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INTERVISTA A I. WILHELM – IL MERCATO FOTOVOLTAICO ITALIANO

    Intervista – Il Sole A 360 Gradi – n°6 – giugno 2011

     

    ISES ITALIA incontra Ingmar Wilhelm

    Il mercato del fotovoltaico italiano:
    dopo il boom del 2011, l’Italia rimarrà un Paese competitivo se si concentrerà sull’integrazione architettonica e la mobilità elettrica.
    I target al 2020? “Saranno ampiamente superati”

     

    Dopo mesi di polemiche sugli incentivi, l’Italia può ripartire con il fotovoltaico?

    Ovviamente sì.
    Siamo l’unico Paese in Europa che ha messo alcuni “paletti” sostanziali per una crescita sostenibile fino a una data piuttosto lontana: il nuovo Decreto, infatti, ci permette di muoverci lungo un corridoio con tanti elementi prevedibili da qui al 2016.
    Se prima il Piano di Azione Nazionale parlava di 8.000 MW al 2020, oggi sappiamo che si tratta di una soglia raggiungibile entro i prossimi 12 mesi.
    Il target è stato considerevolmente alzato: l’aver fissato 23.000 MW per il 2016 fa pensare a una crescita continua che, con una tecnologia diventata concorrenziale, ci farà presumibilmente raggiungere almeno i 30.000 MW nel 2020.
    Questo significa che riusciremo quasi a quadruplicare l’obiettivo del fotovoltaico in Italia.
    Due mesi fa le persone del settore si chiedevano seriamente come andar avanti; oggi, invece, abbiamo un Conto EnergiaConto Energia
    Il Conto Energia è una forma di incentivazione statale a sostegno della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici.
    Entrato in vigore con il Decreto Ministeriale del 19 Febbraio 2007, consiste nell’attribuzione di una tariffa incentivante, proporzionale all’energia prodotta, in base alla tipologia di impianto (non integrato architettonicamente, parzialmente integrato, integrato). Le tariffe vengono corrisposte per un periodo di 20 anni a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto e rimangono costanti per l’intero periodo.
    chiaro e molto attraente.
    Come abbiamo gestito questo periodo in Enel Green Power?
    La nostra società ha sempre avuto una vocazione internazionale e, per questo, sviluppato piani abbastanza immuni ai singoli eventi di un determinato Paese.
    Quello che è successo in Italia non ci ha fatto cambiare i nostri piani quando la parte regolamentare era poco chiara, e cosi non dobbiamo cambiare i nostri piani nèanche ora.
    Continueremo a realizzare la nostra propria produzione di pannelli fotovoltaici, a sviluppare grandi impianti e a lavorare sulla generazione distribuita.

    Lo scorso anno, il nostro Paese si è classificato secondo solo dopo la Germania, per quanto riguarda l’installazione di impianti fotovoltaici; come prevede che si posizionerà nei prossimi 5 anni?

    Per l’anno 2011, con il conteggio degli impianti effettivamente allacciati, compresi anche quelli del Salva Alcoa, penso che l’Italia potrebbe ottenere anche un primo posto insieme alla Germania: il nostro Paese arriverà a circa 5.000 – 7.000 MW di impianti effettivamente allacciati nel 2011.
    Per gli anni futuri dovremmo aspettarci un ritmo di crescita di circa 2.000 – 2.500 MW all’anno, ma credo che dopo l’anno esplosivo del 2011, in cui potremmo essere alla pari con la Germania, l’Italia tornerà alla situazione che abbiamo vissuto fin’ora, con la Germania in testa e l’Italia al secondo posto, anche nella classifica mondiale.
    Ci sono tanti altri Paesi che affiancheranno l’Italia e la Germania nel club di chi aggiungerà almeno 1.000 MW all’anno.
    Tra quelli che a mio avviso entreranno in questo club, vedo gli Stati Uniti, il Giappone, la Cina e forse anche il Canada e l’India.
    Ci saranno sempre più Paesi che avranno un ritmo di crescita molto importante.

    Come si posiziona l’Italia rispetto ai trend dei mercati internazionali?

    Per quanto riguarda lo sviluppo del fotovoltaico, direi molto bene.
    A differenza della Germania, che ha costruito la sua leadership in oltre 10 anni, l’Italia, grazie anche a obiettivi chiari nel medio termine, è arrivata a essere uno dei paesi più interessanti.
    Ci sono due ambiti sui quali l’Italia potrebbe e dovrebbe puntare.
    Il primo riguarda l’integrazione del fotovoltaico nell’edilizia, aspetto importante per un Paese, come il nostro, che tra l’altro ha un patrimonio storico a preservare.
    Grazie anche allo spazio che il nuovo Decreto dedica agli impianti mediopiccoli, che a mio avviso sono la parte più attraente del fotovoltaico, stiamo andando verso un’integrazione sempre più perfetta nell’edilizia, con particolare attenzione al design, ai colori e alle forme.
    Quello che sarebbe necessario sviluppare ancora di più, e nel quale il tessuto industriale italiano è molto preparato, riguarda lo sviluppo di applicazioni e di prefabbricati nell’edilizia: ci sono delle tegole, per esempio, che si confondono per forma e colore con quelle che conosciamo tradizionalmente, ma producono energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    con il fotovoltaico integrato.
    Il secondo settore chiave in forte crescita è quello della combinazione tra fotovoltaico e mobilità elettrica.
    Questo connubio si caratterizza infatti per la sua ridottissima impronta ambientale dovuta all’assenza di emissioni sia mentre si è alla guida per la città sia durante la fase di ricarica.
    In questo modo la mobilità sarebbe completamente indipendente dal petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    e dal suo costo, ma prodotta da fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    come il fotovoltaico e in più dai nostri propri impianti!

     

    Fonte: ISES Italia-Il Sole A 360 Gradi, Giugno 2011

     


    Il Sole A 360 GradiIngmar Wilhelm

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