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Illuminazione negli edifici

Edifici non residenziali e residenziali

    Edifici non residenziali

    Per cogliere l’importanza del risparmio energetico nell’ambito dell’illuminazione si pensi, per esempio, che essa incide per oltre il 40% dei consumi d’elettricità nell’edilizia non residenziale (edifici industriali, commerciali, scuole, ospedali, etc.) in Europa (160 TWh/anno).

    Industria

    Nel settore industriale i consumi di energia elettrica derivanti da illuminazione rappresentano il 9% del totale (Fonte: Associazione Nazionale Produttori Illuminazione – Assil).

    Nel 2017 nel settore industriale sono stati investiti 269 mln di euro per quanto riguarda l’illuminazione, che rappresentano il 12% del totale degli investimenti in efficienza energetica (2,2 mld di euro).

    Fig. 1: Investimenti in efficienza energetica nel settore industriale. Fonte: “Energy Efficiency Report 2018” Energy&Strategy Group.

    Gli investimenti in illuminazione del comparto industriale vengono principalmente effettuati in modalità Stand-alone, ovvero implementando una singola tecnologia; si tratta dell’investimento principale in questa modalità per tutto il comparto, mentre in modalità Sistemica (integrando allo stesso tempo più tecnologie) la percentuale diminuisce.

    Fig. 2: Ricorrenza investimenti in tecnologie in modalità Stand-alone e Sistemica. Fonte: “Energy Efficiency Report 2018” Energy&Strategy Group.

     

    Terziario

    Il Terziario comprende attività economiche molto diversificate che vanno dalle piccole alle grandi imprese di distribuzione, da alberghi ad ospedali, includendo i servizi “non vendibili” offerti dalla pubblica amministrazione.

    I consumi dedicati all’illuminazione nel settore terziario ammontano al 28% (Fonte: Associazione Nazionale Produttori Illuminazione – Assil) e, secondo i dati diffusi dall’Energy&Strategy Group nell”Energy Efficiency Report 2018″, nel 2017 sono stati investiti 145 mln di euro per interventi in efficienza energetica, il cui 43% degli investimenti sono stati effettuati per l’illuminazione.

    Fig. 3: Investimenti in efficienza energetica del 2017 nel terziario. Fonte: “Energy Efficiency Report 2018” Energy&Strategy Group.

    Edifici residenziali

    Anche nell’ambito della illuminazione domestica una adeguata informazione ed “educazione al risparmio” è fondamentale perché ci riguarda tutti: introdurre nuove abitudini di risparmio energetico permette di avviare cambiamenti duraturi nei comportamenti e negli stili di vita con un duplice vantaggio, economico ed ambientale.

    Il settore dell’illuminazione ha un peso rilevante sui consumi energetici: in Italia pesa per il 14% sul totale dei consumi di elettricità nel settore residenziale (Fonte: Associazione Nazionale Produttori Illuminazione – Assil).

    Nel settore residenziale nel 2017 sono stati investiti 3.580 milioni per interventi di efficientamento energetico; i lavori relativi all’illuminazione rappresentano il 17%, circa 608 milioni di euro.

    Fig. 4: Investimenti in efficienza energetica del 2017 nel residenziale. Fonte: “Energy Efficiency Report 2018” Energy&Strategy Group.

    Sostituire le lampade ad incandescenza (ancora molto comuni) con le lampade fluorescenti compatte (CFL – dette a basso consumo) permette di ottenere risparmi fino al 70 %, anche se il loro costo è maggiore. Esse hanno un’efficienza superiore da 4 a 10 volte e una vita media 10 volte più grande.

    Per dare un’idea di quanto si potrebbe risparmiare in termine economici facciamo due semplici calcoli.

    Una lampada ad incandescenza di 150 W, utilizzata per 2000 ore all’anno, consuma 300 kWh all’anno. Supponendo un prezzo dell’elettricità pari a 0.18 euro/kWh, la spesa in un anno è di 54 euro. Ma la durata di una tale lampadina è di 1000 ore, quindi in un anno se ne devono applicare 2. Quindi la spesa sale a 108 euro (54 x 2 eur). Tutto questo a fronte di una spesa iniziale di acquisto pari a circa 1.5 eur per lampadina (nel nostro esempio la spesa totale è di 1.5 x 2 = 3 eur).

    Una lampada fluorescente compatta da 25, utilizzata per 2000 ore all’anno, consuma 50 kWh all’anno. Supponendo lo stesso prezzo dell’elettricità (0.18 eur/kWh), la spesa in un anno è di 9 euro. La spesa iniziale di acquisto è di 10 euro in questo caso, ma la durata di questa lampadina è di 10.000 ore, quindi la spesa iniziale è ammortizzata su 5 anni.

    In conclusione:

    • Spesa annuale con lampadina tradizionale ad incandescenza: 3 + 108= 111 euro;
    • Spesa annuale con lampada fluorescente: 10 / 5 + 9 = 11 euro. Il risparmio è di 100 euro.

    Per migliorare l’illuminazione non si deve ricorrere necessariamente all’installazione di lampadine di potenza maggiore, ma è importante distribuire le sorgenti luminose a seconda dell’uso a cui è destinato un ambiente. In generale le soluzioni migliori, suggerite dall’ENEA, per migliorare l’illuminazione con un minor consumo di energia sono:

    • Creare una luce soffusa nell’ambiente e intervenire con fonti luminose localizzate;
    • Negli ambienti dove la luce rimane accesa per lungo tempo conviene utilizzare lampade fluorescenti ed installare interruttori a tempo;
    • Nelle aree esterne è più conveniente l’installazione di lampade al sodio.

    Di recente l’Unione Europea ha deciso di limitare l’utilizzo delle lampade ad incandescenza entro il 2012 e le lampade alogene a bassa efficienza entro il 2016. Questo intervento di sostituzione presenta un margine di riduzione dei consumi per l’illuminazione domestica fino al 30% in Europa e contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2 pari a 23 milioni di ton. all’anno. Oggi l’85% delle lampade utilizzate nelle case in Europa non sono energy efficient.

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