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La nuova proposta della Commissione riduce al minimo l’impatto della produzione di biocarburanti sul clima

    Lo scorso 17 Ottobre la Commissione Europea ha pubblicato una proposta volta a limitare a livello mondiale la conversione dei terreni alla produzione di biocarburanti e ad aumentare gli effetti benefici dei biocarburanti usati nell’UE sul clima.

    Sarà limitata al 5% la quota di biocarburanti derivatiderivati
    Prodotti finanziari il cui valore deriva dall’andamento del valore di una determinata attività (definita “sottostante del prodotto derivato”). I derivati vengono utilizzati principalmente con finalità di copertura dal rischio oppure con finalità di speculazione (intesa nel senso di esposizione ad un rischio per ricavare profitto).
    da alimenti utilizzabile ai fini del conseguimento dell’obiettivo del 10% di energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    fissato dalla direttiva sulle energie rinnovabili.

    Riportiamo a seguire il relativo Comunicato della Commissione Europea

    L‘obiettivo è stimolare lo sviluppo di biocarburanti alternativi, detti anche di seconda generazione, derivati da materie prime non alimentari, come i rifiuti o la paglia, che emettono gas a effetto serraeffetto serra
    Fenomeno fisico per cui alcuni gas contenuti nell’atmosfera (anidride carbonica, vapore acqueo, metano, ecc..) intrappolano il calore proveniente dal sole facendo in modo che la temperatura media sulla Terra permetta la vita delle varie specie. Il meccanismo è simile a quello che avviene in una serra, da cui il nome. Tuttavia l’aumento e, dunque, la situazione di squilibrio della concentrazione di tali gas è causa di un eccessivo riscaldamento della superficie del pianeta con conseguenze anche pesanti sugli ecosistemi, su scala globale.
    in quantità decisamente inferiori ai carburanticarburanti
    Sostanze solide, liquide o gassose, di origine naturale o derivanti da processi industriali, contenenti carbonio e idrogeno, che, se bruciate, sviluppano calore in base al loro “contenuto energetico” (potere calorifico).
    fossili e non interferiscono direttamente con la produzione alimentare mondiale. Per la prima volta nella valutazione delle prestazioni dei biocarburanti in termini di emissioni di gas ad effetto serra si terrà conto delle stime dell’impatto della conversione dei terreni a livello mondiale (cambiamento indiretto della destinazione dei terreni).

    Günther Oettinger, Commissario per l’EnergiaEnergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    , ha dichiarato:
    “La proposta offrirà nuovi incentivi ai biocarburanti che danno i migliori risultati. In futuro i biocarburanti emetteranno molti meno gas serra e ridurranno la fattura per l’importazione di carburanti.”

    Connie Hedegaard, Commissaria per l’Azione per il clima, ha dichiarato: “Se vogliamo che ci aiutino a contrastare i cambiamenti climatici, i biocarburanti che usiamo devono essere autenticamente sostenibili. Dobbiamo quindi investire in biocarburanti che determinino un’effettiva riduzione delle emissioni e non facciano concorrenza alla produzione alimentare. Non escludiamo ovviamente i biocarburanti di prima generazione, ma inviamo un segnale chiaro: in futuro l’aumento nell’impiego dei biocarburanti deve basarsi su biocarburanti avanzati, perché qualsiasi alternativa risulterà insostenibile.”

    I biocarburanti prodotti in modo sostenibile con processi efficienti sono un’alternativa a basse emissioni di CO2 ai carburanti fossili nel mix energetico dell’UE, in particolare nei trasporti. I biocarburanti si stoccano e si dispongono all’uso facilmente, hanno un’alta densità energetica e tipicamente emettono molti meno gas a effetto serra rispetto a petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    , gas e carbonecarbone
    Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
    I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
    . Solo i biocarburanti che soddisfano una serie di criteri di sostenibilità possono ottenere un sostegno pubblico sul mercato europeo.

