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Illuminazione pubblica

L'illuminazione pubblica in Italia ed Europa: consumi, interventi realizzabili e normativa di riferimento.

    Nell’amministrazione di una città, assume sempre maggior importanza la gestione ottimale delle risorse disponibili. In questo senso gli impianti di pubblica illuminazione occupano una posizione di primo piano.

    Illuminazione pubblica: Il consumo in Italia

    Nel 2017 l’Italia ha speso circa 1.7 miliardi di euro per l’illuminazione pubblica, che conta per il 7% sui consumi elettrici del settore terziario. Abbiamo infatti consumato circa 6.000 GWh con un consumo di 100 kWh a persona ovvero il doppio della media registrata in Europa, ovvero 51 kWh.

    Nell’ultimo decennio il consumo italiano per l’illuminazione pubblica è rimasto stabile (già nel 2007 il consumo era di circa 6.000 GWh); la spesa nazionale per l’illuminazione pubblica nel 2017 ha toccato quota 1,7 mld di euro.

    A livello pro capite in Italia la spesa nel 2017 è stata di 28.7 euro, nettamente più alta della media dei maggiori paesi europei.

    Fonte: “Illuminazione Pubblica: spendiamo troppo”, Osservatorio CPI dell’Università Cattolica di Milano

    Le immagini sottostanti ricavate da un report “Illuminazione Pubblica: spendiamo troppo” (Università Cattolica di Milano), fanno riferimento a delle immagini di “The new world atlas of artificial night sky brightness” e della NASA. E’ evidente come il nostro paese sia uno dei più luminosi del continente, basti pensare che rispetto alla Germania la media di flusso luminoso pro capite in Italia è pari a quasi il triplo.

    Le regioni italiane ad aver registrato il consumo pro capite più alto sono: Valle d’Aosta (199 kWh), Calabria (151 kWh), Basilicata (143 kWh), Abruzzo (142 kWh), Molise (138 kWh). Mentre le regioni che hanno consumato di meno a livello pro capite sono: Campania (80 kWh), Lazio (81 kWh), Veneto (85 kWh), Lombardia (88 kWh).

    Fonte: “Illuminazione Pubblica: spendiamo troppo”, Osservatorio CPI dell’Università Cattolica di Milano

    A livello di province, quelle ad aver consumato di più sono: Parma (254 kWh), Rieti (204 kWh), Aosta (199 kWh). Le province più virtuose invece sono risultate: Napoli (49 kWh), Milano (65 kWh), Prato (66 kWh).

     

    I principali interventi realizzabili

    Gli interventi realizzabili per conseguire risparmi nei consumi energetici sono:

    • Sostituzione di componenti con altri più efficienti (lampadine, alimentatori, regolatori);
    • Adozione di sistemi automatici di regolazione, accensione e spegnimento di punti luce (sensori di luminosità, sistemi di regolazione del flusso);
    • Installazione di sistemi di telecontrollo e di gestione energetica della rete di illuminazione;

    Per quanto riguarda le lampade si segnalano interventi di sostituzione delle lampade a vapori di mercurio con quelle al sodio ad alta o bassa pressione. Per alcune utenze particolari, caratterizzate da manutenzione difficile e costosa, si può optare per lampade ad induzione (che offrono durate dell’ordine delle 60.000 ore). Per quanti riguarda gli alimentatori è bene optare per quelli elettronici che consentono di ridurre i consumi di energia elettrica del 5-10%, oltre a migliorare il funzionamento della lampada grazie alla frequenza di alimentazione più elevata e di conseguire maggiori durate rispetto a quelli magnetici.

    La corretta scelta dei corpi illuminanti permette di ottimizzare la distribuzione del flusso luminoso e, di conseguenza, la manutenzione. Si sottolinea anche come le lampade attuali abbiano rese cromatiche eccellenti.

    Per quanto riguarda la seconda categoria di interventi si segnala la possibilità di installare riduttori di flusso. Tali dispositivi consentirebbero risparmi energetici ragguardevoli, nell’ordine del 30%, ma il loro impiego è in parte ostacolato dalle prescrizioni della norma UNI 10439, soprattutto in assenza di un piano urbano di illuminazione o di un\’azione concordata con il settore viabilità e traffico dell’Ente Locale. In pratica le riduzioni di consumi conseguibili tenendo conto delle citate limitazioni è nell’ordine del 15-20 %.

