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La posizione del Coordinamento FREE su la conversione in legge del DL “Spalma Incentivi”

    ARTICOLI 24, 25,26 DEL DECRETO-LEGGE 24 GIUGNO 2014, N. 91, RECANTE DISPOSIZIONI URGENTI PER IL SETTORE AGRICOLO, LA TUTELA AMBIENTALE E L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DELL’EDILIZIA SCOLASTICA E UNIVERSITARIA, IL RILANCIO E LO SVILUPPO DELLE IMPRESE, IL CONTENIMENTO DEI COSTI GRAVANTI SULLE TARIFFE ELETTRICHE, NONCHÉ PER LA DEFINIZIONE IMMEDIATA DI ADEMPIMENTI DERIVANTI DALLA NORMATIVA EUROPEA


     

    Disposizioni in materia di esenzione da corrispettivi e oneri del sistema elettrico per reti interne e sistemi efficienti di produzione e consumo 

    La norma introduce retroattivamente penalizzazioni economiche ed è pertanto incostituzionale. Inoltre, si applicano impropriamente oneri per servizi che non vengono utilizzati. In terzo luogo, la retroattività è un segnale pericoloso per il mercato, scoraggiando gli ulteriori investimenti.

    Essa prevede infatti per l’energia consumata e non prelevata dalla rete dalle RIU e dai SEU, entrati in esercizio fino al 31 dicembre 2014, un corrispettivo pari al 5% degli importi unitari dovuti a copertura degli oneri generali di sistema,per l’energia effettivamente prelevata dalla rete.

    Viceversa, per gli impianti che entreranno in esercizio dopo il 31 dicembre 2014 il balzello si applica esclusivamente ai SEU, cioè di fatto per sistemi alimentati da fonti rinnovabili, realizzando una grave discriminazione, che le penalizza ulteriormente.

    Il comma 4 dell’art. 24, il quale prevede che la quota del 5% potrà essere aggiornata “al fine di non ridurre l’entità complessiva dei consumi soggetti al pagamento degli oneri”, anche se mal formulato, sembra riferirsi solo ai SEU post-2014, cioè penalizzando di nuovo le rinnovabili.

    Proposte

    1. L’articolo 24 va abrogato 
    2. In via subordinata: 
    • Vanno esentati dall’obbligo gli impianti di piccole dimensioni (fino a 100 kW) per non penalizzare gli impianti domestici e installati presso le piccole imprese 
    • Il mancato introito per questa esenzione va compensato aumentando il corrispettivo per gli impianti che utilizzano combustibili fossili e non rientrano fra quelli classificati ad alta efficienza 
    • Va eliminata la discriminazione esistente per gli impianti entrati in funzione dopo il 2014 
    • Va eliminato il comma 4, che non solo crea incertezza per gli investimenti futuri, compromettendo lo sviluppo del settore delle rinnovabili, ma paradossalmente può penalizzare le rinnovabili qualora gli interventi di efficientamento energetico (previsti dalla Direttiva 27/2012) riducessero la domanda di energia elettrica

    Articolo 25 – Modalità di copertura di oneri sostenuti dal Gestore dei Servizi Energetici GSEGestore dei Servizi Energetici GSE
    Società partecipata interamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che opera per la promozione dello sviluppo sostenibile, attraverso l’erogazione di incentivi economici destinati alla produzione energetica da fonti rinnovabili e con azioni informative tese a diffondere la cultura dell’uso dell’energia compatibile con le esigenze dell’ambiente. Il GSE è capogruppo delle due società controllate AU (Acquirente Unico) e GME (Gestore del Mercato Elettrico).
    S.p.A.

    L’articolo introduce in modo ingiustificato e con effetto retroattivo nuovi oneri a carico degli
    operatori nel settore delle fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    e dell’efficienza energeticaefficienza energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
    .

    Anche in questo la proposta è incostituzionale e la sua retroattività è un segnale pericoloso
    per il mercato, scoraggiando gli ulteriori investimenti.

