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Il Protocollo di Montréal sull’ozono in 25 anni ha salvato il mondo

    Chiusura dello strato di ozono attraverso l’eliminazione globale del 98% delle sostanze che danneggiano l’ozono (il che fa realisticamente ipotizzare un recupero totale nei prossimi quarant’anni);

    cambiamento negli stili di vita e nei consumi degli abitanti dell’intero pianeta;

    riduzione delle emissioni di gas serra cinque volte di più degli obiettivi stabiliti da Kyoto;

    Italia leader mondiale nel settore delle tecnologie innovative.

    Questi i traguardi raggiunti dal Protocollo di Montréal in 25 anni (ieri il “compleanno”), considerato il miglior esempio di cooperazione globale sull’ambiente, ratificato da 193 Paesi al mondo.

    Di gas colpevoli di uccidere l’ozono ne esistevano molti, come i Cfc (clorofluorocarburi) usati nelle plastiche espanse, nei vecchi frigoriferi e condizionatori, nelle bombolette spray, oppure come il bromuro di metile usato per la fumigazione e la disinfezione dei terreni. Questi composti avevano allargato il buco nello strato di ozono presente nella stratosfera, strato che funge da filtro contro le radiazioniradiazioni
    Termine generico utilizzato per indicare fenomeni di trasporto dell’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    . Le radiazioni sono onde elettromagnetiche che possono essere caratterizzate da una determinata lunghezza d’onda a seconda della sorgente che le genera. La radiazione visibile, per esempio, è costituita da onde elettromagnetiche che percepiamo sotto forma di luce e che associamo a colori diversi. I raggi X, invece, sono radiazioni di minore lunghezza d’onda  emesse da elettroni molto veloci che decelerano bruscamente urtando contro un bersaglio metallico. Sono radiazioni molto penetranti utilizzate in diagnosi medica e in molte altre situazioni in cui occorre “vedere” all’interno di oggetti chiusi.
    ultraviolette.

    La scomparsa di questo filtro naturale avrebbe sconvolto la vita sul pianeta. I raggi ultraviolettiraggi ultravioletti
    Onde elettromagnetiche di lunghezza d’onda inferiore alla luce visibile. Vengono emesse da corpi ad altissima temperatura oppure quando una scarica elettrica colpisce gli atomi di un gas rarefatto (è quello che accade nelle lampade fluorescenti a vapori di mercurio). I raggi UV si suddividono, a seconda della loro lunghezza d’onda, in tre bande: gli UVA, gli UVB e gli UVC (i più penetranti, e quindi i più pericolosi). I raggi ultravioletti rappresentano appena l’1% dell’energia in arrivo dal Sole, ma anche la componente solare più dannosa per gli esseri viventi perché può causare degenerazioni delle cellule cutanee se i tempi di esposizione sono molto lunghi.
    nell’uomo causano tumori alla pelle e problemi agli occhi, ma danneggiano anche le piante e la vita sul pianeta.Il Protocollo ha eliminato questo pericolo ambientale e ha portato anche cambiamenti radicali nello stile di vita dei cittadini di ogni parte del mondo, per esempio con la diffusione di spray a pressione manuale nei detergenti per la casa e in mille altri prodotti. In questo processo di conversione industriale l’Italia ha avuto un ruolo di primissimo piano, poiché impegnata fortemente in tutte le azioni necessarie per eliminare le sostanze maggiormente pericolose, tanto da essere diventata, grazie al contributo di un gran numero di piccole e medie imprese, leader mondiale nella produzione di tecnologie innovative nei settori della refrigerazione, delle schiume plastiche, dei prodotti medicinali e della fumigazione dei terreni.

    Questo impegno valse all’Italia anche un premio nel 2007. A riceverlo fu Corrado Clini, allora direttore generale del ministero e oggi ministro dell’Ambiente, durante la XIX Conferenza del Protocollo, per lo spirito e l’iniziativa del suo team sulle politiche ambientali sostenibili. Il modello italiano è stato utilizzato anche durante la preparazione del nuovo regolamento europeo sulle sostanze che riducono lo strato di ozono. Le azioni intraprese dal Protocollo hanno avuto un impatto significativo pure sul clima. I Cfc, infatti, sono anche gas serra. Responsabili, quindi, di emissioni di CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    in grado di alterare il clima globale. Ma, grazie all’accordo di Montréal, nel 2010 la diminuzione delle emissioni annuali di sostanze lesive dell’ozono ha portato effetti pari a circa cinque volte l’obiettivo di riduzione delle emissioni del primo step (2008-2012) stabilito dal Protocollo di KyotoProtocollo di Kyoto
    È un accordo internazionale sull’ambiente siglato nel 1997 da oltre 160 paesi per la riduzione delle emissioni climalteranti. Entrato in vigore a febbraio 2005, prevede entro il 2012 la riduzione complessiva delle emissioni di gas serra del 5,2% rispetto ai livelli del 1990 (considerato come anno di riferimento). Per i Pesi in via di sviluppo non sono stati previsti obiettivi di riduzione. Il protocollo di Kyoto ha introdotto dei meccanismi (i cosiddetti “meccanismi flessibili”) per l’adempimento degli obiettivi di ciascun Paese, favorendo la cooperazione internazionale. Essi sono il Clean developmenti Mechanism, il Joint Implementation e l’Emission TradingTrading
    Attività di acquisto e/o di vendita di prodotti (materie prime o commodities) sui mercati internazionali.
    .
    sul clima.

    Fonte: Min. Ambiente

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