NewsAmbienteSostenibilitàStakeholder energiaTerna

La Terra in deficit di risorse: i risultati del Planet Report 2012 del WWF

    Non si può guadagnare 100 e spendere 150. Le finanze vanno a rotoli e il deficit aumenta in modo esponenziale. Stessa cosa accade per la Terra. Il genere umano la sfrutta più di quanto essa possa produrre in termini di risorse.

    È il quadro inquietante che esce dal “Living Planet Report” 2012, rapporto sullo stato di salute della Terra che ogni anno il WWFWWF
    Organizzazione che promuove la tutela e la conservazione della natura attraverso la preservazione della diversità biologica a livello di geni, specie ed ecosistemi. Il WWF sostiene numerose iniziative a favore della sostenibilità ambientale, contro l’inquinamento e l’uso irrazionale dell’energia e delle risorse, coinvolgendo l’opinione pubblica e volontari di tutto il mondo.
    pubblica in collaborazione con la Zoological Society di Londra, il Global Footprint Network e l’Agenzia Spaziale Europea.

    Il rapporto ha analizzato l’impronta ecologica (l’indicatore che mette in relazione il consumo umano di risorse naturali con la capacità della Terra di rigenerarle) di 121 Paesi.

    “Stiamo utilizzando il 50% di più delle risorse che la Terra può produrre – dice Gianfranco Bologna direttore scientifico dell’associazione ambientalista – e se non cambieremo rotta il numero crescerà rapidamente, entro il 2030 neanche due pianeti sarebbero sufficienti”.

    Le necessità del genere umano, infatti, sono già cresciute in modo esponenziale dal 1970 a oggi, passando da 30 miliardi di tonnellate a quasi 70. La capacità di rigenerarsi degli ecosistemi di acqua dolce è diminuita del 37%, mentre solo un terzo dei fiumi più lunghi di 1.000 chilometri scorrono senza dighe sul letto principale. L’attività di pesca, con il sovrasfruttamento di molti stock ittici, è aumentata considerevolmente in 50 anni, passando dai 19 agli 87 milioni di tonnellate. 13 milioni di ettari di foresta sono stati persi ogni anno tra il 2000 e il 2010.

    Sono proprio La deforestazione e il degrado forestale i responsabili di circa il 20% delle emissioni globali di CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    . In 40 anni il 30% della biodiversità è andato già perduto.

    In generale i paesi ad alto reddito hanno un’impronta ecologica in media cinque volte superiore a quello dei paesi più poveri. Rispetto al declino della biodiversità invece si registra un calo più rapido per le nazioni a basso reddito.

    Gli Stati più colpevoli nel consumo di risorse ambientali sono il Qatar, il Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti. Seguono la Danimarca e gli Stati Uniti. I più virtuosi sono invece il Madagascar e lo Zimbabwe. L’Italia, con il 50% delle coste a rischio erosione, si aggiudica il trentaduesimo posto.

    Come si può salvare la Terra?

    In cinque mosse, dice il WWF:

    – proteggere la biodiversità;

    – produrre in maniera più efficiente limitando lo spreco di energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    ;

    consumare in maniera intelligente;

    – orientare i flussi finanziari verso progetti a supporto della conservazione e della gestione sostenibile degli ecosistemi;

    gestire equamente le risorse.

    “Il nostro obiettivo – si legge nella prefazione del Living Planet Report – è quello di imparare a vivere nei limiti di un solo pianeta. Tutti noi dobbiamo assumere quella che viene definita One Planet Perspective (la prospettiva di un solo Pianeta). Oltre agli impegni su larga scala per la conservazione e il ripristino della natura, questa prospettiva esplora le scelte migliori, lungo tutto l’intero sistema di produzione e consumi, per la salvaguardia del capitale naturale, da sostenere reindirizzando i flussi finanziari e con politiche di gestione delle risorse più eque. Gli scenari dimostrano che è ancora possibile invertire l’incremento dell’Impronta ecologica e i trend dei cambiamenti climatici utilizzando le attuali conoscenze e tecnologie e avviando un percorso verso società umane sane, sostenibili ed eque”.

    Fonte: Terna, 30/05/2012

    Tags
    Show More

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Back to top button