    I sistemi di telecontrollo e gestione energetica della rete di illuminazione pubblica permettono di ottenere il massimo risultato. L’accensione e lo spegnimento delle lampade può essere controllato al fine di evitare che sensori di luminosità sporcati da inquinamento ed altro allunghino l\’intervallo di funzionamento. Il monitoraggio continuo della rete consente inoltre di individuare facilmente le aree con consumi anomali ed anche di pianificare al meglio la strategia di sviluppo della rete.

    Può essere utile ricordare che l’incremento dell’efficienza nell’illuminazione, oltre a produrre effetti economici diretti grazie al risparmio energetico, può consentire miglioramenti indiretti grazie alla riduzione degli incidenti stradali ed alla riqualificazione di zone urbane (un’illuminazione efficace migliora il senso di sicurezza contribuendo a ridurre il tasso di criminalità e valorizza monumenti e architettura).

    Il settore dell’illuminazione pubblica nonostante la marginalità del suo consumo elettrico presenta caratteristiche tali da farne un settore ideale per la promozione del risparmio energetico:

    • Visibilità: la qualità e l’utilità del servizio è sotto gli occhi di tutti, gli interventi per un uso razionale dell’energia hanno un’immediata valenza simbolica ed educativa;
    • Benefici degli interventi di riqualificazione degli impianti: messa in sicurezza elettrica, riduzione dell’inquinamento luminoso, razionalizzazione della gestione, risparmi energetici e gestionali.

    La necessità di razionalizzare le risorse economiche da parte dei Comuni costituisce un incentivo a ridurre i costi energetici e gestionali.

    È importante sottolineare come il concetto di efficienza nella pubblica illuminazione sta nel rapporto tra le prestazioni utili e le risorse impiegate. Vale a dire: l’impianto che illumina eccessivamente rispetto alle prestazioni necessarie non fa niente di utile. Una buona pratica nella gestione dell’energia comporta non soltanto l’efficientamento dei componenti, ma anche un funzionamento sotto controllo e soprattutto utile.

    Illuminazione stradale

    Nel caso dell’illuminazione stradale il consumo energetico dipende dalla singola installazione e dal tipo di gestione. Il regime di funzionamento influenza il consumo energetico in modo decisivo.

    Di seguito, vengono sintetizzati i risultati emersi da un’indagine svolta dall’Agenzia svizzera per l’efficienza energetica (SAFE) in collaborazione con il programma EnergiaSvizzera presso 125 membri dell’associazione “Città dell’energia”. L’indagine ha evidenziato che:

    • Per l’illuminazione pubblica si spende più del necessario
    • Con l’introduzione di sistemi di illuminazione efficienti, i comuni potrebbero risparmiare e contemporaneamente migliorare la qualità del servizio.

    Le misure proposte vanno nelle seguenti direzioni:

    1. Utilizzo di lampade al sodio a bassa pressione;
    2. Resa energetica delle lampade per le strade in lumen/Watt. La sostituzione di una lampada a vapori di mercurio con una lampada al sodio ad alta pressione permette un risparmio dal 40 al 50%;
    3. Utilizzo di alimentatori elettronici (soprattutto in caso di sostituzione di lampadari);
    4. Utilizzo di buoni riflettori. In questo modo si consuma un terzo in meno rispetto ai riflettori vecchi e opachi delle lampade aperte; I lampadari aperti tendono a sporcarsi, facendo diminuire notevolmente la resa. Grazie a riflettori ad alte prestazioni, la luce che raggiunge la strada aumenta;
    5. Dove possibile spegnere le luci durante le ore notturne (es: ore 24.00-06.00) o perlomeno ridurne il flusso luminoso. La riduzione rispetto allo spegnimento totale delle luci durante alcune ore della notte porta ad un risparmio dal 20 al 35%. Come dimostrano diverse esperienze, le riduzioni notturne vengono poco percepite dagli utenti della strada.

     

    La normativa sull’illuminazione pubblica

    In Italia sono stati emessi alcuni interventi normativi finalizzati a ridurre i consumi energetici per l’illuminazione pubblica. La normativa di riferimento è la seguente:

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