guardare verso la nuova programmazione 2014-2020 nella quale nuove risorse economiche verranno messe a disposizione per gli Enti locali più virtuosi e lungimiranti.

    • Può spiegarci brevemente il ruolo della Cassa Depositi e Prestiti (CDP) relativamente agli investimenti degli enti locali?

    Il ruolo della Cassa Depositi e Prestiti (CDP) negli ultimi anni è significativamente cresciuto, anche in termini di quota di mercatoquota di mercato
    Percentuale del mercato servito da una determinata azienda, definita come il rapporto tra la quantità di prodotto venduto dall’impresa in un determinato mercato e quella venduta in totale (nello stesso mercato).
    , fino a superare i 2/3 dei flussi annuali di finanziamenti agli enti locali per investimenti. I vincoli del Patto di stabilità e le condizioni della finanza locale (che limitano la capacità delle amministrazioni locali di indebitarsi anche per investimenti essenziali per la crescita e la coesione sociale), hanno indotto negli ultimi anni il Governo e il Parlamento a prevedere per la Cassa un ruolo ancora più ampio e complesso. Senza ridurre l’impegno nel finanziamento delle infrastrutture e della crescita tramite le amministrazioni locali, alla CDP è stato chiesto di cominciare a destinare risorse anche a investimenti e finanziamenti diretti alle infrastrutture, ai servizi pubblici e al sostegno dell’economia: la possibilità di finanziare direttamente con il risparmio postale opere di interesse pubblico realizzate nella forma del project financeo del Partenariato Pubblico Privato (PPP) rappresenta un’occasione importante per il paese e per le economie locali, anche perché non ha effetti sul debito pubblico (trattasi infatti di risorse private destinate a finanziare investimenti di privati come, per esempio, la società concessionaria di un’infrastruttura). 

    • Cosa si può fare affinché gli enti locali italiani possano attuare il Patto dei Sindaci e rispettare gli impegni assunti a livello comunitario, principalmente nei settori delle fonti rinnovabili ed efficienza energetica?

    Tra i suggerimenti, che ho anche indicato nel libro “Il Patto dei Sindaci. Le città come protagoniste della green economy”, edito da Edizioni Ambiente, vorrei sottolineare:

    – un maggiore supporto politico a livello nazionale verso il Patto dei Sindaci

    – un possibile meccanismo di deroga al Patto di stabilità per investimenti su fonti rinnovabili ed efficienza energetica

    – il consolidamento strutturale dello strumento della detrazione fiscale

    – lo sviluppo e la promozione di un’adeguata campagna di informazione e formazione a livello nazionale

    – Favorire l’utilizzo del Green Public Procurement (GPP)

    a livello più specifico settoriale:

    – Sviluppo e promozione del teleriscaldamento

    – Sviluppo e promozione della generazione distribuita

    – Sviluppo e promozione della mobilità sostenibile

    – Semplificazione ed eliminazione delle prolissità burocratiche.

    L’esaltante esperienza del Patto dei Sindaci in Italia non mostra flessioni: le adesioni dei Comuni italiani all’iniziativa europea più importante per il raggiungimento degli obiettivi fissati al 2020 continuano ad arrivare. Siamo a quota oltre 2.400 sul totale europeo di 4.700 circa, quindi oltre il 50% degli aderenti a livello europeo è un Ente locale italiano. Non possiamo che essere soddisfatti tutti, dagli Enti locali che hanno aderito, alle Strutture di supporto (coordinatori territoriali) che in molti casi li sostengono nel percorso, oltre alle migliaia di soggetti (associazioni, fondazioni, enti di ricerca, Università, Agenzie energetiche, Professionisti, ecc.) che si sono messi a disposizione e che, ognuno con le proprie competenze, sta contribuendo a rendere l’Italia il Paese leader in Europa nel Patto dei Sindaci. Molto lavoro è stato quindi fatto, ma altrettanto è ancora da fare: in particolare, si sente ancora la mancanza di un vero e proprio sostegno politico a livello nazionale. Quando si riuscirà ad inserire formalmente il Patto dei Sindaci nella politica nazionale di lotta ai cambiamenti climatici e riduzione delle emissioni di gas serra, una spinta ancor più forte ne potrà derivare, contribuendo quindi ancor più agevolmente al raggiungimento e superamento degli obiettivi prefissati al 2020, con anche una buona prospettiva verso il 2030.

    Fonte: Kyoto Club – Spendere Senza Soldi

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