NewsFossiliStakeholder energiaIngv

INGV e il metano su Marte: nuove prospettive per la produzione artificiale di combustibili fossili

    MetanoMetano
    Idrocarburo che rappresenta il costituente principale del gas naturale.
    abiogenico dalle ofioliti: nuove prospettive per la produzione di idrocarburiidrocarburi
    Composti chimici formati da carbonio e idrogeno che costituiscono il petrolio e il gas naturale. Esistono diverse classificazioni degli idrocarburi a seconda dei legami chimici presenti nelle molecole.
    a bassa temperatura

     

    Ricercatori dell’INGV hanno scoperto una forma di metano abiogenico prodotto a bassa temperatura in rocce ignee. La scoperta, pubblicata qualche mese fa sulla rivista internazionale “Earth and Planetary Science Letters”, sembra spiegare l’origine del metano su Marte, e apre nuove prospettive per la produzione artificiale di combustibili fossili.

    E’ noto che il metano abiogenico, ovvero indipendente da batteri o dalla sostanza organica, può formarsi in rocce profonde ad alta temperatura, sopra i 200°C, come per esempio nei sistemi idrotermali. Il geologo dell’INGV Giuseppe Etiope, già autore di numerosi studi sul metano (a lui si devono i dati sulle emissioni geologiche globali di metano in atmosferaatmosfera
    Involucro di gas e vapori che circonda la Terra, costituito prevalentemente da ossigeno e da azoto, che svolge un ruolo fondamentale per la vita delle specie, perché fa da schermo alle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Essa si estende per oltre 1000 km al di sopra della superficie terrestre ed è suddivisa in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera.
    e la scoperta del “metano pesante”, ovvero della molecola CH4 arricchita in deuteriodeuterio
    Atomo di idrogeno nel cui nucleo sono presenti un protone ed un neutrone. Se 2 atomi di deuterio si legano ad un atomo di ossigeno, si ottiene la cosiddetta acqua pesante, utilizzata nei reattori nucleari per rallentare i neutroni.
    ), ha invece rilevato che il metano che fuoriesce da alcune rocce, dette ofioliti, nel sud della Turchia ha avuto origine per processi inorganici a temperature probabilmente al di sotto di 50°C.

    “Questo risultato – sottolinea Etiope – potrebbe spiegare l’origine del metano su Marte e suggerisce che il gas abiogenico sulla Terra possa essere più diffuso di quanto ipotizzato finora. Su Marte il metano è stato scoperto lo scorso decennio apparentemente proprio in corrispondenza di rocce simili a quelle ofiolitiche da noi studiate sulla Terra. Il problema su Marte erano però le basse temperature, ed era necessario spiegare un meccanismo che potesse produrre metano in quelle condizioni. Ora sappiamo che sulla Terrà ciò è possibile, e processi simili possono senz’altro avvenire su Marte”.

    Se esistono grosse quantità di metano abiogenico in queste rocce, è possibile sfruttarle come risorsa energetica?

    “Sulla Terra esistono pochissime zone dove il metano abiogenico è prodotto in grandi quantità e che potrebbe trovarsi in una sorta di giacimenti come il gas naturalegas naturale
    Idrocarburo che ha un’origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un’alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    ), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S). tradizionale. In generale le quantità sono piccole ma la cosa interessante è che per ottenere questo metano abiogenico non è necessario avere alte temperature, per esempio sopra i 200°C, come richiesto in genere in laboratorio e con costi notevoli. Se invece esiste un meccanismo di produzione di metano a bassa temperatura, come abbiamo osservato in natura, questo può aprire nuovi fronti di ricerca e d’interesse per la produzione di combustibili fossili”.

    Le ricerche sono ancora in corso in altri paesi, come negli Stati Uniti, Grecia e Romania, dove l’INGV è alla ricerca del metano abiogenico, in collaborazione tra l’altro con scienziati della NASA e dell’European Space Agency.

     

    Fonte: INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, 10/01/2012

    Tags
    Show More

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Back to top button