ArticoliAutore: Luigi Gabriele

Innovazione: I nuovi volti dell’esplorazione spaziale, ma chi pensa al nostro Pianeta?

Negli ultimi anni si sono affacciati nel mondo dell'esplorazione spaziale nuovi finanziatori che hanno messo a disposizione capitali e tecnologie; ma non è il caso di pensare a risolvere prima i problemi del nostro pianeta?

    L’esplorazione dello spazio è un’attività su cui, nel XX secolo fino agli inizi del XXI secolo, si sono concentrate esclusivamente le agenzie governative come la NASA e l’ESA; tuttavia negli ultimi anni si sono interessati a queste attività di esplorazione spaziale anche soggetti privati che mettendo a disposizione ingenti somme di capitali, supportate da tecnologie all’avanguardia, hanno compiuto passi importanti per la ricerca. Insieme a Luigi Gabriele (Vice Presidente VISIONARI e Public Affairs Specialist Adiconsum) cerchiamo di sollevare spunti di riflessione sulla questione, interrogandoci specialmente su quanto sia primaria l’esplorazione spaziale rispetto ai problemi ambientali, climatici etc che minacciano l’incolumità del nostro Pianeta.

     

    L’esplorazione dello spazio rappresenta una delle più avvenieristiche e dibattute attività della civiltà umana; la conquista dell’ignoto, la ricerca di altre forme di vita, la possibilità di trasferire attività umane in altri pianeti, sono tutte aspirazioni che l’uomo moderno attraverso attività di ricerca cerca, ha cercato e cercherà di rendere realizzabili. Questo tipo di attività richiedono conoscenze di fisica ed ingegneria che finora sono state possibili grazie allo studio ed alla ricerca delle agenzie spaziali governative.

    Secondo le nostre analisi e ricerche negli anni a venire, la NASA, l’ESA e le altre agenzie spaziali governative saranno sostenute da numerosi investimenti privati. Negli ultimi anni infatti si sono affacciati soggetti come Blueorigin, SpaceX, ispace Inc. e Breakthrough Starshot che si sono occupati della tecnologia necessaria finalizzata a facilitare l’esplorazione dello spazio.

    Questi soggetti, per le proprie attività, si sono serviti di tecnologie in rampa di lancio come nanosatelliti, razzi riutilizzabili e metodologie all’avanguardia di trasmissione dei dati. Le agenzie governative (NASA, ESA etc.) potranno beneficiare di queste tecnologie per dare un impulso alla creazione di un’infrastruttura spaziale.

    Ad esempio la NASA di recente ha dato avvio ad una collaborazione con PTScientist, conglomerato di ricercatori aerospaziali di Berlino; quest’ultima è stata protagonista di una raccolta di fondi d’investimento, provenienti da Audi e Vodafone, per la creazione di una rete 4G sulla Luna. Questa raccolta fondi rappresenta uno step, individuato come necessario, per inviare le prime auto a guida autonoma del gruppo Audi proprio sulla Luna. Con questi investimenti inoltre la NASA, potrà costruire il primo porto spaziale sulla Luna,  che servirà a formare ed allenare la nuova generazione di astronauti per l’esplorazione dello spazio profondo.

    VISIONARI, associazione che si occupa dell’impatto sociale delle tecnologie, ha svolto varie ricerche per cercare di spiegare in modo semplice ed accessibile il trend dell’esplorazione spaziale in relazione alla crisi climatica del nostro pianeta, interrogandosi inoltre sugli effetti dello Spazio sulla salute umana e sull’etica della decisione: lasciare morire la Terra per un nuovo Pianeta.

    Una domanda sopraggiunta nel corso degli studi e delle analisi è la seguente: siamo davvero sicuri che l’umanità abbia diritto alla colonizzazione della Luna, di Marte e dello Spazio solo perchè presto saremo effettivamente in grado di farlo e perchè altre forme di vita non sembrano in grado di impedirlo? Sicuramente è importante spingere sempre più in alto il livello di conoscenza umana, capire se e come potremo sopravvivere in altri mondi e galassie, ma allo stesso tempo è pur vero che questi nuovi soggetti (con tutte le risorse di cui dispongono) potrebbero inizialmente affrontare i problemi che riguardano il nostro Pianeta, migliorandolo e rendendolo effettivamente abitabile dai suoi abitanti.

    Una provocazione del genere sarebbe ovviamente superflua rivolgerla alla NASA, dato che il suo budget e le sue operazioni sono finalizzate alla ricerca per l’esplorazione spaziale; tuttavia i nuovi soggetti che si stanno affacciando in questo campo avrebbero tutte le risorse e le conoscenze per cercare di combattere gli effetti dei cambiamenti climatici, dell’aumento del riscaldamento globale solo per citare le problematiche più note e dibattute.

