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“IL RAPPORTO UNEP DA’ LA SVEGLIA AI NEGOZIATI SUL CLIMA. A DURBAN, I GOVERNI ALLA SFIDA DEL FUTURO”

    Il rapporto pubblicato dalle Nazioni Unite (“Bridging the Emissions Gap”, Colmare il divario delle emissioni) mostra come gli sforzi globali per ridurre le emissioni di gas serra non stiano seguendo il percorso necessario per evitare il cambiamento climatico disastroso e sottolinea la necessità urgente che i leader del pianeta facciano concreti passi avanti ai negoziati di Durban, in Sud Africa, che si terranno dal 28 novembre al 9 dicembre.

    Il rapporto, realizzato dall’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente), la principale autorità mondiale sulle tematiche ambientali, trae conclusioni amare sullo stato degli sforzi globali per la riduzione delle emissioni e allo stesso tempo indica come tali sforzi possano essere resi efficaci.“Questo rapporto dovrebbe essere considerato una ‘prova del nove’ per i negoziatori che si preparano ai negoziati sul clima di Durban – ha detto Mariagrazia Midulla, Responsabile Policy Clima e EnergiaEnergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    del WWFWWF
    Organizzazione che promuove la tutela e la conservazione della natura attraverso la preservazione della diversità biologica a livello di geni, specie ed ecosistemi. Il WWF sostiene numerose iniziative a favore della sostenibilità ambientale, contro l’inquinamento e l’uso irrazionale dell’energia e delle risorse, coinvolgendo l’opinione pubblica e volontari di tutto il mondo.
    Italia, che sarà in Sud Africa per partecipare ai negoziati – Il rapporto mostra chiaramente che se non si intraprendono ora delle azioni decisive, il mondo si avvia verso cambiamenti climatici molto pericolosi. Ma anche l’UNEP conferma che possiamo ancora farcela, se ci impegniamo subito per fermare la deforestazione e creare un futuro basato su efficienza energeticaefficienza energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
    e rinnovabili
    . Il gap infatti non è né tecnico, né economico: è una mancanza di volontà politica e di leadership.”

    “Nessuno si aspetta che i governi riescano a colmare completamente il gap a Durban – ha detto Mariagrazia Midulla del WWF Italia – Ma i negoziatori devono almeno evitare che il gap aumenti a causa di norme deboli e scappatoie sul metodo di calcolo delle riduzioni di carboniocarbonio
    Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell’atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    ) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante.. Il tempo delle furbizie deve finire, la sfida è perseguire con lealtà ed efficacia la decarbonizzazione.”

    Stando al rapporto dell’UNEP, per avere una possibilità verosimile di mantenere l’aumento del riscaldamento globale sotto i 2°C rispetto all’era preindustriale, entro il 2020 le emissioni globali devono essere ridotte a 44 gigatonnellate di anidride carbonica anidride carbonica
    (CO2)

    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosferaatmosfera
    Involucro di gas e vapori che circonda la Terra, costituito prevalentemente da ossigeno e da azoto, che svolge un ruolo fondamentale per la vita delle specie, perché fa da schermo alle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Essa si estende per oltre 1000 km al di sopra della superficie terrestre ed è suddivisa in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera.
    , fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).equivalente, ben al di sotto dei livelli correnti.
    Ma se anche gli impegni attuali più ambiziosi dei Governi fossero pienamente realizzati, le emissioni supererebbero questo limite di 6 gigatonnellate, un valore quasi equivalente alle emissioni annuali degli Stati Uniti. E in pratica il gap è ancora maggiore, fino a 11 gigatonnellate, a causa di impegni deboli e gravi lacune e scappatoie nei target di riduzione dei Paesi industrializzati.

    Nonostante questo l’UNEP conferma che possiamo arrivare a colmare il gap entro il 2020 e mantenere i livelli di riscaldamento globale tra 1,5 e 2° C, puntando sull’efficienza energetica, promuovendo le energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    , riducendo la deforestazione e migliorando le pratiche agricole; un aiuto importante può arrivare dalla riduzione delle emissioni da trasporto marittimo e aereo internazionale, attualmente non regolamentate.

    “Tutti i Paesi possono e devono fare di più per ridurre il “Gigatonne gap”, vale a dire ridurre le emissioni ai livelli che ci consentiranno di evitare il peggio – ha concluso Mariagrazia Midulla del WWF Italia – Dobbiamo rafforzare la credibilità delle azioni dei Paesi sviluppati, eliminando le scappatoie nel conteggio delle emissioni e portando gli obiettivi ai livelli necessari per affrontare il cambiamento climatico secondo le indicazioni della scienza. L’Unione Europea, per esempio, deve accettare che il proprio impegno di tagliare le emissioni di appena il 20% entro il 2020 è troppo debole e sta aumentando il gap, mentre gli Stati Uniti, che non hanno ancora un piano credibile per raggiungere il loro pur debole obiettivo di riduzione delle emissioni, devono al più presto adottarne uno.”

    Per il WWF, i governi riuniti a Durban possono fare importanti passi avanti per iniziare a colmare il “Gigatonne gap”:

    · Devono sottoscrivere rigide regole che tengano conto delle emission reali, imponendo rigide regole all’uso dei permessi di emission derivanti dal primo periodo di impegni del protocollo Kyoto;

    · Devono stabilire norme chiare sul doppio conteggio dei crediti derivanti dai meccanismi di compensazioni (CDM, JI, ecc.), rispetto sia agli obiettivi dei Paesi sviluppati e sia agli impegni dei Paesi in Via di Sviluppo, ed escludere quelle compensazioni che non producono reali riduzioni e non promuovono uno sviluppo sostenibilesviluppo sostenibile
    Lo sviluppo sostenibile è quel tipo di sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere il futuro delle generazioni a venire. I tre obiettivi dello sviluppo sostenibile sono: prosperità economica, benessere sociale e limitato impatto ambientale. La prima definizione, risalente al 1987, è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland, poi ripresa successivamente dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU.
    ;

    · Devono raggiungere un accordo sulla necessità che le emissioni globali raggiungano il picco entro il 2015 e siano ridotte dell’80% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990;

    · Devono trovare un accordo su nuove e innovative fonti di finanziamento (per esempio un meccanismo internazionale per il trasporto marittimo e aereo internazionale) che possano aiutare a finanziare la riduzione delle emissioni e l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo;

    · Devono trovare un accordo su un secondo periodo di impegni nel quadro del Protocollo di KyotoProtocollo di Kyoto
    È un accordo internazionale sull’ambiente siglato nel 1997 da oltre 160 paesi per la riduzione delle emissioni climalteranti. Entrato in vigore a febbraio 2005, prevede entro il 2012 la riduzione complessiva delle emissioni di gas serra del 5,2% rispetto ai livelli del 1990 (considerato come anno di riferimento). Per i Pesi in via di sviluppo non sono stati previsti obiettivi di riduzione. Il protocollo di Kyoto ha introdotto dei meccanismi (i cosiddetti “meccanismi flessibili”) per l’adempimento degli obiettivi di ciascun Paese, favorendo la cooperazione internazionale. Essi sono il Clean developmenti Mechanism, il Joint Implementation e l’Emission TradingTrading
    Attività di acquisto e/o di vendita di prodotti (materie prime o commodities) sui mercati internazionali.
    .
    e dare un mandato chiaro per un accordo globale legalmente vincolante, con una tabella di marcia che consenta un picco delle emissioni in tempi brevi, come ci suggerisce la comunità scientifica.

     

    Fonte: WWF, 24/11/2011

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