    A fronte dell’espansione del mercato dei biocarburanti è apparso chiaro che non tutti i biocarburanti sono uguali per impatto in termini di gas a effetto serra derivante dalla destinazione dei terreni a livello mondiale. Recenti studi scientifici hanno dimostrato che, quando si tiene conto del cambiamento indiretto della destinazione dei terreni, ad esempio laddove la produzione di biocarburanti comporti uno spostamento della produzione alimentare a destinazione umana o animale verso terreni non agricoli quali le foreste, può risultare che, di fatto, alcuni biocarburanti contribuiscono alle emissioni di gas a effetto serra tanto quanto i carburanti fossili che sostituiscono.

    La Commissione propone pertanto di modificare la normativa vigente sui biocarburanti attraverso la direttiva sulle energie rinnovabili1 e la direttiva sulla qualità dei carburanti2, e in particolare di:

    • aumentare al 60% la soglia minima di riduzione dei gas a effetto serra per i nuovi impianti al fine di migliorare l’efficienza dei processi di produzione dei biocarburanti e scoraggiare ulteriori investimenti in impianti che danno scarsi risultati nella riduzione delle emissioni;

    • includere i fattori del cambiamento indiretto della destinazione dei terreni nelle dichiarazioni dei fornitori di carburanti e degli Stati membri sulle riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra dei biocarburanti e bioliquidi;

    • limitare al livello di consumo attuale, ossia al 5% fino al 2020, la quantità di biocarburanti e bioliquidi derivati da colture alimentari che possono essere contabilizzati ai fini dell’obiettivo UE del 10% di energia rinnovabile nel settore dei trasporti entro il 2020, mantenendo gli obiettivi generali di energia rinnovabile e di riduzione dell’intensità di CO2;

    • offrire incentivi di mercato per i biocarburanti che non hanno impatto, o hanno un impatto basso, in termini di emissioni derivanti dal cambiamento indiretto della destinazione dei terreni, in particolare per i biocarburanti di seconda e terza generazione derivati da materie prime che non implicano una domanda supplementare di terreni, come ad esempio le alghe, la paglia e vari tipi di rifiuti, perché contribuiranno di più all’obiettivo del 10% di energia rinnovabile nei trasporti fissato dalla direttiva sulle energie rinnovabili.

    Con queste nuove misure, la Commissione vuole promuovere i biocarburanti che aiutano a conseguire sostanziali riduzioni delle emissioni senza entrare in concorrenza diretta con il settore alimentare e sono al tempo stesso più sostenibili. Sebbene l’attuale proposta non pregiudichi la possibilità che gli Stati membri forniscano incentivi finanziari per i biocarburanti, la Commissione ritiene che nel periodo successivo al 2020 i biocarburanti debbano ricevere sostegno finanziario solo se comportano sostanziali riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra e non sono prodotti da colture destinate all’alimentazione umana o animale.

    Contesto

    La direttiva del 2009 sulle energie rinnovabili impone una quota pari al 10% di energia rinnovabile nei trasporti entro il 2020; la direttiva sulla qualità dei carburanti ha imposto l’obiettivo del 6% di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra sui carburanti impiegati nel settore dei trasporti nel 2020. Secondo le previsioni il contributo dei biocarburanti a questi obiettivi sarà significativo.

    Per evitare eventuali effetti collaterali, entrambe le direttive impongono criteri di sostenibilità che i biocarburanti e i bioliquidi devono soddisfare per essere contabilizzati nell’obiettivo ed ottenere sostegno.

    I criteri attualmente in vigore sulla sostenibilità dei biocarburanti impediscono la conversione diretta di foreste, zone umide e zone ad alto valore di biodiversità verso la produzione di biocarburanti e prescrivono che i biocarburanti emettano almeno il 35% in meno di gas a effetto serra rispetto ai combustibili fossili che sostituiscono. Questo requisito aumenterà al 50% nel 2017.

    Tuttavia, vi è il rischio che parte della domanda supplementare di biocarburanti sia soddisfatta con un aumento della quota dei terreni dedicati all’agricoltura a livello mondiale, il che comporterà un aumento indiretto delle emissioni dovuto alla conversione dei suoli. Si è pertanto chiesto alla Commissione di riesaminare l’impatto del cambiamento indiretto della destinazione dei terreni sulle emissioni di gas a effetto serra e di proporre un intervento normativo per ridurlo al minimo.

    Comunicato Stampa IP/12/1112 Commissione Europea

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