    D’altronde questo tipo di attività di salvaguardia del nostro ecosistema trovano evidenza in programmi governativi e ministeriali in tutti i paesi; in questa sezione ci soffermiamo su quanto stabilito dalle Nazioni Unite con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile da raggiungere entro il 2030, concentrandoci esclusivamente per coerenza coi temi trattati su questo portale con gli obiettivi in materia di clima e di sostenibilità ambientale:

    Obiettivo 6: Acqua pulita e servizi igienico-sanitari

    – 3 persone su 10 non hanno accesso a servizi di acqua potabile gestiti in modo sicuro e 6 su 10 persone non hanno accesso a strutture igienico-sanitarie gestite in modo sicuro.
    – Ogni giorno, quasi 1.000 bambini muoiono a causa di malattie (curabili e prevenibili) diarroiche legate alle strutture igienico-sanitarie.

    Obiettivo 7: Energia pulita ed accessibile

    – il 13% della popolazione mondiale non ha ancora accesso all’elettricità
    – L’energia è il principale contributore del cambiamento climatico, rappresentando circa il 60% del totale delle emissioni globali di gas serra.

    Obiettivo 11: Città e comunità sostenibili

    – 883 milioni di persone vivono oggi nelle baraccopoli e la maggior parte di esse si trovano nell’Asia orientale e sudorientale.
    – Le città del mondo occupano solo il 3% del territorio terrestre, ma rappresentano il 60–80% del consumo energetico e il 75% delle emissioni di carbonio.
    – Dal 2016, il 90% degli abitanti delle città ha respirato aria non sicura, con 4,2 milioni di morti a causa dell’inquinamento. Più della metà della popolazione urbana globale è esposta a livelli di inquinamento atmosferico almeno 2,5 volte superiori allo standard di sicurezza.

    Obiettivo 12: Consumo e produzione responsabile

    – Più di 1 miliardo di persone non ha ancora accesso all’acqua dolce
    – Nonostante i progressi tecnologici che hanno promosso guadagni di efficienza energetica, l’uso dell’energia nei paesi OCSE continuerà a crescere di un altro 35% entro il 2020.
    – Ogni anno, un 1/3 di tutto il cibo prodotto — equivalente a 1,3 miliardi di tonnellate del valore di circa 1 trilione di dollari — finisce per marcire nei cestini dei consumatori e dei rivenditori, o rovinato a causa di cattive pratiche di trasporto e raccolta.

    Obiettivo 13: Azione per il clima

    – Dal 1880 al 2012, la temperatura media globale è aumentata di 0,85°C. In prospettiva, per ogni grado di aumento della temperatura, le rese dei cereali diminuiscono di circa il 5%.
    – Il mais, il grano ed altre grandi colture hanno subito riduzioni significative di resa a livello globale: 40 megatoni in meno all’anno,, tra il 1981 ed il 2002 a causa di un clima più caldo.

    Obiettivo 14: Vita sott’acqua

    – Oltre tre miliardi di persone dipendono dalla biodiversità marina e costiera per il loro sostentamento.
    – I sussidi per la pesca stanno contribuendo al rapido esaurimento di molte specie ittiche e impedendo gli sforzi per salvare e ripristinare la pesca globale e i posti di lavoro connessi, facendo sì che la pesca oceanica generi 50 miliardi di dollari all’anno in meno di quanto potrebbe

    Obiettivo 15: Vita sulla terra

    – Tra il 2010 e il 2015, il mondo ha perso 3,3 milioni di ettari di aree forestali.
    – 2,6 miliardi di persone dipendono direttamente dall’agricoltura, ma il 52% della superficie agricola è moderatamente o gravemente colpita dal degrado del suolo.
    – Delle 8.300 specie animali conosciute, l’8% è estinto e il 22% è a rischio di estinzione.

     

    La nostra civiltà è spesso e volentieri portata ad ignorare ciò che realmente ci circonda mentre andiamo alla ricerca dell’ignoto e dello sconosciuti, di conseguenza bisognerebbe tenere a mente che le conquiste per il nostro Pianeta sono importanti, tanto quanto o più delle conquiste extra planetarie.

     

    Articolo redatto in collaborazione con Luigi Gabriele (Vice Presidente VISIONARI e Public Affairs Specialist Adiconsum) per Orizzontenergia
    Tags
    Show More

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Back to top button