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La nuova politica ambientale cinese apre le porte alle aziende italiane

    In considerazione degli effetti del  riscaldamento globale,  dello sfruttamento delle risorse energeticherisorse energetiche
    Stima dei volumi totali di fonti energetiche, sia scoperte che non ancora scoperte. Tale quantità comprende anche le riserve.
    , della crisi dell’ambiente e della crescita economica, la Cina si concentra sull’ambiente  ricercando soluzioni  ecosostenibili  da applicare sia ai processi produttivi che ai consumi.

    Il governo cinese si pone un nuovo obiettivo: ridurre le emissioni di diossido di carboniocarbonio
    Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell’atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    ) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante. del 40/45% rispetto ai livelli del 2005 per unità di Prodotto Interno Lordo (PIL) entro il 2020. Sebbene non sia un punto vincolante della politica  ambientale  cinese, la Cina si sta già  muovendo in questa direzione con la creazione nelle maggiori città di zone industriali eco-friendly e con investimenti importanti nel settore della green technology. 
    Il Shanghai Business Review riporta la notizia che il governo cinese ha approvato 40 progetti che investono nei settori dell’eneregia eolica, idrica e solare per un valore di 2,39 miliardi di Rmb  dei quail 680 milioni provengono da investimenti stranieri.
    “? la conferma dell’l’impegno del governo di Pechino  volto a creare un ambiente ecosostenibile – dice Paolo Angeletti, rappresentante in Italia di PTL- Group – Un altro passo verso il nuovo ” modello verde”, iniziato con il progetto di spostare la produzione dale coste orientali  della Cina (Shanghai e Hongkong per intenderci)  alle coste occidentali”.

    “Questa nuova tendenza – continua Paolo Angeletti – che porta ingenti investimenti nel settore delle soluzioni eco-sostenibili, rappresenta una grande opportunità per le aziende straniere: sia per quelle che producono energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    pulita sia per quelle che producono osservando norme che garantiscono un basso impatto ambientaleimpatto ambientale
    L’insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l’avvio di una determinata attività ha sull’ambiente naturale circostante.
    “.
    Secondo una recente indagine, condottacondotta
    Rete di tubazioni adibite al trasporto di combustibili (gas e petrolio) dai luoghi di produzione ai luoghi di stoccaggio, di imbarco, di trattamento e di consumo.
    dall’ente China Green Initiative, il mercato della “teconologia verde ” raggiungerà il valore di circa 1 miliardo di dollari entro 2013,  valore pari al 15 % del prodotto interno lordo cinese
    “È un’opportunita che le aziende straniere non si lasceranno sfuggire e le aziende italiane hanno sicuramente il know how e la flessibilità necessarie per entrare nel mercato “green” cinese e avere successo”.

    Comunicato stampa PTL del 16/07/2010

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