    Proposta

    Si propone l’abrogazione dell’Articolo 25

    Articolo 26 – Interventi sulle tariffe incentivanti dell’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici 

    Osserviamo innanzi tutto che, rispetto all’impostazione iniziale del provvedimento, che prevedeva un ampio arco di interventi, ripartendo, se pur in modo non equo, gli oneri fra una vasta platea di destinatari, l’attuale articolato non solo ha ridotto in misura drastica tale platea, ma prevede altresì corrispettivi molto modesti, salvo che per gli impianti fotovoltaici di potenzapotenza
    Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
    superiore a 200 kWkW
    Unità di misura della potenza equivalente a 1.000 Watt.
    .

    Di fatto, il provvedimento colpisce pertanto quasi esclusivamente il fotovoltaico, peraltro già penalizzato negli ultimi anni da diverse modifiche della normativa pregressa (eliminazione dei prezzi minimi garantiti, introduzione dell’IMU, eliminazione dell’indicizzazione tariffa Incentivante per gli impianti realizzati col Primo Conto EnergiaConto Energia
    Il Conto Energia è una forma di incentivazione statale a sostegno della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici.
    Entrato in vigore con il Decreto Ministeriale del 19 Febbraio 2007, consiste nell’attribuzione di una tariffa incentivante, proporzionale all’energia prodotta, in base alla tipologia di impianto (non integrato architettonicamente, parzialmente integrato, integrato). Le tariffe vengono corrisposte per un periodo di 20 anni a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto e rimangono costanti per l’intero periodo.
    , estensione alle rinnovabili della Robin Hood Tax maggiorata, ecc.).La somma di tali modifiche condurrà nel solo 2014 a una riduzione di fatto degli incentivi per oltre 1 miliardo di euro.

    Oltre a essere retroattivo, quindi incostituzionale, l’articolo 26 concorre a rafforzare i segnali negativi al mercato, in quanto una misura retroattiva di questa portata comprometterebbe la credibilità del Paese. Quale operatore estero o italiano investirebbe infatti a cuor leggero nella realizzazione di qualsiasi infrastruttura, per la quale fossero previste misure di supporto?

    Per di più, il provvedimento avrebbe un effetto discriminatorio all’interno dello stesso settore fotovoltaico, penalizzando di più chi ha investito nel quadro delle misure previste dagli ultimi Conti EnergiaEnergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    , come dimostra la figura seguente.

    Immagini News/Coordinamento FREE - Andamento IRR.jpg
    Sono evidenti i problemi nei confronti delle banche, che avevano finanziato l’investimento sulla base di un business plan che prevedeva un IRR del 12,9%. Altrettanto evidenti sono I rischi di default, con le conseguenti ricadute occupazionali, entrambi destinati ad avere effetti fiscali negativi (IRES e IRAP delle aziende, IRPEF dei lavoratori). Oltre tutto molte delle imprese a richio sono medio-piccole, appartengono cioè alla fascia che il provvedimento vorrebbe favorire.

    La decisione di cambiare unilateralmente alcune migliaia di contratti stipulati dalle aziende con il GSE rappresenta un tale vulnus giuridico che la conseguenza prima dell’entrata in vigore dell’articolo 26 sarebbe l’apertura di migliaia di vertenze giudiziarie il cui esito per lo Stato è tutt’altro che scontato, come dimostrano alcune recenti sentenze in merito ad altri provvedimenti con effetto retroattivo.

    Non a caso il comma 7 dell’Articolo 26 prevede in alternativa la riduzione volontaria dell’8% dell’incentivo riconosciuto alla data dell’entrata in vigore del decreto-legge, che peraltro ridurrebbe in misura non trascurabile i ritorni del provvedimento.

    Proposte

    L’articolo 26 va abrogato.

    In alternativa si propongono le misure già avanzate al MiSE, allegate al presente documento, che consentirebbero di raggiungere il medesimo obiettivo attraverso:

    • un’asta (o più aste) per l’assegnazione di risoluzione anticipate sugli incentivi residui per impianti fotovoltaici; 
    • il costo relativo alle risoluzioni anticipate coperto da un meccanismo di emissioni obbligazionarie da parte di un ente/società che non rientra nel perimetro del debito pubblico.

    Fonte: Coordinamento FREE

     

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